venerdì 23 Gennaio 2026

Novacoop e Coop Alleanza 3.0: confronto tra i colossi della cooperazione. Pubblicati bilanci 2021

Novacoop e Coop Alleanza 3.0 sono colossi del mondo della cooperazione con destini e dimensioni differenti, ma assieme pesano circa il 40% del fatturato di Coop Italia. Sono stati pubblicati i bilanci del 2021 e finalmente la cooperativa emiliana sta risalendo la china del profitto dove spera di arrivare in positivo entro breve. Novacoop, pur faticando in un contesto molto competitivo, è sempre riuscita a mantenere l'azienda a galla. Questo studio, prodotto dalla società Numeri di Valore e dall'Istituto Georetail Italia, mette in luce gli esiti di un anno difficile come il 2021 ed il risultato patrimoniale delle due imprese dopo le tempeste degli ultimi anni. In particolare, l'analisi evidenzia quanto forte sia stata l'erosione del patrimonio di Alleanza 3.0 negli ultimi anni

Confronto tutto interno all'universo Coop per questa nuova puntata delle analisi comparative di GDONews basate sugli ultimi bilanci d'esercizio. Esaminiamo due realtà storiche della cooperazione italiana, Coop Alleanza 3.0 (che nell'esercizio 2021 sembra essere riuscita finalmente ad invertire la rotta per riprendere un cammino positivo) e Novacoop.

Coop Alleanza 3.0 è nata nel 2016 dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense, tre storiche realtà del Nordest alle prese ciascuna con diversi elementi di difficoltà, dovuti principalmente alla forte esposizione sul format degli ipermercati. Nel 2016 è nata la più grande cooperativa italiana e una delle più grandi d'Europa con 2,7 milioni di soci, oltre 400 punti vendita in 12 regioni, 22 mila dipendenti e circa 4 miliardi di fatturato (2021). Coop Alleanza 3.0 è un colosso che detiene anche oltre il 22% del capitale di Unipol, i cui dividendi hanno portato risorse fresche nelle casse piangenti (negli ultimi due esercizi Unipol ha distribuito ai soci un doppio dividendo): questa grande robustezza le ha permesso di “reggere” anni di risultati negativi, un lungo periodo di difficoltà che senz'altro avrebbe cancellato dal mercato player meno solidi e strutturati alle prese con tali problematiche. Vedremo più avanti, anche con il supporto di tabelle e grafici, la lunga risalita di Coop Alleanza 3.0, anno dopo anno.

Nel 2016 il colosso creato aveva i piedi d'argilla perché ovviamente si fece carico sia dei ricavi che delle passività delle tre cooperative messe insieme: “Alleanza” nacque inoltre con inevitabili inefficienze, dovute alla sovrapposizione di funzioni e alla presenza nella sua rete commerciale di circa 100 ipermercati, il numero più alto fra tutti i player della Gdo italiana, in perpetua crisi ormai da anni, distribuiti lungo tutta la dorsale appenninica dal Veneto fino alla Sicilia. La cura da cavallo – che, ripetiamo, ha iniziato quest'anno a dare frutti – ha agito sulle inefficienze e anche attraverso alcune cessioni, per ridurre il perimetro della rete di vendita: fra il 2019 e oggi, l'azienda ha stipulato accordi di franchising con due operatori in Puglia e Sicilia, oltre ad un terzo attore già affiliato in Calabria con un'operazione che ha eliminato molti costi e consente di fare margini vendendo ai franchisee i prodotti a marchio Coop. Nel 2017 l'Ebit di Coop Alleanza 3.0 era negativo per 37,5 milioni e il patrimonio era pari a 2,358 miliardi. Nel 2021 l'Ebit è stato pari a – 38 milioni (ovvero è tornato sui livelli di 5 anni fa) e il patrimonio è calato sotto il miliardo e 700 milioni. Nel mezzo c'è stata una voragine che l'azienda è riuscita a superare.

Novacoop è una delle maggiori catene di distribuzione operante in Piemonte e tra le maggiori cooperative di consumatori aderenti al sistema nazionale Coop: nata nel 1990 con la fusione tra Coop Piemonte e Coop C.P.L. opera sull'intero territorio piemontese e su una limitata area della Lombardia con 62 punti vendita (16 dei quali sono ipermercati).  Annovera circa 585 mila Soci e 4.800  dipendenti, un fatturato “stabile” attorno al miliardo.

