ai 3,2 milioni di euro e la redditività media per MQ è quasi di 4500 euro. Anche in questo caso Istituto Georetail Italia attribuisce al formato un fatturato di 340 milioni di euro, inferiore a quello che gli viene attribuito da Nielsen.
I negozi di estrema prossimità sono i Tigre Amico. Si parla di oltre 140 punti vendita, praticamente tutti affiliati. Si tratta di negozi inferiori a 500 mq, la cui metratura media è pari a 300 mq.
Hanno realizzato circa 170 milioni di euro, circa 1,5 milioni per punto vendita per un fatturato medio per MQ pari a 4600 euro.
Cedigros consta di oltre 190 punti vendita (il loro sito dice 166 ma crediamo debba essere aggiornato) ed è la somma di diverse insegne ed imprenditori sotto il cappello del gruppo Gros.
Di fatto il gruppo vende ai suoi consorziati realizzando il suo fatturato e poi distribuendo gli utili che ne derivano, lo vedremo sotto nell'analisi delle prestazioni economiche, da qui la grande differenza sul patrimonio delle due organizzazioni.
Il gruppo Gros consta di sette punti vendita superiori a 2500 mq che hanno realizzato oltre 100 milioni di euro di fatturato. Il fatturato medio per MQ è attorno ai 5 mila euro (come gli Oasi).
La prima grossa differenza tra le due organizzazioni sta nel fatto che Gros esprime la maggior parte della sua forza nel formato superstore tra 1500 mq e 2500, Dove Gabrielli opera pochissimo.
E' qui che CediGros ha costruito la sua forza. Oltre 50 punti vendita che realizzano un fatturato pari a circa 750 milioni di euro, con circa 15 milioni di euro di fatturato medio ed una redditività media per MQ pari a 7.300 euro.
Quasi 100 punti vendita di Cedigros presidiano la prossimità con un fatturato totale alle vendite di 930 milioni di euro ed una redditività per MQ media di oltre 9 mila euro.
Infine anche il gruppo romano ha delle superette (circa una quarantina) che realizzano un fatturato totale vicino ai 150 milioni di euro ed una redditività media per MQ di oltre 11 mila euro.
Le prestazioni economiche dei due gruppi
Analizziamo ora le prestazioni economiche delle due imprese, concentrandoci dapprima sull'andamento del fatturato nel 2022.
Cedi Gros ha registrato ricavi per 1.380 milioni di euro, segnando una crescita del +13,5% rispetto al 2021. Magazzini Gabrielli ha generato ricavi per 888 milioni di euro, con una crescita del +9% rispetto all'anno precedente.
Questi dati indicano che Cedi Gros ha ottenuto risultati leggermente superiori alla crescita media dell'inflazione alimentare, mentre Magazzini Gabrielli è rimasta al di sotto di tale media.

È importante notare che queste due aziende seguono modelli di business molto diversi. Magazzini Gabrielli ha registrato una crescita del fatturato del 40% nei cinque anni precedenti, ma il margine EBITDA è cresciuto solo del 20%. La situazione di Cedi Gros è simile: i ricavi sono cresciuti del 63% in cinque anni, ma la crescita dell'EBITDA è stata inferiore al 5%.

Per valutare la qualità della crescita di queste due aziende, consideriamo il grafico che incrocia l'andamento del fatturato quinquennale con la redditività. Entrambe le imprese hanno avuto una buona performance a medio termine, collocandosi nella parte migliore del grafico. Tuttavia, si nota che la redditività di Magazzini Gabrielli è stata nettamente superiore rispetto a quella di Cedi Gros.

Ora concentriamoci sul risultato di marginalità operativa netta, espressa attraverso l'indicatore dell'EBIT margin. Il grafico evidenzia che la marginalità di Cedi Gros è quasi nulla, attestandosi intorno allo zero, mentre Magazzini Gabrielli è riuscita a mantenere un EBIT margin superiore al 3% nel 2022, nonostante le sfide del periodo.

Questo stato di cose è ulteriormente confermato dal grafico che mostra la profittabilità. Il profit margin di Cedi Gros nel 2022 è stato zero, mentre quello di Magazzini Gabrielli è stato del 2,5%.

