giovedì 22 Gennaio 2026

Surgelati: chi cresce e chi meno nel mercato post-crisi energetica. Dieci aziende analizzate

Il mercato dei surgelati ha vissuto due anni di turbolenze a causa della crisi energetica. Nel 2023, grazie alla ripresa del fuoricasa, si osserva una crescita delle vendite in questo canale, mentre il retail è stagnante. Grandi aziende come CSI e Cameo hanno vissuto up and down nei ricavi, mentre Italpizza e Roncadin mostrano una buona espansione

Il mercato dei surgelati ha subito significative turbolenze negli ultimi due anni a causa della crisi inflattiva che ha impattato in particolare il settore energetico, con conseguenze dirette sulla catena del freddo, notoriamente ad alto consumo energetico. Tuttavia, nel 2023, anno successivo alla crisi energetica, il mercato ha registrato una ripresa. In generale, come riportato in un altro articolo, le vendite a volume dei surgelati si sono mantenute stabili, con volumi in debole positivo e ricavi in crescita di oltre il 2%.

Questo articolo analizza dieci protagonisti del mercato, ed include uno studio analitico delle prestazioni dell'ultimo quinquennio ed in particolare dell'ultimo anno sia di grandi aziende come Compagnia Surgelati Italiana, Cameo, Orogel, Italpizza, Roncadin, tutte con fatturati superiori ai 100 milioni di euro, sia di aziende di medie dimensioni come Lepore Mare ed Eurochef, ma anche di piccole realtà come Mercury SRL, Eurofresh e Venfri.

Nonostante le dimensioni ridotte, queste ultime sono utili per un comprenderne le differenze in un benchmark, che mette in relazione le grandi aziende con realtà più piccole e a conduzione familiare e traduce nei numeri le differenti dinamiche strategiche aziendali e commerciali.

Entriamo nel merito dei numeri del settore, dati che i buyer nostri abbonati (praticamente tutti i gruppi della GDO) vedono quotidianamente e che noi qui spieghiamo in modo chiaro e semplice, con il supporto di grafici e tabelle.

Tra le grandi aziende, Compagnia Surgelati Italiana ha registrato un fatturato di 567 milioni di euro nel 2020, sceso a 527 milioni nel 2023.

L'analisi a medio termine evidenzia un trend dei ricavi leggermente negativo nell'ultimo anno (-1,37%) e un calo del 7,11% su tre anni. Tuttavia, il fatturato ha mostrato un incremento del 5,20% a cinque anni rispetto al periodo pre-Covid. L'EBITDA, invece, ha subito una contrazione del 10,98% nello stesso periodo.

Cameo SPA, un'altra azienda di rilievo, ha seguito un percorso simile a quello di Compagnia Surgelati Italiana, con una crescita significativa nel 2020 e un fatturato di 277 milioni di euro, sceso a 238 milioni nel 2023 (+7% rispetto al 2022). Il fatturato triennale ha segnato un saldo negativo del 14,30%, ma diventa positivo nel quinquennio pre-Covid. Anche l'EBITDA di Cameo ha registrato una diminuzione del 23,5% su cinque anni.

Italpizza, al contrario, ha mantenuto una crescita costante: da 140 milioni di euro nel 2019 è passata a 214 milioni nel 2023, con un incremento dell'8,85% nell'ultimo anno e del 70% negli ultimi cinque anni. Il margine EBITDA è cresciuto del 77% nel quinquennio, dimostrando un'espansione stabile.

Orogel nel 2023 ha realizzato un fatturato di circa 350 milioni di euro con una crescita dei ricavi nel quinquennio (+70%) superiore alla crescita del margine operativo lordo (+28%), in pratica è cresciuta molto ma con meno marginalità rispetto al 2019. Rimane, comunque, nella parte più onorevole del quadrante che indica il rapporto fatturato/redditività.

Lepore Mare ha registrato un fatturato stabile, passando da 81 milioni di euro nel 2019 a 77 milioni nel 2023, con una leggera crescita tra il 2022 e il 2023. Nonostante un calo del fatturato quinquennale (-4,20%), l'EBITDA è aumentato del 77,7%.

Eurofresh, una piccola azienda con un fatturato di 13 milioni di euro, ha mostrato una crescita negli ultimi tre anni, ma le sue marginalità lorde sono calate drasticamente (-85%).

Nel complesso, eccetto alcune eccezioni come Eurofresh, sia le grandi che le piccole aziende hanno visto crescere le loro marginalità lorde. Il confronto ricavi-redditività indica che il settore dei surgelati è in buona salute. Le migliori performance in termini di redditività appartengono a piccole aziende come Mercury e Eurochef, seguite da Italpizza e Roncadin. Al contrario, Lepore Mare ed Eurofresh mostrano difficoltà nelle marginalità quinquennali.

Dal punto di vista del conto economico riclassificato, il margine industriale medio delle dieci aziende esaminate è del 42%. Compagnia Surgelati Italiana e Cameo si distinguono per i loro alti margini industriali, seguite da Italpizza ed Eurochef. Le grandi aziende affrontano tuttavia spese significative per i servizi, quali logistica e pubblicità: Compagnia Surgelati Italiana ha un'incidenza del 47,7% sulle spese per i servizi, Cameo del 36,76% e Italpizza del 27%. Il costo del lavoro incide mediamente il 9,3%, con picchi in aziende come Italpizza (12,7%), Eurochef (13,1%) e Roncadin (16,37%).

Ottimi i margini di profitto di CSI, Cameo e Orogel tra le grandi aziende. Bene anche la più piccola Eurochef che, in verità, passa da un ottimo EBIT ad un utile di profitto decisamente inferiore, seppur positivo.

Infine, gli indicatori patrimoniali mostrano che le aziende del settore sono ben capitalizzate: Compagnia Surgelati Italiana ha un patrimonio netto di 659 milioni di euro, segue Orogel con un patrimonio di oltre 292 milioni di euro, poi da Cameo e Italpizza con 69 e 56 milioni rispettivamente. Compagnia Surgelati Italiana presenta un rapporto tra mezzi propri e attivo dell'80%, a dimostrazione di un'elevata capitalizzazione.

E' utile ricordare che gli indicatori di Orogel sono quelli di una cooperativa, e questo è una decisa anomalia rispetto alle cooperative che spesso analizziamo. Orogel crea ricchezza e la investe, prima di distribuirla.

Anche altre aziende del settore mostrano una solida capitalizzazione: Orogel con il 66,2% ed un debito praticamente a zero, Cameo con il 56,5%, Eurochef Italia con il 60,8% ed Eurofresh SRL con il 56%. Roncadin e Italpizza presentano anch'esse un buon equilibrio patrimoniale. In generale, tutte le aziende esaminate gestiscono il debito in maniera equilibrata e mostrano un rigoroso controllo finanziario, indicando un mercato sano con prospettive di crescita.

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