Dal 2022 distributore ufficiale della birra Sapporo in Italia, Uniontrade si impegna costantemente a promuovere la birra più antica del Giappone attraverso un’intensa attività di awareness e partnership con i migliori ristoranti nipponici, e non solo.

Durante il 2023 Uniontrade ha organizzato svariati eventi a tema Sapporo per celebrare momenti speciali dell’anno, come l’International Sushi Day o il festival di Tanabata, festeggiati rispettivamente a giugno e a luglio, o per far assaggiare questa iconica birra ai clienti italiani che ancora non avevano avuto il piacere di conoscerla. Le Sapporo Nights, che hanno avuto luogo nei migliori locali di cucina giapponese di Milano, Roma e Napoli, hanno riscosso grande successo anche grazie alla partecipazione del brand ambassador di Sapporo, il famoso influencer Kenta Suzuki.

Tuttavia, nonostante solitamente la birra Sapporo venga associata alla cucina giapponese, la sua storia, che vide il primo mastro birraio giapponese viaggiare fino in Germania per imparare le tecniche e l’approccio artigianale che avevano reso famosa la birra tedesca in tutto il mondo, racconta il potere dello scambio culturale e dimostra come l’incontro di tradizioni e persone diverse possa portare a creazioni straordinarie.

Sapporo Digital

Per questo motivo, il profilo Instagram sapporobeer.it racchiude al suo interno un vero e proprio mondo, raccontando attraverso tre diversi editoriali che si alternano nelle varie giornate la storia e la mission dell’azienda Sapporo, ossia connettere le culture attraverso la condivisione delle tradizioni giapponesi e il collegamento con il carattere conviviale della tavola italiana.

In particolare, l’editoriale Sapporo Sharing Traditions ci racconta alcune delle più importanti tradizioni del Paese del sol levante, facendoci scoprire collegamenti e differenze con la nostra terra, mentre Connecting World on Tour ci permette di attraversare l’Italia e di scoprire come questa birra, che unisce l’artigianalità tedesca e il senso della bellezza giapponese, possa essere perfetta anche in abbinamento ad alcuni dei piatti più popolari della cucina italiana, come la lasagna, la fiorentina, la cacio e pepe o l’immancabile pizza.

Proprio per continuare a portare avanti l’obiettivo della birra Sapporo, abbiamo chiesto a un esperto del mondo della birra di analizzarla e descriverla, suggerendoci anche alcune proposte di pairing per poterla gustare non solo con il cibo giapponese, ma anche con alcune specialità della nostra terra.

Iniziamo, quindi, un vero e proprio viaggio gustativo, per ora solo con l’immaginazione, che potrete ripetere appena avrete tra le mani una freschissima Sapporo…

Una Birra da Romanzo

Una birra che è simbolo di una storia il cui cammino procede percorrendo un ideale ponte tra due continenti, Europa e Asia, unendo due culture: quella del Sol Levante e quella della Germania.

Tedesca è la tradizione delle “Lager”, birre lavorate fermentando a bassa temperatura: lineari e pulite, semplici da capire (ma non banali) e facili da consumare. Nipponica è l’anima del progetto, quella di Seibei Nakagawa, l’ideatore della ricetta, il portatore della “visione”: un ragazzo che parte molto giovane, che si forma come produttore a Berlino e che poi torna a casa per ricreare, nel suo Paese, l’alchimia dei quattro ingredienti – acqua, orzo, luppolo e lievito – di cui aveva appreso i segreti. Era il 1875.

Sì, c’è un romanzo nella Birra Sapporo. Un racconto la cui trama corre veloce, così come veloce corre la sua bevuta. Perché nel bicchiere riversa un gusto (un temperamento) espansivo e amichevole. Il colore, per cominciare, è dorato e pulito: di una luce calda e sincera, che si lascia abbellire da una sottile finitura di schiuma bianca.

E poi i profumi, quelli della terra coltivata con cura nelle fattorie: il pane sfornato da poco e il miele, che sono gli aromi regalati dall’orzo; l’erba tagliata e i fiori di campo, i sentori donati dal luppolo. La vista e il naso invitano a bere, si è capito. E allora facciamolo. Il palato accoglie e lascia fluire un’ondata fresca, ristoratrice. Merito dell’acqua, tanta acqua: qui l’alcol è giusto il 5%. La gola riceve la carezza di un’effervescenza sottile, di una sorsata dal corpo leggero e dall’amaro delicato, il cui timbro richiama (di nuovo) le fragranze di un prato a primavera.

