Selex è una solida e storica centrale acquisti. Storica perchè la sua compagine è rimasta, nella sua ossatura, quella degli anni settanta, solida perchè i protagonisti storici che ne hanno fatto il nome hanno un peso rilevante nelle decisioni e nelle linee strategiche da seguire.
L'industria che si presenta al loro tavolo negoziale (circa 500 aziende di produzione) ne apprezza il peso sul mercato e la sua solidità, ma non è così semplice - oggi - comprendere quali sono davvero le forze in campo della "nuova" Selex, ovvero quella che si è ottenuta dopo la fusione con SUN e che, inevitabilmente, ne ha modificato la sua distribuzione del fatturato.
L'operazione SUN è stata eccezionale perchè ne è nata una centrale che sembra costruita come un puzzle. La "vecchia" Selex e SUN avevano ed hanno una complementarietà che è eccezionale, solo che questa unione ha decisamente ridimensionato i vecchi equilibri di fatturato.
Oggi, è un fatto matematico, i gruppi che spostano gli equilibri della centrale non sono quelli di un tempo, o almeno non sono solo quelli.
Questo articolo è realizzato grazie ad uno studio dell'Istituto Georetail Italia, il quale opera le sue analisi, come abbiamo più volte scritto, analizzando i bilanci di esercizio di migliaia di partite IVA, escludendo dai ricavi dei Cedi quelle vendite che non sono al pubblico (quelle agli affiliati o soci) ed esclusivamente retail (no cash).
Per approfondire i metodi di studio di Istituto Georetail Italia si legga sotto
https://www.gdonews.it/2023/01/15/istituto-georetail-italia-e-le-nuove-quote-di-mercato-gdo/
Selex è la centrale d’acquisto italiana che lotta contro il leader nazionale, Conad, per scalzarlo dal primo posto del podio.
L'articolo andrà ad analizzare il peso dei singoli soci all’interno della centrale con l’obiettivo di comprendere meglio le dinamiche endogene di questo importante operatore.
Prima di addentrarci nei dati, è importante premettere che le centrali sono meccanismi di acquisto e, in quanto tali, hanno notoriamente bisogno di grandi volumi che gli consentano di “mostrare i muscoli” con l’industria di marca da un lato ed ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo sull’MDD dall’altro.
È per questo che il peso occupato da ogni associato è importante in un gioco politico in cui il passaggio di determinati operatori da una centrale all’altra può danneggiare pesantemente la centrale di partenza per creare enormi vantaggi alla centrale d’arrivo.
In un mondo in cui le aziende discount diventano da grandi a grandissime, trascinando in questa crescita i propri volumi, le centrali negoziano sempre più ferocemente con l’industria di marca per competere a colpi di promozioni/prezzi bassi e con tutte le altre industrie di produzione più piccole per ottenere prodotti MDD qualitativi che rincorrano i discount sul posizionamento.
Ormai è acclarato che il prodotto a marchio del discount diventa sempre più qualitativo (basta assaggiarlo!) e, dunque, lo sforzo per bilanciare margini e competitività nei super si fa sempre più importante.
È in tale scenario che una centrale come Selex si muove. Anch’essa, in definitiva, è quindi molto dipendente dai soci che detengono pesi rilevanti in termini di fatturato. Non dimentichiamoci, tra l’altro, che a differenza di centrali le quali si fanno garanti dei rapporti con l’IDM ma che, nel tempo, hanno sviluppato poche referenze MDD con bassa detenzione presso i soci, Selex vanta un prodotto a marchio importante, composto da migliaia di articoli. Si tratta di prodotti che vengono impiegati sia nei formati High-Low (es. Super Elite) che negli EDLP (es. Sole365).
Veniamo ai numeri:
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