Il marchio Crai è storico nella grande distribuzione italiana ed ha, di fatto, assieme ad altri store brand, accompagnato la nostra società nella sua evoluzione. Un tempo caratterizzata da forti regionalismi, oggi la società italiana appare molto più omogenea, influenzata da migrazioni interne e da tendenze globali. Tutto ciò ha rimescolato equilibri e abitudini di consumo, ma le aziende di Crai, così come molte altre insegne attive nell’ultra prossimità, si trovano oggi in una posizione molto diversa rispetto ad altre insegne che hanno sviluppato formati come grandi supermercati moderni, superstore o discount.
La storia della distribuzione moderna è segnata da fasi ben distinte: c’è stato il momento dell’ultra prossimità, seguito dal lunghissimo periodo della prossimità classica, con negozi tra i 400 e i 600 metri quadrati. È poi arrivata l’era degli ipermercati, oggi in fase di ridefinizione, ma l’attualità è dominata da una fase da format che sanno intercettare bacini di utenza ampi in modo fidelizzato.
Crai si inserisce in un contesto competitivo con un modello di business che fa leva su caratteristiche ben delineate e specifiche della “prossimità” distinguendosi dagli altri retailer moderni. Questo approccio si riflette nelle strategie dei gruppi territoriali appartenenti alla Centrale, che lo interpretano in base alle dinamiche locali.
Se analizziamo i bilanci di alcune aziende legate a Crai, emergono scenari diversificati che riflettono le specificità territoriali e le loro dinamiche di mercato.
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