Manuel Bueno (HIP): «La redditività delle aziende sarà centrale nell’edizione italiana»

Dopo essersi affermata in Spagna, HIP sceglie l’Italia per sviluppare il proprio modello fieristico dedicato all’industria dell’ospitalità. Il debutto è previsto a Bologna, dove gli organizzatori puntano a richiamare oltre 10mila professionisti e circa 220 aziende espositrici. Numeri importanti per una prima edizione, che arriva in un mercato già ricco di manifestazioni dedicate all’Horeca e nel quale HIP dovrà costruirsi un proprio spazio.

Il progetto guarda soprattutto alle esigenze economiche delle imprese del fuori casa, alle prese con costi operativi, produttività e nuovi comportamenti di consumo. L’Hospitality 4.0 Congress, con oltre 400 esperti e relatori e più di 120 sessioni, sarà uno degli elementi distintivi della manifestazione, con approfondimenti che spaziano dalla gestione aziendale all’intelligenza artificiale, fino ai nuovi format della ristorazione.

Ma quali opportunità offre oggi il mercato italiano a un nuovo operatore fieristico e quanto può essere utile avvicinare maggiormente ristorazione, industria alimentare e distribuzione? Ne abbiamo parlato con Manuel Bueno, direttore di HIP Italia, che racconta le ragioni dell’investimento nel nostro Paese e gli obiettivi di un progetto destinato a svilupparsi nei prossimi anni.

HIP è una manifestazione che in Spagna ha costruito negli anni un’identità molto riconoscibile. Da dove nasce la decisione di portare questo format in Italia e quali caratteristiche del mercato italiano vi hanno convinto che fosse il momento giusto per farlo?

La decisione di portare HIP in Italia nasce, da un lato, dalle sollecitazioni di espositori e visitatori italiani che da anni ci suggeriscono di introdurre questo modello nel Paese. Dall’altro, dalla volontà di mettere a disposizione del mercato italiano un format europeo consolidato, capace di accompagnare l’evoluzione del settore attraverso lo scambio di esperienze tra aziende, professionisti ed esperti. L’Italia presenta un contesto particolarmente interessante per la ricchezza del suo patrimonio gastronomico, la diversità del suo tessuto imprenditoriale e il ruolo strategico che il settore dell’ospitalità svolge nell’economia del Paese. Il momento è particolarmente significativo perché le aziende del comparto Ho.Re.Ca. sono chiamate a ripensare i propri modelli organizzativi e gestionali, affrontando nuove sfide legate ai costi, alla produttività e all’evoluzione delle aspettative dei clienti. Abbiamo individuato la necessità di creare uno spazio professionale che aiuti gli operatori a interpretare questi cambiamenti, mettendoli in contatto con soluzioni, conoscenze ed esperienze anche di respiro internazionale. Con il nostro debutto a Bologna vogliamo portare questa prospettiva sul mercato italiano e contribuire allo sviluppo del settore.

L’edizione italiana di HIP punta a distinguersi nel panorama fieristico nazionale. Quali sono gli elementi che caratterizzano il vostro modello e quale valore aggiunto volete offrire alle aziende e ai professionisti che parteciperanno?

HIP non è una fiera tradizionale. Si distingue per un modello che combina l’area espositiva con un ricco programma di contenuti e networking, integrando opportunità commerciali e nuove conoscenze. Le aziende espositrici non si limitano a presentare prodotti e servizi, ma propongono soluzioni rivolte ai professionisti e agli imprenditori del settore Ho.Re.Ca., con l’obiettivo di migliorare la redditività delle loro attività. Vogliamo creare un ambiente in cui le aziende possano dialogare con il mercato e i professionisti acquisire conoscenze utili per il proprio lavoro. Il fulcro di questa proposta è inoltre l’Hospitality 4.0 Congress, con oltre 400 esperti e relatori, più di 20 summit tematici, quattro auditorium e oltre 120 sessioni. Un programma che offre una visione ampia delle strategie e delle soluzioni che stanno trasformando il settore dell’ospitalità.

Per gli espositori, partecipare a HIP rappresenta l’opportunità di presentare le proprie soluzioni a un pubblico professionale e sviluppare relazioni commerciali, generando un ritorno sull’investimento che contribuirà ad aumentare la redditività delle loro attività. Per i professionisti del settore Ho.Re.Ca., significa trovare soluzioni per ogni ambito della propria attività, migliorare la produttività e sviluppare nuovi modelli di business. Vogliamo che partecipare a HIP sia un investimento ad altissimo rendimento, capace di generare valore sia sul piano professionale sia su quello commerciale.

