martedì 20 Gennaio 2026

Selex: stanno cambiando gli equilibri interni tra i soci? Quanto sono importanti i loro discount!

Grazie ad uno studio di Istituto Georetail Italia, GDONews ha pubblicato un articolo che mette a confronto le forze all'interno della Centrale. L'unione con il Gruppo SUN ha aggiornato gli equilibri interni. Saranno cambiati anche i pesi delle decisioni tra i soci nuovi e vecchi? L'analisi del gruppo è stata fatta sia conteggiando i punti di vendita discount sia escludendoli. I due perimetri cambiano completamente gli scenari ma, attenzione, questo l'Industria di Marca è necessario che lo sappia perfettamente, perchè i contratti si generano principalmente per il fatturato dei supermercati

Selex è una solida e storica centrale acquisti. Storica perchè la sua compagine è rimasta, nella sua ossatura, quella degli anni settanta, solida perchè i protagonisti storici che ne hanno fatto il nome hanno un peso rilevante nelle decisioni e nelle linee strategiche da seguire.

L'industria che si presenta al loro tavolo negoziale (circa 500 aziende di produzione) ne apprezza il peso sul mercato e la sua solidità, ma non è così semplice - oggi - comprendere quali sono davvero le forze in campo della "nuova" Selex, ovvero quella che si è ottenuta dopo la fusione con SUN e che, inevitabilmente, ne ha modificato la sua distribuzione del fatturato.

L'operazione SUN è stata eccezionale perchè ne è nata una centrale che sembra costruita come un puzzle. La "vecchia" Selex e SUN avevano ed hanno una complementarietà che è eccezionale, solo che questa unione ha decisamente ridimensionato i vecchi equilibri di fatturato.

Oggi, è un fatto matematico, i gruppi che spostano gli equilibri della centrale non sono quelli di un tempo, o almeno non sono solo quelli.

Questo articolo è realizzato grazie ad uno studio dell'Istituto Georetail Italia, il quale opera le sue analisi, come abbiamo più volte scritto, analizzando i bilanci di esercizio di migliaia di partite IVA, escludendo dai ricavi dei Cedi quelle vendite che non sono al pubblico (quelle agli affiliati o soci) ed esclusivamente retail (no cash).

Per approfondire i metodi di studio di Istituto Georetail Italia si legga sotto

https://www.gdonews.it/2023/01/15/istituto-georetail-italia-e-le-nuove-quote-di-mercato-gdo/

 

Selex è la centrale d’acquisto italiana che lotta contro il leader nazionale, Conad, per scalzarlo dal primo posto del podio.

L'articolo andrà ad analizzare il peso dei singoli soci all’interno della centrale con l’obiettivo di comprendere meglio le dinamiche endogene di questo importante operatore.

Prima di addentrarci nei dati, è importante premettere che le centrali sono meccanismi di acquisto e, in quanto tali, hanno notoriamente bisogno di grandi volumi che gli consentano di “mostrare i muscoli” con l’industria di marca da un lato ed ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo sull’MDD dall’altro.

È per questo che il peso occupato da ogni associato è importante in un gioco politico in cui il passaggio di determinati operatori da una centrale all’altra può danneggiare pesantemente la centrale di partenza per creare enormi vantaggi alla centrale d’arrivo.

In un mondo in cui le aziende discount diventano da grandi a grandissime, trascinando in questa crescita i propri volumi, le centrali negoziano sempre più ferocemente con l’industria di marca per competere a colpi di promozioni/prezzi bassi e con tutte le altre industrie di produzione più piccole per ottenere prodotti MDD qualitativi che rincorrano i discount sul posizionamento.

Ormai è acclarato che il prodotto a marchio del discount diventa sempre più qualitativo (basta assaggiarlo!) e, dunque, lo sforzo per bilanciare margini e competitività nei super si fa sempre più importante.

È in tale scenario che una centrale come Selex si muove. Anch’essa, in definitiva, è quindi molto dipendente dai soci che detengono pesi rilevanti in termini di fatturato. Non dimentichiamoci, tra l’altro, che a differenza di centrali le quali si fanno garanti dei rapporti con l’IDM ma che, nel tempo, hanno sviluppato poche referenze MDD con bassa detenzione presso i soci, Selex vanta un prodotto a marchio importante, composto da migliaia di articoli. Si tratta di prodotti che vengono impiegati sia nei formati High-Low (es. Super Elite) che negli EDLP (es. Sole365).

Veniamo ai numeri:

Nella prima slide possiamo vedere come, nel comparto S+I+LSP, la prima azienda per fatturato sia Cedi Gros, un altro operatore nato da un meccanismo associazionista di imprese che, nella Capitale, sono riuscite a diventare sinonimo di competitività.

