sabato 17 Gennaio 2026

Lando, Rossetto e Martinelli: il 2022 dei Category Killer veneti a confronto

I category Killer del Veneto ai raggi X. Le tre imprese si caratterizzano per bassi margini ed alti volumi di vendita a prezzi competitivi. Come si adatta questo modello di business alle tensioni inflattive dello scorso anno. Nell'articolo tutti i dati delle loro prestazioni, sia dell'ultimo anno che nei trend degli ultimi cinque per comprendere a fondo le caratteristiche di questi cinque retailer del nord

Hanno sempre operato sul mercato con margini risicati e grandi volumi di vendita grazie a prezzi alla vendita molto aggressivi. Gli ultimi venti anni di Fratelli Lando, Rossetto Spa e Supermercati Martinelli Srl sono stati vissuti all'insegna della crescita e della patrimonializzazione delle aziende. Hanno resistito alle tempeste della crescita dei discount, di cui sono arcigni antagonisti, hanno superato le crisi economiche e la deflazione, ma non si sono mai scontrate con l'alta inflazione. Il 2022 ha portato ad una crisi di marginalità generalizzata sul mercato, cosa è successo a questi modelli di business del mass market retail?

Per approfondire l’argomento, attraverso l’utilizzo della web app di GDONews “Benchmark On Line” – utilizzabile anche da tutti gli abbonati PREMIUM – abbiamo analizzato i risultati operativi del 2022 dei gruppi Lando, Rossetto e Martinelli, tre aziende molto conosciute in tutta Italia, sebbene abbiano la peculiarità di essere attive in un territorio limitato, il Veneto, e operino solo in poche province. Un'altra loro caratteristica distintiva e condivisa è il ridotto numero di punti vendita rispetto ad aziende che realizzano gli stessi fatturati.

Queste, insieme a Tosano - che oggi non analizzeremo - sono tre dei quattro "category killer" attivi nel Veneto e tra i pochi a livello nazionale. Nonostante operino in territori ristretti e con pochi punti vendita – e di certo non possano essere considerate “grandi” player del mondo retail - producono tutte un fatturato significativo. Va spiegato che i loro punti vendita sono tutti di proprietà, non hanno affiliati né associati, pertanto rappresentano un modello di business che comporta una marginalità commerciale rilevante, tale da sopportare gli ingenti costi fissi.

Vediamo nel dettaglio cosa è successo con il supporto delle tabelle e dei grafici. Come sempre, alla fine dell'articolo, per gli abbonati PREMIUM sarà disponibile un PDF con l'intero report.

La crescita del fatturato e del patrimonio

Fratelli Lando SPA, la più grande, ha registrato un fatturato di 671 milioni di euro nel 2022, in aumento rispetto ai 600 milioni del 2021. Rossetto SPA ha registrato un fatturato di 638 milioni di euro, in crescita rispetto ai 573 milioni del 2021.
Supermercati Martinelli SRL ha riportato un fatturato di 400 milioni di euro, in aumento rispetto ai 380 milioni del 2021.
Va notato che queste aziende sono caratterizzate da un alto rapporto tra il patrimonio netto e i ricavi, indicando una solida situazione finanziaria.

Nel dettaglio la Fratelli Lando SPA, a fronte di un fatturato di 671 milioni ha accumulato un patrimonio netto di 458 milioni di euro, che rappresenta circa il 70% dei ricavi, un dato straordinario.
Rossetto SPA ha un patrimonio netto di 119 milioni di euro, anche questa si può considerare una percentuale significativa rispetto al suo fatturato di 638 milioni nel mondo del mass market retail.
Supermercati Martinelli SRL ha un patrimonio di 205 milioni di euro, oltre il 50% dei ricavi che valgono 400 milioni nel 2022.

I risultati del 2022

Ora esaminiamo le prestazioni del 2022: per Fratelli Lando l'EBITDA è stato pari a 49 milioni, in aumento (in valore assoluto) rispetto ai 45 milioni del 2021. Tuttavia, in termini percentuali, il risultato è stato inferiore al 2021. Ad esempio, il livello del 2022, pari a 7,2% dell'EBITDA, è simile a quello del 2019, il che è considerato un ottimo livello, ma inferiore a quelli del 2020 (8,4%), ma anche del 2016 (8,1%), 2017 (8,3%), 2018 (7,9%) e del 2021 (7,4%).

