Costi di produzione aumentati a doppia cifra, margini in gran parte erosi e la necessità di rivedere ancora al rialzo i prezzi al pubblico entro la fine dell’estate, dopo aumenti già superiori al 10%. E’ il quadro tracciato da Alberto Castelar, direttore delle vendite di Latteria Vipiteno, che in questo colloquio con GDONews elenca le difficoltà arrivate dopo un 2020 che aveva portato risultati superiori alle aspettative.

D: Direttore, quali sono le difficoltà che state sperimentando in questa fase?

R: In primis la maggiore difficoltà è legata al recupero dei maggiori costi che dalla primavera 2021 hanno iniziato a susseguirsi e che allo stato attuale la GDO ancora fatica a riconoscere, nonostante siano state intavolate più tornate contrattuali. Ma non vanno sottovalutate altre importanti difficoltà che nel corso degli ultimi mesi abbiamo dovuto affrontare, quali la reperibilità di mezzi e autisti per il trasporto merci, l’approvvigionamento dei materiali di imballo quali carta e cartone o dei semilavorati alla frutta e non ultimo, un calo di conferimento di latte da parte dei nostri soci allevatori.

D: Di quanto sono aumentati i costi per la produzione e perché?

R: In media il costo di produzione è aumentato del 16 /18% con voci di maggior costo legate all’energia elettrica, ai trasporti, alle marmellate per l’arricchimento degli yogurt, ai vasetti di plastica ed a tutto il materiale di cartone per l’imballo.

D: Di quanto si scollano i risultati attesi dai vostri budget? Quanto impatta l’incremento dei costi sulla vostra marginalità?

R: Negli ultimi due anni, dall’inizio della pandemia legata al Covid ad oggi, non c’è stato un risultato in linea con il budget preventivato. Da un 2020 oltre le aspettative per effetto del maggior consumo di yogurt in casa, siamo passati al 2021 con l’obiettivo di mantenere gli stessi volumi, ma aver lavorato per più di metà anno con aumenti di costi ha purtroppo eroso gran parte della marginalità.

D: Quali azioni intendete intraprendere per fronteggiare la situazione?

R: Dopo la prima tornata contrattuale come da prassi per delineare le condizioni di acquisto per l’anno, abbiamo chiesto alla GDO di riaprire le trattative, cosa mai successa prima nel nostro comparto, trovando un dialogo e nuovi accordi per poter recuperare parte dei costi. Guardando alle ultime settimane, temo che occorrerà riaprire ad un dialogo ancora quest’anno. Inevitabile infine una riduzione della pressione promozionale, poter lavorare con piena marginalità è una necessità sia per l’industria che per il distributore.

D: Qual è lo stato delle negoziazioni con la GDO?

R: Dopo le prime trattative di inizio anno, ha fatto seguito una nuova contrattazione in primavera ma non escludiamo che durante l’estate debba essere nuovamente rivisto un ritocco dei prezzi in rialzo.

D: A quanto ammonta il maggiore riconoscimento di prezzo che chiedete?

R: Per rendere meglio l’idea, ad oggi sul prodotto alto vendente come il Vipiteno alla frutta, per una confezione con due vasetti di yogurt da 126 grammi ciascuno, parliamo di 5/6 centesimi al pezzo di maggior costo ottenuto oggi rispetto allo scorso anno.

D: Qual è la loro risposta?

R: Ovviamente se parliamo in termini di percentuale di inflazione, il dato può apparire esagerato, in termini assoluti come è facilmente gestibile. Ovviamente una parte della GDO sensibile al problema ed ancor più alla situazione della Cooperativa Latteria Vipiteno, al suo contesto, ai soci allevatori ed al mercato, ha dato disponibilità ad un sereno dialogo contrattuale. Altre parti invece si sono dimostrate più ostiche, ma siamo sempre riusciti a trovare una forma di accordo.

D: Per quando – ed eventualmente in che misura – intendete ritoccare ancora il listino prezzi?

R: Le analisi di costo fatte fino ad oggi si sono basate sugli aumenti di beni e servizi ad esclusione della materia prima latte che pesa quasi il 45% del valore del prodotto finito conferito dai soci della Cooperativa che hanno continuato a percepire lo stesso valore dello scorso anno. Oggi invece i soci ci chiedono di allineare i valori, per recuperare anche i loro aumentati costi di allevamento e gestione delle stalle. Ciò premesso sicuramente diventerà necessaria una nuova contrattazione di cui al momento non saprei dare un valore.

D: Nei mesi scorsi avete già ritoccato i listini? Eventualmente, quando e di quanto?

R: Il primo listino è stato legato alla prima tornata contrattuale di inizio anno, mentre tra maggio e giugno è entrato in vigore un secondo listino. Complessivamente parliamo di aumenti puntuali del 10-12% a fronte di aumenti medi annui del 7-8%