lunedì 13 Aprile 2026

Olio d’oliva, Pantaleo lancia l’allarme: “La volatilità climatica non è più un’emergenza, è la nuova normalità”

Il mercato dell’olio extravergine d’oliva sta entrando in una fase nuova, nella quale la volatilità non può più essere considerata un evento eccezionale ma una condizione strutturale del sistema. È questa la lettura proposta da Amalia Menna, intervenuta alla Digital Round Table organizzata da PR Italia Edizioni in rappresentanza di Oleificio Nicola Pantaleo S.p.A., storica realtà pugliese del settore.

Secondo Amalia Menna, dopo due campagne particolarmente difficili, il comparto sta progressivamente uscendo dalla fase più acuta dell’emergenza produttiva. Tuttavia, sarebbe un errore interpretare questa fase come un ritorno alla normalità.

«Pensare che si possa semplicemente tornare al passato è probabilmente una speranza poco realistica», ha spiegato. «Oggi dobbiamo prendere atto che operiamo in un contesto di volatilità strutturale, determinata soprattutto dai cambiamenti climatici».

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Temperature anomale, precipitazioni irregolari e condizioni meteorologiche sempre più imprevedibili stanno infatti modificando profondamente il ciclo produttivo dell’olivicoltura mediterranea, rendendo più complessa la pianificazione industriale e commerciale dell’intera filiera.

Uno degli aspetti più critici riguarda proprio l’impatto del clima sulla qualità della materia prima. Le piogge registrate durante il periodo della raccolta, ad esempio, hanno rallentato le operazioni e rischiano di incidere sulla qualità delle olive. «L’oliva è un frutto e deve essere raccolta nel momento giusto», ha ricordato Menna. «Quando la raccolta subisce ritardi a causa delle condizioni climatiche, inevitabilmente si rischia una perdita di qualità».

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Questo significa che il mercato dell’olio non è influenzato soltanto dai volumi produttivi, ma anche dalla qualità effettiva del prodotto raccolto. Per affrontare questa nuova fase, le aziende devono adottare modelli di approvvigionamento più flessibili e rafforzare le relazioni con la filiera agricola. Nel caso di Oleificio Pantaleo, la strategia passa attraverso rapporti di lungo periodo con i produttori, una scelta che consente di gestire meglio le oscillazioni del mercato e garantire continuità qualitativa.

«Lavorare su relazioni solide con i produttori è fondamentale», ha spiegato Menna. «Solo così possiamo ammortizzare gli shock di mercato e continuare a offrire al consumatore un prodotto che non scenda a compromessi sulla qualità». In questo scenario, la stabilità del settore non dipenderà soltanto dalla quantità di olio disponibile sul mercato, ma dalla capacità dell’intera filiera di adattarsi a un contesto agricolo e climatico sempre più complesso.

Per il comparto oleario, dunque, la sfida dei prossimi anni sarà imparare a convivere con una volatilità diventata ormai parte integrante del sistema.

In questo scenario, la stabilità del settore non dipenderà soltanto dalla quantità di olio disponibile sul mercato, ma dalla capacità dell’intera filiera di adattarsi a un contesto agricolo e climatico sempre più complesso.

Per aziende come Nicola Pantaleo S.p.A., questa trasformazione rappresenta anche un’opportunità per rafforzare il proprio posizionamento nella filiera dell’extravergine. Fondata a Fasano nel 1890, l’azienda pugliese è oggi una realtà industriale consolidata nel panorama oleario italiano, con una lunga tradizione familiare e una presenza crescente sui mercati internazionali.

Negli ultimi anni il gruppo ha investito in un modello produttivo sempre più integrato, sviluppando una filiera che parte dagli uliveti e arriva fino all’imbottigliamento, con impianti e frantoi di ultima generazione. L’obiettivo è presidiare l’intero processo produttivo e garantire controllo qualitativo lungo tutta la catena del valore, dalla pianta alla bottiglia.

Accanto alle linee dedicate alla grande distribuzione, l’azienda ha ampliato anche la propria gamma premium, con extravergini 100% italiani, biologici e IGP Olio di Puglia, puntando su qualità organolettica, tracciabilità e valorizzazione delle cultivar del territorio.

In un mercato sempre più complesso e internazionale, realtà come Nicola Pantaleo dimostrano come il valore dell’olio extravergine possa continuare a costruirsi su tre elementi fondamentali: filiera, identità territoriale e qualità del prodotto.

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