Per comprendere il peso specifico delle due imprese analizzate nel panorama della Gdo italiana, va tenuto presente che sommando i fatturati di Coop Alleanza 3.0 e di Novacoop si ottiene circa il 40% del fatturato totale realizzato dal mondo Coop in Italia, circa 5 miliardi. Entriamo adesso nel dettaglio dei numeri, con un primo grafico che offre un quadro generale mostrando l'andamento dei principali indici negli ultimi anni.

Nel 2021 Coop Alleanza 3.0 ha generato ricavi per oltre 4 miliardi di euro, l'Ebitda è stato di 11,4 milioni, l'Ebit negativo per 38,7 milioni e il patrimonio netto si è attestato a 1,7 miliardi.

Nello stesso anno Nova Coop ha fatturato oltre 1 miliardo di euro, l'Ebitda è stato di 45, 5 milioni, l'Ebit positivo per 16,3 milioni e il patrimonio netto pari a oltre 815 milioni.

I grafici seguenti mostrano l'andamento dei ricavi nel periodo compreso fra il 2016 e il 2021 (gli unici esercizi comparabili poiché Coop Alleanza 3.0 prima del 2016 non esisteva).

Nel 2016 i ricavi di Coop Alleanza 3.0 erano pari a 3,7 miliardi e anno oscillato attorno a questo valore per gli esercizi successivi, fino a crescere in modo più deciso nell'ultimo anno, il 2021, quando si sono portati ad oltre 4 miliardi di euro. Va notato il 2020 che ha prodotto un risultato modesto, di leggerissima crescita rispetto al 2019, nonostante il Covid abbia spinto in linea generale gli affari della Gdo in Italia: il fatto che Alleanza 3.0 non sia riuscita a “capitalizzare” pienamente l'effetto della pandemia è dovuto alla forte incidenza percentuale del formato “iper” sulla sua rete di vendita, non compensato del tutto dal buon andamento dei negozi di dimensione più contenuta.

Lo stesso ragionamento può essere fatto per Nova Coop, cui si riferiscono i dati nel grafico seguente:

I ricavi di Nova Coop sono rimasti sostanzialmente stabili nell'arco di un decennio: erano 1 miliardo nel 2012 e sono stati pari a 1 miliardo e 100 milioni nel 2021. Anche Nova Coop ha beneficiato molto meno di altri grossi player della Gdo dell'effetto Covid: nel 2020 il fatturato è cresciuto di soli 100 milioni rispetto al 2019 e nel 2021 il valore è rimasto stabile.

L'esame dell'andamento dell'utile di esercizio mostra chiaramente la complessa parabola di Coop Alleanza 3.0.

Il primo bilancio che risente degli effetti dell'unione delle tre coop in difficoltà è quello dell'esercizio 2017, dove il valore è negativo per 38 milioni di euro. Gli effetti più pesanti si fanno sentire nel 2018 quando la perdita arriva a 290 milioni. Nel 2019 inizia la lunga risalita della china con il valore della perdita che si riduce a 164 milioni che diventano 138 nel 2020 (nonostante abbiamo visto che quest'anno non abbia prodotto ricavi esorbitanti) e arriva a ridursi a “soli” 39 milioni nel 2021.

Molto più lineare il percorso di Nova Coop.

Per esaminare i risultati della gestione, guardiamo adesso l’andamento dell’ Ebitda (l’indicatore della redditività basato sulla gestione operativa).

Questo grafico segnala chiaramente gli effetti della “cura da cavallo” applicata alla risultate delle tre deboli coop fuse nel 2016: i pesanti segni meno del 2018 e del 2019 (rispettivamente 177 e 135 milioni) indicano le difficoltà nel rendere efficiente il mastodonte, mentre la virata in positivo del 2020 8quando il valore si porta a + 11 milioni) dice che la cura sta avendo effetto. Nel 2021 si consolida il segno più, con un Ebitda positivo per 13 milioni di euro.