CediGros non è ossessionata dagli utili, o meglio è ossessionata dal far fare utili ai suoi consorziati, mentre Magazzini Gabrielli, essendo Spa, ha come obiettivo la patrimonializzazione. Ed in effetti l'azienda è considerata tra le migliori del paese, ed anche quest'anno ha chiuso con un valore di utile operativo superiore alla media, sebbene inferiore rispetto al passato.
Ora esaminiamo alcune voci del conto economico riclassificato per comprendere come si si è arrivati a questi risultati di margini e profitti che abbiamo appena esaminato.
Nel confronto tra Cedi Gross (una società consortile che vende ai suoi consorziati) e Magazzini Gabrielli (una società per azioni con diversi negozi diretti), notiamo che il secondo presenta un margine commerciale più rilevante, pari al 28%, mentre il consorzio registra un valore leggermente più basso, intorno al 18%.
Tra i due valori, quello di Magazzini Gabrielli è in media con quelle imprese che hanno un business model misto (diretti ed affiliati), mentre il margine commerciale di CediGros, per la sua funzione, è decisamente alto. Significa che scarica a valle il margine attraverso le prestazioni e non con uno sconto in fattura all'acquisto delle merci.
L'incidenza delle spese sul fatturato è significativamente diversa tra le due aziende. Magazzini Gabrielli ha un'incidenza delle spese per servizi del 9,3%, mentre per Cedi Gross, questa incidenza si attesta intorno al 17% (ecco dove scarica il margine ai consorziati).
Inoltre, il costo del lavoro è superiore al 9% per Magazzini Gabrielli, mentre per Cedi Gross, ovviamente rappresenta una voce irrisoria, con appena lo 0,3%. Queste differenze sono una conseguenza dei diversi modelli di business adottati da entrambe le aziende.
Nel 2022, l'EBITDA di Magazzini Gabrielli è stato del 7%, mentre quello di Cedi Gross è rimasto al 0,3%. Magazzini Gabrielli è riuscita a registrare un margine di profitto nel 2022 pari al 2,5% dei ricavi, mentre Cedi Gross non ha riportato profitti (anche se il profitto non è l'obiettivo principale di un consorzio).

Nel quinquennio precedente, Magazzini Gabrielli ha mantenuto stabile il suo margine commerciale allargato intorno al 28%. Nel 2022, questo valore è sceso leggermente dello 0,3%.
Le spese per servizi sono aumentate rispetto al 2021, passando dal 8,5% al 9,4%. Al contrario, il costo del lavoro è diminuito nel quinquennio, scendendo dal 10,3% nel 2018 al 9,3% nel 2022.
Il margine EBITDA nel 2022 è sceso rispetto al 2021, ma non in modo drastico, attestandosi intorno al 7%, in linea con i valori precedenti al 2021. Anche il margine di profitto si è contratto leggermente, passando dal 3% al 2,5% nel 2022.

Cedi Gross, nel periodo considerato, ha registrato una crescita del margine commerciale allargato, passando dal 16,6% nel 2018 al 17,7% nel 2022. Le spese per servizi sono aumentate nel 2022, ma in modo contenuto, passando dal 16,4% al 17% del fatturato. Il costo del lavoro è rimasto stabile intorno allo 0,3%. L'EBITDA margin per Cedi Gross è rimasto invariato, attestandosi al 0,3% nel 2022. Il margine di profitto per Cedi Gross è sempre stato prossimo allo zero, in linea con il suo status di società consortile.

Il patrimonio
L'aspetto del patrimonio è ovviamente differente tra le due aziende per la loro genesi. Magazzini Gabrielli è ovviamente più capitalizzata con un indice del 64,5% del suo attivo (alto), mentre Cedi Gross ha un rapporto tra mezzi propri e attivo quasi nullo, pari al 4%.
Il debito finanziario netto rispetto ai ricavi è molto basso per Cedi Gross (5%) e addirittura negativo, -3%, per Magazzini Gabrielli. Entrambe le aziende non presentano problemi dovuti all'indebitamento.

Entrambe le aziende hanno affrontato le sfide del 2022 senza particolari scossoni, mantenendo una solida posizione finanziaria. Le differenze stanno tutte sotto un semplice concetto: Cedigros opera come consorzio il cui fine è il patrimonio dei consorziati, mentre Magazzini Gabrielli è focalizzata sulla massimizzazione del proprio.