Il pensiero si riposa e si distende. Piena soddisfazione a bassa gradazione: un piacere in più, un valore aggiunto. Si apre un sorriso. Sapporo Premium: radici antiche, ma spirito moderno. E un carattere del tutto alla mano. La grande birra “della porta accanto”.

Gli Abbinamenti Perfetti

Facile da bere per il suo gusto delicato, la sua effervescenza leggera e la sua alcolicità moderata: quei cinque gradi che la rendono perfetta per dissetarsi a qualsiasi ora del giorno. Ma anche piacevole in abbinamento, per la sua capacità di accompagnare piatti più o meno elaborati. Sì, in tavola la Sapporo Premium si dimostra pienamente a proprio agio e adatta a esaltare i pregi di un gran numero di portate, da quelle d’entrata a quelle finali. È proprio questo suo carattere versatile che le permette di diventare simbolo di connessione, ponte tra oriente e occidente, andando perfettamente d’accordo sia con le pietanze del suo paese natio che con quelle nostrane.

Via libera, quindi, ai classicissimi del Paese del sol levante, come sushi e sashimi, ma anche a lievitati, focacce e pizze di vario tipo, dalla classica margherita alla quattro formaggi.

Pensandola in abbinamento con la tavola italiana dall’inizio alla fine del pasto, partiamo da antipasti evergreen come salumi e formaggi; davvero simpatico è il duetto con la mousse di prosciutto cotto e mascarpone, da spalmare su tartine e crostini o da assaporare come ripieno di panini al latte.

Se poi si preferisce qualcosa di meno calorico, un’idea altrettanto buona è quella del tramezzino con fesa di tacchino e lattuga, magari qualche fresca foglia di iceberg. Uno spuntino piuttosto dolce, dunque idoneo alla personalità della birra Sapporo Premium; e dotato, grazie all’insalata, di un profumo erbaceo che concorda con gli aromi del luppolo.

Passando ai primi piatti, una proposta golosa è quella del risotto alla zucca. Una ricetta anch’essa provvista di una certa componente grassa, che si presta a farsi sciogliere dalle bollicine della Sapporo Premium; e caratterizzata da un gusto tendenzialmente dolce, tale da non generare disarmonia con l’amaro della birra.

Ultime portate, hamburger o piatti di carni cotte, per gli amanti del genere: una tagliata di manzo è un taglio di carne poco grasso, che ben si abbina con la freschezza della birra, così come il pollo alla griglia, più leggero rispetto ad altre carni.

Per chi predilige, invece, il pesce, quello cotto alla griglia può essere un ottimo complemento alla leggerezza e freschezza della birra.

E per chi non sa scegliere (e se lo può permettere!), un intramontabile tagliere di formaggi: poiché, come si è sottolineato a più riprese, la presenza di grassi da contrastare non è un problema per la birra, con le sue bollicine. Ciò detto, i formaggi in questione saranno da scegliere tra quelli che presentino connotati ad hoc.

Ovvero un gusto delicato, proporzionato a quello della Sapporo Premium; un sapore d’impronta lattea e, in senso lato, dolce; l’assenza di elementi che possano creare effetti sgradevoli nell’incontro con l’amaro del luppolo: tenendo d’occhio in particolare l’acidità, il salato, il piccante. Tra le molte tipologie possibili, eccone quattro: crescenza, stracchino, alcuni canestrati e la preziosa Vastedda del Belice.

 

PROFILO SENSORIALE

  • Stile: International Pale Lager
  • Aspetto: Chiara con schiuma persistente
  • Aroma: Note agrumate, floreali e di cereali, intensita? moderata
  • Gusto: Leggero, morbido e asciutto, non eccessivamente secco
  • Gradazione Alcolica: 4.9%
  • IBU: 18
  • Amarezza: Moderata, equilibrata dalla carbonazione alta
  • Sensazione al Palato: Morbida, rinfrescante e pulita, con una finezza che la rende facilmente bevibile
  • Consistenza: Carbonazione vivace che conferisce una sensazione rinfrescante e leggera al palato