Nel precedente articolo dedicato a Crai Secom abbiamo parlato dell’ultra-prossimità e della sua interpretazione da parte dell’insegna, evidenziando come questo formato stia attraversando un periodo di difficoltà dovuto a diversi fattori.
Tuttavia, CRAI sta affrontando la situazione cercando di gestire al meglio un cambiamento profondo, una vera e propria rivoluzione delineata dall’amministratore delegato di Fratelli Ibba e presidente di CRAI SECOM, Gian Giacomo Ibba.
La volontà di Ibba di prendere in mano una situazione complessa e guidarla verso nuovi orizzonti trova conferma anche nei numeri, come mostrano i grafici che analizzeremo.
Come già spiegato nel primo articolo, l’obiettivo di CRAI SECOM oggi è aggiornare il proprio ruolo di centrale, assumendo di fatto le funzioni di un Cedi.
Questo non tanto nella distribuzione delle merci, quanto nell’erogazione di servizi strategici, che includono la gestione di una parte significativa degli assortimenti e, soprattutto, il supporto agli imprenditori associati nel migliorare il loro controllo di gestione. L’attenzione si concentra non solo sulle prestazioni di sell-out, ma anche sul controllo dei costi all’interno delle loro micro-aziende. Il cosiddetto "modello Ibba" sta già dando risultati concreti, come emerge dai dati che analizziamo di seguito.
Accedi all'area riservata per continuare a leggere
Sottoscrivi uno dei nostri abbonamenti per avere accesso a questo ed altri contenuti come report ed applicativi professionali.
Sei già abbonato? Accedi qui