Alleanza 3.0 – dopo il tonfo degli anni 2018 e 2019 – è riuscita nel 2020 a riportare il rapporto tra ricavi e margine operativo lordo in terreno neutro, attorno allo zero, dove è rimasto anche nel 2021: di certo non è un numero positivo ma è il segnale che potrebbe diventarlo nel prossimo esercizio, nonostante il contesto sia particolarmente sfidante.

Nova Coop ha valori sempre in territorio positivo, segno di una gestione oculata ed efficace che genera margini, almeno fino al 2021 quando si mantiene il segno più ma in calo rispetto al 2020.

Nessun scossone, un andamento tranquillo del margine che era di 52 milioni nel 2021 ed ha ruotato attorno a questo valore fino al 2020 (53 milioni) ma ha registrato un calo degno di nota proprio nell'ultimo esercizio, il 2021, quando si è fermato a 45 milioni, il valore più basso registrato nel decennio.

Come mostra il prossimo grafico, nel 2021 a parità di ricavi Nova Coop ha generato meno margini: non è un segnale di buon auspicio per affrontare i duri mesi che stiamo già vivendo e soprattutto quelli che verranno, dove il mix di inflazione, recessione (annunciata e probabile) e difficoltà logistiche metterà a dura prova gli operatori della Gdo, chiamati a rispondere a tutte queste problematiche in un sol colpo.

Un andamento analogo è quello dell'Ebit, che per Coop Alleanza 3.0 tocca il punto più basso nel 2018 (quasi – 290 milioni a fronte di 3,7 miliardi di ricavi) e risale gradualmente per arrivare a – 38,7 milioni nel 2021.

L'Ebit di Nova Coop era di circa 10 milioni nel 2012 ed è stato di 16,3 milioni nel 2021 – in linea con la media nazionale - dopo aver toccato il livello più basso (6 milioni nel 2020).

Lo Stato Patrimoniale

Coop Alleanza 3.0 è partita con un patrimonio di due miliardi e messo nel 2016 per ritrovarsi con una dote inferiore a 1,7 miliardi dieci anni dopo. Le operazioni di salvataggio hanno mangiato quasi un miliardo di patrimonio nel decennio e i valori sono stati tenuti alti per ben tre anni (2017, 2019 e 2020) grazie alla possibilità contabile di rivalutare gli asset aziendali. Negli anni 2018 e 2021, quando non è stato consentito dalla legge di procedere alla rivalutazione degli asset, pur non essendoci utili le riserve sono state incrementate del 95,3% e del 97,8% attingendo risorse altrove. E' chiaro che solo un colosso come Coop Alleanza 3.0 ha potuto rimettersi in piedi, proprio perché partiva da una robustissima dotazione patrimoniale che oggi, pur fortemente diminuita, offre all'azienda la capacità di stare in piedi e ricominciare a fare bene.

Il patrimonio di Nova Coop è invece rimasto stabile nel corso del decennio: era di 709 milioni nel 2012 ed è stato di 815 milioni nel 2021. Nova Coop ha usufruito per cinque anni della possibilità di rivalutare gli asset (2013, 2014, 2015, 2016 e 2021) ma ha sempre destinato una percentuale altissima – oltre il 90% - degli utili alle riserve patrimoniali. E' quindi un'impresa molto ben patrimonializzata.

L'esame dei dati di Nova Coop mostra che siamo davanti ad un player che riesce a non collezionare segni meno in bilancio nonostante la sua rete di vendita sia sbilanciata sui grandi formati: un risultato che indica eccellenti capacità di gestione e solidi fondamentali di bilancio.

La parabola di Alleanza Coop 3.0 è meritoria: non è da tutti risalire una china tanto dura, con così tanti ipermercati in pancia (almeno in fase d'avvio). Il 2021 ha segnato una inversione di tendenza e il 2022 dovrebbe essere l'anno del ritorno all'utile e dell'avvio del piano 2022-2024 che prevede un rilancio attraverso lo sviluppo della rete di oltre 400 punti vendita, sostenuto da investimenti per 180 milioni di euro.

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Silvia Ognibene
Silvia Ognibene
Giornalista professionista, collabora stabilmente con agenzie di stampa e quotidiani nazionali e internazionali dedicando particolare attenzione ai temi di finanza, economia e lavoro.

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