Quarta Caffè, che da quattro generazioni porta avanti con impegno e determinazione il lavoro iniziato ormai oltre sessant’anni fa, è fedele alla tradizione del “caffè fresco”. Tostato e macinato è subito confezionato in pacchetti morbidi – e non sottovuoto – che, preservando l’aroma caratteristico di ogni miscela, fanno sì che al consumatore giunga un prodotto di alta qualità e dal gusto inconfondibile. Per il marchio leccese però continuare nella tradizione non vuol dire precludere all’innovazione. Per questo nel suo cammino ha rafforzato l’impegno nei confronti della sostenibilità e dello sviluppo del territorio con la progettazione di nuovi prodotti e miscele (ad esempio caffè in cialde e capsule, caffè specialty), come nella diffusione dei valori aziendali che oggi sono veicolati attraverso la comunicazione digitale, fondamentale per la divulgazione dei valori alle nuove generazioni. Il raggiungimento di grandi obiettivi richiede un’organizzazione complessa, strutturata e, allo stesso tempo, flessibile in grado di interagire a livello produttivo, sociale e di filiera. “Abbiamo puntato molto anche sul senso di appartenenza del personale e del management, su umiltà, conoscenza e formazione – spiega Gaetano Quarta, figlio dell’amministratore unico Antonio Quarta – per pensare ad ogni componente dell’azienda come un membro di una vera e propria famiglia. Anche se siamo nel guado di due anni difficili, abbiamo potenziato la formazione interna e rafforzato, con delle assunzioni, la rete commerciale per non farci trovare impreparati quando i mercati riprenderanno a pieno regime”.
Partendo proprio da ciò che è accaduto nell’ultimo biennio, la pandemia e le sue conseguenze quanto hanno influito sulle vostre strategie, in particolare nel 2021?
“Per tutto il comparto industriale è stato un “annus horribilis”: la pandemia e le chiusure obbligatorie nel settore ho.re.ca., in particolare per i bar, sono state disastrose per gli esercizi commerciali e la produzione del caffè. Nonostante tutto, il gruppo aziendale ha retto su tutti i fronti, grazie alle attente politiche di bilancio portate avanti degli anni precedenti che hanno permesso a Quarta Caffè Spa di essere un’azienda solida anche dal punto di vista finanziario. Questo ci ha consentito di reggere il colpo, salvaguardare i dipendenti dell’azienda e non ricorrere alla cassa integrazione. Per quanto riguarda le strategie abbiamo potenziato il reparto digital dell’azienda aumentando la vendita e la distribuzione online. Un comparto quest’ultimo che ha avuto una importante crescita di “clienti digitali”, un trend che non si arresta”.
La situazione si è evoluta ma a causa di altri fattori non è certo migliorata in questi primi mesi dell’anno, come li state vivendo?
“Guardavamo al 2022 con un certo ottimismo ma gli attriti geopolitici in corso, sfociati poi in un conflitto armato tra l’Ucraina e la Federazione Russa, hanno bloccato le stime che avevamo fatto. I costi della logistica, quelli energetici del gas (Quarta Caffè ha le torrefattrici a metano per la politica aziendale ambientalista), i costi delle materie prime sia nella qualità arabica che robusta ci fanno ritenere che il recupero avverrà nel 2023. Ma ripeto: l’azienda ha le spalle larghe e abbiamo negoziato con la GDO un piccolo aumento sui nostri listini di vendita”.
A fronte anche di questo scenario quali sono le novità che avete preparato per questo 2022?
“Sostenibilità e ambiente sono temi sempre più importanti per il consumatore e la novità lanciata all’inizio di quest’anno è stata quella delle capsule di caffè 100% vegetali compostabili. Grazie al laboratorio di R&S guidato da mio fratello Edoardo Quarta e le nuove politiche commerciali lanciate dal nostro Direttore commerciale Michele Rega, abbiamo realizzato delle capsule non in plastica, quindi non disperdono nell’ambiente materiali inquinanti. Sono prive di Bisfenolo A, ftalati, allergeni, distruttori endocrini, nanoparticelle, oli minerali, metalli pesanti e carbonio fossile. Hanno un impatto ambientale pari a zero con Certificazione OK Biobased TUV 5 stelle: senza essere separate dal caffè, ogni singola capsula può essere cestinata nell’organico seguendo le norme del comune di residenza. La miscela è realizzata con pregiati caffè Arabica e Robusta, selezionati con cura per soddisfare i palati più esigenti. Si tratta di un prodotto made in Italy, il cui processo di tostatura è fedele alla migliore tradizione italiana, compatibile con le macchine Nespresso”.
Il tema della sostenibilità oltre a essere ormai imprescindibile per essere competitivi sul mercato è dunque un tratto distintivo per Quarta Caffè.
“Già prima che la svolta green si affermasse a livello mondiale, l’azienda negli anni Ottanta aveva avviato il suo “Progetto natura” dotandosi di attività coerenti alla mission aziendale e integrando nelle fonti di approvvigionamento energetico un impianto eolico e uno fotovoltaico. Negli anni ha proseguito con altre iniziative e progetti – utilizzo di sacchetti di carta riciclata, sostegno al progetto SOS Tartarughe per la salvaguardia delle testuggini marine – fino ad arrivare all’ultimo, in termini cronologici, con la creazione di un’apposita applicazione. “Appesca di plastica”, questo il suo nome, è stata lanciata nel 2020 dal porto di Otranto, con il coinvolgimento di turisti ed escursionisti nella raccolta di rifiuti in plastica trovati in mare e il deposito degli stessi in appositi contenitori nel porto e, infine, la premiazione con il caffè Quarta. Le politiche aziendali legate alla sostenibilità sono a 360 gradi e riguardano tutti gli aspetti: gadget, packaging, scelta dei fornitori e approvvigionamenti delle materie prime”.
Sul tema dell’export, Quarta conclude: “Sul nostro fatturato incide per il 4% e nel biennio della pandemia ne ha risentito in particolare per alcune trattative in corso con gli Emirati Arabi e la Cina. Auspichiamo che la situazione possa tornare alla normalità dal primo quadrimestre 2023”.