Nonostante ciò, va notato che in percentuale rispetto al mercato di riferimento, l'EBITDA di questa azienda rimane molto alto, indicando una redditività superiore rispetto alla media del settore. In definitiva, si tratta di un'azienda di alto livello con ottime performance. L'utile in valore assoluto è leggermente cresciuto da 20 a 22,7 milioni, ma anche qui si tratta di un risultato in % inferiore a quello ottenuto nel 2021. Tuttavia rimane estremamente solida, con un patrimonio netto di 459 milioni.

Ora, passiamo a Rossetto Trade. Anche questa azienda ha registrato una crescita significativa dell'EBITDA, sia in termini assoluti (da 20,7 a 28,2 milioni) che in percentuale. Nonostante un calo recente, rimane uno dei migliori degli ultimi sette anni, sebbene inferiore a quello di Lando. Nel caso di Rossetto la marginalità è cresciuta rispetto al 2021, e non di poco! Al contrario fu il 2021 un anno difficile, invece l'ultimo bilancio è comparabile con quello dell'anno del Covid.

Supermercati Martinelli, con un fatturato di 400 milioni di euro ha portato a bilancio un EBITDA leggermente inferiore rispetto al 2021 (23,8 milioni di valore assoluto). In termini percentuali l’EBITDA è inferiore rispetto agli ultimi due anni, ma resta al 6%, un valore altissimo e superiore a quelli raggiunti prima del 2020.

L'utile di esercizio 2022 è pari a 8,4 milioni contro i 7,9 dell'anno precedente e il patrimonio netto è comunque molto alto.

Riepilogando, queste aziende mostrano una solida situazione finanziaria e ottime performance, con una redditività che rimane competitiva, nonostante alcune sfide recenti nel mantenimento della marginalità.

Il quinquennio (2018-2023)

Il trend dell'ultimo anno indica che il trend di fatturato delle tre aziende è stato inferiore all'incremento dell'inflazione, con Martinelli in particolare che mostra un incremento del 5,12%, mentre Rossetto e Lando hanno un tasso di crescita dell'11,3%. Questo trend vale sia per il 2022 che per gli ultimi 5 anni.

Supermercati Martinelli è cresciuta del 19% nei cinque anni, mentre Rossetto ha visto un aumento del 32% e Lando del 17,7%.

Nel dettaglio sui dati finanziari, l'EBITDA di Martinelli è stato il migliore con un trend (crag) del 46,1% nel corso dei 5 anni, seguito da Rossetto con 10,3% e Lando con 2,44%.

La ragione principale di questo trend di crescita basso negli ultimi 5 anni è la mancanza di nuove aperture di negozi. In sostanza, c'è una densità relativamente bassa di punti vendita per ciascuna azienda, il che significa che il mercato ha visto una maggiore concorrenza ogni anno a causa della saturazione del mercato. Di conseguenza, è stato difficile per loro aumentare il fatturato con un numero sempre crescente di concorrenti. Negli ultimi anni, c'è stata una forte concorrenza e le aziende hanno evitato di aumentare eccessivamente i prezzi rispetto ai concorrenti, specialmente quelli di tipo discount. Hanno preferito mantenere margine piuttosto che trasferirlo direttamente ai consumatori per rimanere competitivi.

Nonostante ciò, queste aziende hanno bilanci solidi. La loro redditività è rimasta competitiva, anche se hanno dovuto rinunciare a margini più alti rispetto all'anno precedente, soprattutto per mantenere la loro solidità finanziaria.
Nella verifica della qualità della crescita, è inutile dire che tutte e tre le aziende sono nel miglior quadrante, quello a destra. In alto su tutte svetta, ma l'avevamo già visto, supermercati Martinelli che ha il miglio rapporto fra ricavi e redditività.

Un aspetto notevole è il basso costo del lavoro, addirittura due delle tre aziende hanno un costo del lavoro inferiore al 10%. Questo si è mantenuto costante, e l'aumento del fatturato ha contribuito a migliorare leggermente i costi fissi.

Inoltre, queste aziende si distinguono per la loro solida situazione finanziaria, con un elevato rapporto tra patrimonio netto e ricavi. Martinelli e Lando addirittura superano il 70%, mentre Rossetto è al 51%. Questo indica che non hanno bisogno di ricorrere al debito, come conferma il rapporto tra debiti finanziari netti e ricavi, che è negativo in tutte e tre le aziende.

In sintesi, nonostante una crescita dei ricavi leggermente inferiore all'inflazione, queste aziende si sono dimostrate estremamente solide grazie alla loro capacità di gestire l'assorbimento dell'inflazione e alla loro posizione finanziaria robusta.

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