Lidl riapre la partita del self-scanning nel discount

Penny lo sperimentava già nel 2014 e successivamente anche Eurospin ha effettuato test sul self-scanning. Oggi Lidl inserisce Scan&Go direttamente in Lidl Plus, che in Italia supera gli 8 milioni di iscritti. La tecnologia non è nuova: sono cambiate le condizioni perché possa raggiungere una massa critica.

Tra settembre e dicembre 2014 Penny aveva sperimentato in un punto vendita italiano di circa 1.000 metri quadrati una soluzione che accompagnava il cliente dalla lista della spesa alla navigazione nel negozio, fino alla scansione autonoma dei prodotti e al self-checkout. Il progetto coinvolse inizialmente il personale interno e, al termine della sperimentazione, il responsabile IT di Rewe Group Discount International definì il self-scanning tramite smartphone tecnicamente pronto per il mercato. Cinque anni dopo anche Eurospin testò una soluzione di self-scanning in uno dei propri punti vendita: il cliente utilizzava uno scanner durante la spesa e lo riconsegnava prima del pagamento. La tecnologia, quindi, non arriva oggi nel discount. Eppure, dodici anni dopo il test Penny, il self-scanning non è diventato una componente strutturale del formato in Italia. È proprio questo a rendere interessante il caso Lidl.

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Nel 2014 il problema era la tecnologia. Oggi è l’adozione

Nelle condizioni di utilizzo di Lidl Plus aggiornate nel 2026 compare Scan&Go. Nei punti vendita aderenti il cliente può effettuare il check-in, utilizzare la fotocamera dello smartphone per registrare gli articoli durante la spesa e trasferire poi il carrello digitale al sistema di checkout. Il principio non è molto distante da quello sperimentato oltre dieci anni fa. A essere cambiato è ciò che circonda la tecnologia. Il progetto Penny del 2014 era un proof of concept sviluppato senza modificare i sistemi esistenti e non comprendeva il pagamento tramite smartphone. Lidl oggi inserisce invece Scan&Go all’interno di una piattaforma che in Italia ha già superato gli 8 milioni di iscritti. Lidl Plus, lanciata nel Paese nel 2021, comprende promozioni personalizzate, scontrino digitale, Lidl Pay e, da aprile 2026, Lidl Points. Il self-scanning, quindi, non deve convincere il cliente a scaricare un nuovo strumento. Deve portare chi utilizza già Lidl Plus ad aggiungere una funzione alle proprie abitudini di spesa. È una differenza rilevante perché sposta il problema dalla disponibilità della tecnologia alla sua frequenza d’uso.

Con pochi utenti Scan&Go aggiunge complessità

Perché il self-scanning produca effetti sull’organizzazione del punto vendita non basta infatti che funzioni. Deve essere utilizzato da una quota sufficiente dei clienti. Se Scan&Go intercetta una percentuale marginale degli scontrini, il retailer deve mantenere sostanzialmente invariata l’organizzazione tradizionale delle casse e, contemporaneamente, presidiare un processo aggiuntivo. Il vantaggio cambia quando l’utilizzo raggiunge una massa critica. A quel punto diventa possibile intervenire sulla gestione dei picchi, sulla capacità delle casse e sulla distribuzione delle ore di lavoro. La differenza tra una funzione digitale e uno strumento operativo del negozio passa quindi anche dalla percentuale di transazioni che riesce a intercettare.

Per Lidl la partita riguarda anche il lavoro nel punto vendita

In un discount Scan&Go non può essere letto soltanto come un modo per accorciare le code. Lidl ha costruito il proprio modello anche sull’efficienza dei processi e sulla produttività dello store. Con il self-scanning una parte dell’attività normalmente concentrata alla cassa viene distribuita lungo tutto il percorso di acquisto e svolta direttamente dal cliente. Questo non significa eliminare l’intervento del personale. Le condizioni Lidl prevedono controlli a campione e verifiche in caso di anomalie. Cambia però la natura dell’attività: dalla scansione sistematica di tutti gli articoli alla gestione delle eccezioni e dei controlli. Se una quota rilevante dei clienti utilizzerà Scan&Go, il tema diventerà quindi capire se e quanto le ore liberate dal checkout potranno essere riallocate verso rifornimento, gestione del punto vendita e assistenza. Se invece l’adozione resterà limitata, il rischio è che il nuovo servizio aggiunga un processo senza modificarne realmente altri.

In Gran Bretagna Lidl cerca già la massa critica

Un’indicazione arriva anche dal mercato britannico. Lidl GB ha iniziato con un test limitato di Lidl & Go e nel maggio 2026 ha portato il servizio a sette punti vendita. A luglio ha poi annunciato l’estensione ad altri 37 negozi. Anche in questo caso il sistema è integrato direttamente in Lidl Plus e utilizza lo smartphone del cliente, senza richiedere terminali dedicati. La progressiva estensione della sperimentazione suggerisce che il punto da verificare non sia più soltanto il funzionamento tecnico dello strumento, ma la capacità di portarlo a un livello di utilizzo sufficiente per incidere sui processi. In Italia, quindi, il dato più interessante non sarà soltanto il numero di punti vendita nei quali comparirà Scan&Go. Sarà la quota degli scontrini che passerà attraverso il servizio. È quella percentuale a indicare se il self-scanning resterà una funzione aggiuntiva di Lidl Plus oppure inizierà a modificare concretamente l’organizzazione del discount.

Stefania Lorusso
Stefania Lorusso
Direttrice editoriale di Gdonews e attualmente Direttrice responsabile di Cibus Link e Retail Link, quotidiano online e magazine dedicati alla business community dell’industria di marca e del retail con forte apertura internazionale.

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