In Lombardia non è facile il mestiere del retailer, è un territorio altamente popolato, con un consumatore il cui stile di vita è spesso differente rispetto ad altre zone d'Italia e con un'offerta molto competitiva in cui la pressione promozionale è sempre molto alta.
Non è un caso infatti che, proprio per questa ragione, Unes abbia costruito la sua fortuna con una proposta (EDLP) che metteva le basi su una differente relazione con il consumatore in contrapposizione con il forte stress promozionale profuso sul mercato.
Di fatto chi opera in quest'area deve avere chiari alcuni concetti: il primo è che la competitività sui prezzi (soprattutto in promo) è molto alta. Il secondo è che il leader di mercato (Esselunga) gode di posizioni eccezionali e di grandissima qualità dell'offerta.
Chi opera in questa regione deve sapere che esprimere qualità non è un'opzione, è un obbligo di sopravvivenza.
In questo contesto, negli ultimi dieci anni, due imprese sono cresciute molto sul mercato, hanno saputo "prendere le misure" al leader di mercato ed hanno sfruttato la crisi degli ipermercati, arrivando oggi ad essere dei riferimenti importanti dell'area.
Si sta facendo riferimento a Iperal ed a Tigros, due imprese che appartengono alla stessa centrale Agorà.
Iperal, nasce in Valtellina nel 1986 con l’apertura del primo punto vendita alle porte di Sondrio ed è di proprietà del la famiglia Tirelli. Oggi conta 50 punti vendita tra ipermercati e supermercati distribuiti in 8 province lombarde (arriva fino alla città metropolitana di Milano) e ha quasi 3.800 dipendenti.
Tigros è stata fondata nel 1979 ed oggi presente con 72 supermercati in Lombardia, ed è di proprietà della famiglia Orrigoni.
Iperal, secondo Andrea Meneghini direttore di GDONews, rappresenta in Agorà una sorta di stella polare che i soci ascoltano e seguono per la qualità e l'originalità dei suoi format. Va detto che Tigros non è poi cosi seconda perchè ha saputo, a sua volta, innovare molto la sua offerta posizionando l'azienda in quote di mercato interessanti.
Quel che è certo è che entrambe danno decisamente del filo da torcere ad Esselunga. Il 2022 di quest'ultima, lo abbiamo già raccontato nel dettaglio in un articolo la scorsa estate, è stato particolarmente complicato e questo articolo cercherà di mettere a fuoco qual è stato il 2022 di queste due imprese mettendole anche a confronto nei risultati.
Per svolgere questo studio ci siamo avvalsi della APP di GDONews "Benchmark On Line"
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Partendo dalla parte alta dei bilanci, Tigros ha registrato circa un miliardo di euro in ricavi, mentre Iperal ha segnato circa 1 miliardo e 200 milioni.
Guardando alle tendenze, il fatturato di Tigros nel 2022 è cresciuto di oltre il 13% rispetto al 2021, mentre il fatturato di Iperal è cresciuto di oltre il 14%. Ecco la prima differenza rispetto ad Esselunga, loro principale competitor: la crescita del fatturato (determinata anche da nuove aperture in qualche caso) è comunque rilevante, spinta dalle tensioni inflattive, indice del fatto che l'assorbimento dei listini in parte si è avuto, ma in parte no.
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