Negli ultimi anni, il mercato internazionale dei salumi ha mostrato segnali importanti di evoluzione. La crescente domanda di prodotti italiani da parte di consumatori esteri sempre più attenti alla qualità e alla provenienza ha spinto molte aziende del comparto a rivedere le proprie strategie di export.
Tra queste, Comal, realtà specializzata nella produzione di salumi, ha compiuto un passo significativo: l’inserimento di una figura export manager interna.
Cosa vi ha spinto a creare internamente la figura dell’export manager, dopo anni di collaborazione con professionisti esterni?
Negli ultimi anni l’export è diventato per noi un canale sempre più strategico. Dopo una lunga collaborazione con consulenti esterni, abbiamo sentito l’esigenza di strutturare internamente questa funzione per poter gestire in modo più diretto, continuativo e coerente le relazioni con i mercati esteri. Avere una figura dedicata all’interno dell’azienda ci permette di valorizzare al meglio le nostre competenze produttive, garantendo una presenza più stabile e una visione di lungo periodo sulle strategie di internazionalizzazione.
Quali obiettivi vi siete posti con questo nuovo investimento e su quali mercati intendete concentrarvi?
L’obiettivo principale è consolidare la presenza del marchio Comal nei mercati europei, rafforzando al contempo la nostra capacità di cogliere nuove opportunità nei Paesi in cui la domanda di salumi italiani è in crescita. Puntiamo a sviluppare partnership solide e durature con distributori che condividano i nostri valori di qualità, affidabilità e trasparenza.
In questa fase concentriamo i nostri sforzi principalmente su Francia, Germania, Bulgaria, Serbia e Polonia, con l’obiettivo di aumentare la quota export all’interno dell’Unione Europea.
Il passo successivo sarà ampliare gli orizzonti e approcciare i mercati extra-UE, proseguendo nel percorso di crescita e internazionalizzazione del brand.
In che modo l’esperienza e le competenze della nuova export manager potranno contribuire alla crescita di Comal all’estero?
La nuova export manager porta con sé un bagaglio importante di conoscenze maturate nel settore dei salumi e una profonda comprensione delle dinamiche della distribuzione moderna internazionale. La sua esperienza sarà determinante nel rafforzare il dialogo con i nostri interlocutori esteri, nel posizionare al meglio i nostri prodotti e nel guidare un percorso di crescita strutturato, orientato alla sostenibilità e alla valorizzazione del Made in Italy.
Quali sono le principali sfide che prevedete di affrontare nel processo di espansione sui mercati internazionali?
Le principali sfide riguardano la forte competitività dei mercati, la gestione delle diverse normative e l’adattamento dei prodotti ai bisogni dei consumatori locali. Tuttavia, crediamo che la nostra capacità di coniugare tradizione artigianale e innovazione tecnologica, unita alla costanza nella qualità, rappresenti un vantaggio competitivo importante per affrontare con successo queste complessità.
Se dovesse riassumere in poche parole lo spirito con cui Comal affronta questa nuova fase di crescita, quale sarebbe?
Affrontiamo questa evoluzione con uno spirito imprenditoriale forte, consapevoli delle sfide ma anche delle opportunità. Vogliamo consolidare la nostra presenza internazionale restando fedeli ai valori che ci hanno permesso di crescere in Italia: qualità, affidabilità e rispetto per il consumatore.






