Maxi Dì, Aspiag, Alì e Unicomm (Selex) e Category Killers: la barriera contro l’avanzata dei discount

Veneto e Friuli assieme valgono circa 13 miliardi di euro di fatturato. In questo territorio l'evoluzione del mass market retail è stata netta negli ultimi anni. Aspiag è Leader, Lidl il quarto player. Le redditività per Mq sono decisamente alte. Sorprende la distanza di Lidl da Eurospin. I negozi sotto i 1.000 mq di area vendita sono in calo costante. L'articolo rappresenta questa evoluzione, spiega quali player cresceranno nei prossimi anni e perchè.

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Il Veneto è una regione che negli ultimi anni è tra quelle che più sono cresciute nel mercato della GDO grazie ai suoi principali retailer che si sono maggiormente prodigati per dare una netta evoluzione alle loro strategie. Questa evoluzione ha coinvolto sia i grandi retailer tradizionali che attori i quali da sempre fanno del prezzo la loro arma di forza (category killers), rispetto alla qualità del “contenitore”.

Imprese come Rossetto e Tosano, per citarne alcuni, hanno aggiornato nettamente le loro strategie sia in termini di offerta che in termini geografici. Rossetto, ad esempio, proprio per la peculiarità della competitività dei prezzi a discapito della completezza del format, sino al 2016 faceva molta fatica a penetrare con profitto “piazze” differenti, come la limitrofa Emilia Romagna. Oggi non è più così, i suoi negozi sono molto belli con forti elementi di servizio, ed ogni apertura compiuta in Emilia fa tremare i players locali, retailer del calibro di Coop e Conad.

Tosano sta rilevando, oramai da anni, Ipermercati di grandi dimensioni da Carrefour e Bennet, trasformandoli in store di successo.

Grandi attori come Aspiag, Unicomm, Alì e Maxi Dì sono oggi tra i più importanti interpreti del format superstore in Italia; insomma, negli ultimi anni l’evoluzione di questo territorio è stata netta proprio grazie ai suoi interpreti più importanti.

Ed i discount? Il Veneto è la patria italiana del format di convenienza, qui sono nati Eurospin e Lidl, dove ancora hanno la sede, sono presenti storici player come Prix Quality e In’s. In Veneto ha la sua base Aldi. Il consumatore veneto ricorda quello teutonico, grande attenzione alla convenienza senza farsi ammaliare dalle grandi marche, e da valori aggiunti che prima di essere premiati devono essere da loro valutati.

Non a caso è la terra dei category killers e dove, comunque, i discount possiedono una quota di mercato pari al 21%, sicuramente alta ma non altissima e nello studio sotto vedremo il perchè. Come si vedrà, il Veneto ed il Friuli hanno cambiato pelle nella distribuzione delle quote di mercato per formato di vendita, era la patria della prossimità, oggi è la patria del vicinato dai grandi formati, quelli moderni.

Nell’analisi che segue, oltre ad evidenziare le forze sul campo e le rispettive quote di mercato, si cercherà di approfondire qual è il potenziale di penetrazione dei discount, perchè ciò che sta accadendo in tutta Italia è proprio questo: un aggiornamento del mercato dovuto ad incessanti investimenti dei principali discounters che, al contempo, hanno rivoluzionato le logiche delle loro aperture.

Veneto e Friuli si possono studiare assieme (con buona pace dei veneti e dei friulani che non si amano particolarmente) perchè la conformazione del mass market retail è simile e con i medesimi attori e che nel 2020 ha prodotto quasi 13 miliardi di euro di fatturato.

Qui sotto vediamo una tabella che rappresenta le prime venti aziende e rispettive quote nelle regioni Veneto e Friuli:


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