La nascita di MiTo Retail rappresenta una delle operazioni più interessanti degli ultimi mesi nella distribuzione moderna italiana, non tanto per la dimensione finanziaria dell’accordo, quanto per il significato strategico che porta con sé. L’integrazione tra Unes Maxi, società del Gruppo Finiper Canova, e Borello Supermercati unisce infatti due modelli molto diversi ma accomunati da un elemento centrale: il forte presidio territoriale.
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Da una parte c’è Unes, insegna storicamente legata alla prossimità urbana e al concetto di “vicini di spesa”; dall’altra Borello, realtà profondamente radicata nel territorio piemontese, costruita negli anni attraverso una rete di supermercati riconoscibili e fortemente integrati nelle comunità locali.
Ed è proprio qui che emerge l’aspetto più interessante dell’operazione. Finiper non ha scelto di assorbire Borello cancellandone l’identità, ma di mantenerne insegna, posizionamento e presenza territoriale. Una decisione che, letta superficialmente, potrebbe sembrare puramente simbolica o legata alla continuità commerciale.
Ma osservando la rete attraverso la Mappa della GDO di GDO Data, la scelta appare molto più strategica.
La domanda vera, infatti, non è perché sia nata MiTo Retail. La domanda è: perché lasciare il nome Borello?
La risposta è nei numeri.
La Mappa della GDO mostra infatti una rete Borello estremamente particolare nel panorama della distribuzione moderna piemontese.
I punti vendita censiti sono 54, con una superficie media di circa 493 mq. Un dato che colloca quasi tutta la rete nella fascia dei supermercati di prossimità e dei piccoli-medi formati urbani.
Ma il vero elemento sorprendente emerge osservando la produttività.
L'articolo continua con:
- Quale insegna regionale nasconde una produttività per metro quadro tra le più elevate dell'intera distribuzione moderna italiana
- Perché mantenere un'identità commerciale acquisita può valere molto più di quanto sembri: la strategia che cambia il significato di un'operazione di M&A
- I dati sorprendenti su una rete di piccole superfici capace di esprimere un livello di omogeneità quasi unico nel panorama della GDO
- La strategia che dimostra come il radicamento territoriale sia oggi uno degli asset più difficili da replicare, anche per i grandi player nazionali
- Il confronto tra dimensioni contenute e performance economiche che rivela come il vero valore di una rete non stia nei metri quadri ma nella relazione con il cliente locale
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