HIP nasce con una forte vocazione Horeca, ma i temi affrontati, dall’innovazione tecnologica ai nuovi modelli di consumo, fino all’evoluzione dei format commerciali, interessano anche altri comparti. In che modo la manifestazione intende favorire il dialogo tra ristorazione, industria alimentare, distribuzione e retail?

Le trasformazioni del settore dell’ospitalità coinvolgono una catena del valore sempre più complessa, nella quale ristorazione, industria alimentare, distribuzione, commercio al dettaglio e persino settore alberghiero sono strettamente interconnessi. I cambiamenti nelle abitudini di consumo, l’evoluzione dei canali commerciali e la ricerca di nuove esperienze richiedono una collaborazione sempre più stretta tra attori che, pur operando in ambiti differenti, condividono molte delle stesse sfide. HIP vuole favorire questo dialogo attraverso un programma che mette a confronto diversi modelli di business, conoscenze e strategie. Temi come il foodservice, lo sviluppo dei brand, la gestione dei processi e l’innovazione tecnologica offrono opportunità di riflessione e investimento trasversali, dalle quali possono nascere nuovi modelli di business. Crediamo che il valore di un incontro professionale risieda anche nella sua capacità di creare connessioni inaspettate e aprire nuove prospettive di collaborazione lungo l’intera catena del valore dell’ospitalità.

Il fuori casa sta attraversando una fase di trasformazione che coinvolge tanto i comportamenti dei consumatori quanto l’organizzazione delle imprese. Quali cambiamenti ritenete più significativi e come avete costruito il programma di HIP Italia per intercettare le esigenze attuali e future del mercato?

La trasformazione riguarda innanzitutto il rapporto tra l’esperienza del cliente e l’organizzazione aziendale. La qualità rimane imprescindibile, ma oggi deve essere accompagnata da una gestione più efficiente, dalla capacità di ridurre gli sprechi e da una maggiore attenzione alla redditività. Parallelamente, l’intelligenza artificiale, l’automazione e l’analisi dei dati stanno aprendo nuove possibilità, mentre la gestione dei talenti e la sostenibilità assumono un peso sempre maggiore nelle strategie aziendali. Abbiamo tradotto queste esigenze in un programma che affronta il futuro dell’ospitalità da molteplici prospettive: dalla gestione dell’attività al revenue management, passando per la digitalizzazione e la robotica, fino ad arrivare al design, alla mixology e ai nuovi concept di ristorazione e accoglienza. Il confronto tra personalità di spicco come Davide Oldani, Cristina Bowerman, Giorgia Favaro, Mariangela Colasanti, Alessandro Condurro e Sara Digiesi, insieme a molti altri, permette di approfondire esperienze diverse, dalla gestione aziendale all’innovazione dei modelli organizzativi. L’obiettivo è offrire una visione pratica delle soluzioni che stanno contribuendo ad aumentare l’attrattività dei nostri locali, migliorare la produttività delle nostre cucine e incrementare la redditività, mostrando come possano essere adottate da aziende con caratteristiche differenti.

Questa prima edizione rappresenta anche un banco di prova per il progetto italiano. Quali obiettivi vi siete posti, sia in termini di partecipazione sia di opportunità di business, e quale ruolo vorreste che HIP Italia assumesse nei prossimi anni all’interno del panorama fieristico e dell’industria dell’ospitalità?

Questo è un progetto con una visione di lungo periodo, concepito a partire dall’industria Ho.Re.Ca. italiana e per l’industria Ho.Re.Ca. italiana. Per il debutto in Italia, l’obiettivo è riunire oltre 10.000 professionisti e circa 220 aziende espositrici. Ma, al di là dei numeri della partecipazione, vogliamo contribuire allo sviluppo del settore dell’ospitalità in Italia. Vogliamo accompagnarne la trasformazione, aiutando gli esercizi a continuare a essere attività redditizie, a diventare realtà attrattive in cui lavorare e capaci di richiamare talenti, e a integrare la tecnologia come fattore di competitività. Il tutto senza perdere il carattere e la qualità gastronomica della nostra industria, che rappresenta già un patrimonio dell’umanità. Questa prima edizione ci permetterà di consolidare il progetto sul mercato italiano e di gettare le basi per il suo sviluppo futuro. La nostra ambizione è contribuire alla crescita di un settore strategico per l’economia nazionale.

 

 

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