Cedi Gros fattura 2.4 miliardi nel 2022 con un balzo del 14.3%, un incremento che consente alla sua quota interna alla centrale di passare dal 14.9% al 15.5%.

Al secondo posto troviamo Megamark, azienda che si esprime son insegne come Dok e Famila e che, dall’originaria Puglia si è estesa, tra l’altro, in Campania, anche inserendosi nella formula EDLP Sole365.

Megamark fattura 2.25 miliardi nel 2022 ma ha meno slancio del Gros, potendo contare su una crescita minore (+11.5%). La sua quota interna incrementa comunque, passando dal 14.2% al 14.4%.

Ciò che salta subito all’occhio, guardando la slide, sono due elementi. Intanto, ci sono ben due aziende che superano i 2 miliardi (Cedi Gros e Megamark) e un totale di 7 che oltrepassano 1 miliardo di fatturato (che diventano 8 se contiamo anche Magazzini Gabrielli, praticamente alla soglia di tale traguardo). In altre parole, quasi la metà delle imprese socie di Selex sono grandi aziende.

La seconda osservazione è che le prime 3, insieme, valgono il 40% circa del totale della Centrale, mentre le prime 4 arrivano al 48.9%. Tra l’altro, a parte MaxiDì, tra le top 4 crescono tutte in termini di quota. Ciò pone nelle mani di queste realtà un potere decisionale fondamentale all’interno della centrale che stiamo analizzando.

MaxiDì è terza con 1.5 miliardi di fatturato (+4.5%) ed il 9.9% di quota interna (-0.5%), poi ci sono Unicomm (1.4 miliardi di fatturato, in crescita, ed il 9.1% di quota), Alì, Dimar, Rialto e Magazzini Gabrielli.

Se ci concentriamo su queste ultime quattro, riscontriamo che hanno tutte in comune una crescita nei ricavi ma l’unica che incrementa la propria quota è Magazzini Gabrielli. Il gruppo con sede nelle Marche segna inoltre un aumento nelle vendite più marcato.

Gabrielli fattura 995.8 milioni (+14.9%) ed occupa una quota interna del 6.4%. Le ambizioni dell’azienda sono note, soprattutto dopo che ha acquistato una grossa fetta della rete vendita Coop a Roma e nel Lazio, posizionandosi fortemente in un territorio che prima toccava poco.

La situazione generale in casa Selex cambia se all’equazione aggiungiamo i discount perché la quota di MaxiDì supera quella di Cedi Gros per arrivare al 16.3%. Unica costante, per l’azienda, è quella di mostrare, anche considerando i discount, un incremento di fatturato più timido rispetto al Gros (+5.8% vs +14.3%), situazione che gli fa perdere quota (-0.6%) addirittura nel perimetro S+I+LSP+D.

Qui la top 4 vale il 55.3% e la top 3 il 46.2%, cifre che ci fanno comprendere come, in Selex, il sistema si basi su una concentrazione di soci “forti” che rappresentano, singolarmente, fette consistenti del volume d’acquisto tanto caro a chi compra per ottenere il massimo dall’IDM e dai fornitori MDD.

Aggiungendo i discount, vediamo come siano 3 le aziende che, in effetti, superano i due miliardi, in quanto alle già citate Gros e Megamark si aggiunge MaxiDì.

Le slide qui sopra rendono graficamente quanto già visto, per mostrare in modo più evidente i gap di quota esistenti tra un operatore e l’altro.

Possiamo concludere facendo un’ulteriore riflessione relativa alla forza di Selex. Se ci soffermiamo sulla composizione sociale della centrale, ci accorgiamo di come Selex si componga in gran parte di operatori che hanno scelto di presidiare con successo una regione o una macro-regione.

Cedi Gros è leader nel comparto S+I+LSP, pur concentrando le proprie attività a Roma e nel Lazio. Megamark, poi, come abbiamo detto, si esprime nel Meridione, con una forte presenza in Puglia e in Campania. Anche Alì, Dimar, Rialto ed altri sono principalmente operatori regionali o che occupano comunque un’area non molto estesa.

Magazzini Gabrielli adesso è presente fortemente anche a Roma ma, comunque, rimane in un’area abbastanza circoscritta tra Marche, Lazio, Abruzzo e Molise.

Se dovessi riassumere la potenza commerciale di Selex, come di altre realtà che conosco e che hanno fatto un lavoro egregio nel riunire operatori locali forti, utilizzerei lo slogan: “Allarga il perimetro quando compri, restringilo quando competi”.

 

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Massimo Schiraldi
Massimo Schiraldi
Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net

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