mercoledì 24 Luglio 2024

Formaggi e yogurt trainano il mercato del dairy

Inflazione, crisi climatica, conflitti e salute. Sono diversi i temi che concorrono ad influenzare le scelte d’acquisto del consumatore. In particolare, la demografia in Italia è sempre più matura e presenta nuclei famigliari sempre più ridotti; questo mutamento impone un ragionamento sullo stato dei mercati e sui possibili sviluppi futuri.

Rossella Cernuto, Senior Insight Manager di Nielsen IQ, ha condotto una ricerca circa l’andamento delle vendite in Distribuzione del latte e dei suoi derivati, partendo da una categorizzazione delle famiglie che tenesse conto dell’età del responsabile acquisti, della presenza o meno di figli nel nucleo familiare e del reddito.

Le scelte d’acquisto: come compriamo?

L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto, in particolare le famiglie a basso reddito con figli hanno subito maggiormente il calo del potere d’acquisto e hanno diminuito la spesa sul dairy. Al contrario, le famiglie ad alto reddito con un responsabile acquisti over 55 hanno speso di più per i derivati del latte. Per difendersi dagli aumenti gli italiani hanno messo in atto diverse strategie che hanno avuto ricadute sui mercati. Secondo i dati presentati, il 96% degli italiani ha mutato le proprie abitudini per contenere i costi: il 50% ha prediletto i prodotti in promozione, il 31% ha monitorato il costo complessivo del carrello, il 28% è rimasto fedele al brand ma acquistando però referenze dal prezzo più contenuto.

Formaggi e Yogurt trainano il trend

I dati di oggi sono ancora frutto di un riassorbimento della bolla pandemica, come spiega Cernuto: “Negli ultimi anni siamo stati abituati a cali di volume, ma in realtà la situazione non è così drammatica come sembra. Il mondo del dairy è una bella eccezione perché continua a crescere grazie ai formaggi con +2.1% a volume e yogurt con un +1.5% a volume. Tali trend in questo contesto sono quasi eccellenti: pur essendo cresciuti i prezzi dei derivati del latte (ad eccezione del burro), la frequenza di acquisto è aumentata.” A trainare il mercato sono quindi prodotti di largo consumo come latte e yogurt, alimenti con le loro particolarità ai quali i consumatori non vogliono rinunciare. La frequenza di acquisto è aumentata in Italia, ma anche nel mondo.

Il driver d’acquisto è la qualità

Prima dell’inflazione, il consumatore guardava il prezzo della categoria e del brand, oggi invece l’attenzione ricade su prodotti simili di categorie adiacenti o sui competitor. Dopo che i consumatori si sono abituati all’aumento del prezzo gli acquisti sono tornati a crescere, per questo c’è stato un aumento rispetto al 2023. A perdere quota sono soprattutto i formaggi e gli yogurt che hanno subito aumenti minori, tuttavia a crescere sono state le categorie premium. Questo dimostra una visione particolare ma eloquente: se la differenza di prezzo si restringe, tanto vale comprare il prodotto di qualità superiore e avere “l’experience” di un alimento di alto livello. Relativamente ai formaggi, questa affermazione trova testimonianza nell’ottimo andamento del DOP che vede in prima linea Grana Padano, Parmigiano Reggiano e Gorgonzola, dato che fa comprendere la buona disposizione del consumatore verso prodotti che vedono rispecchiata nel prezzo un’alta qualità. Prima il consumatore sceglieva il punto vendita in base alla promozione, oggi invece si reca nel punto vendita e sceglie il brand in base alla promozione. Infine, tra i trend maggiormente in voga, troviamo sicuramente quello del wellness di cui yogurt e formaggi fanno parte, in particolare i free-from e i proteici.

E’ evidente che l’aumento dei prezzi abbia portato le famiglie italiane a scegliere in modo più attento cosa mettere nel carrello. Il maggior impatto è ricaduto sulle famiglie a basso reddito, che hanno spostato l’attenzione su prodotti in promozione o su categorie adiacenti meno costose. La crescita dei prezzi e la sempre maggiore difficoltà nel rintracciare un vero low cost ha premiato l’idea “poco, ma buono”, facendo spostare i consumatori verso prodotti di fascia alta e qualitativamente superiori.

E’ possibile scaricare l’analisi completa qui: Latte e Derivati_La perla della DOP Economy Italiana alla prova dei consumi e di vecchie e nuove sfide

 

 

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