La scorsa settimana abbiamo pubblicato uno studio volto a verificare la situazione della cooperativa toscana Unicop Tirreno, evidenziando come il gruppo stia compiendo sforzi significativi per migliorare il proprio conto economico. Tuttavia, la situazione di difficoltà persiste ormai da molti anni, almeno otto e diversi cambi, non senza "lacrime e sangue" sono stati realizzati.
In quella pubblicazione, abbiamo però spiegato che, in realtà, non vi sono vere e proprie situazioni di criticità per il mercato, inteso come rischi per fornitori o soci. Il mondo cooperativo, infatti, è unito, si supporta e si protegge per il bene dei soci e, in generale, del mercato ed essendo molto solido, problemi di sorta sono praticamente impensabili (si pensi solo al supporto di Unipol).
Oggi invece, analizziamo un'altra azienda di Coop Italia, molto più grande di Unicoop Tirreno: è Coop Alleanza 3.0, la più grande in termini di ricavi, la quale si trova anch'essa in un mare piuttosto mosso da diversi anni.
Da tempo seguiamo le sue problematiche e le azioni correttive già intraprese, e oggi in quest'ultima analisi riportiamo finalmente un segnale positivo: la chiusura del bilancio con un utile di 20 milioni di euro, dopo diversi anni di perdite. In pratica, ciò significa che in termini assoluti, l'azienda ha migliorato il proprio risultato di 137 milioni di euro rispetto al bilancio del 2022.
Attenti, però, non è tutto oro quel che luccica.
È vero che Coop Alleanza 3.0 sta gestendo i propri indicatori in maniera più profittevole rispetto al passato, ma la chiusura in positivo non è stata, però, raggiunta nella gestione caratteristica.
Questo studio analizza nel dettaglio quanto accaduto nel 2023 e riporta il vero punto della situazione del colosso di Modena. Infatti, le cooperative Coop sono macchine complesse; ci sono i punti di vendita, le vendite alla cassa, ma ci sono anche altre attività e soprattutto ci sono i soci prestatori! E come vedremo, grazie anche a loro, Alleanza 3.0 ha chiuso in positivo.
Entriamo nel dettaglio:
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