Alessia Bellino (Apulia Distribuzione): nella pasta di semola i produttori virtuosi sono una garanzia

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Apulia distribuzione nasce nel 2001 in Puglia e ad oggi si estende in tutta l’area 4 verso la Calabria, Basilicata ed addirittura in Sicilia, territori in cui è presente in maniera capillare. Dalla fine dello scorso anno hanno iniziato, grazie ad un accordo con Carrefour, la loro penetrazione nel mercato della Campania acquisendo in franchising i negozi del colosso francese. Oggi i punti vendita del gruppo (tra diretti ed affiliati) sono circa 400 ma la maggior parte, come si può notare dalla Mappa della GDO di GDONews, usufruibile sia dagli abbonati professional che premium, sono ubicati nella regione Puglia.

 

Distribuzione dei PdV del Gruppo Apulia Distribuzione. Fonte: Mappa della GDO di GDONews

Da un’analisi della nostra Web App Benchmark On Line usufruibile dai soli abbonati premium, si può notare che nel quinquennio 2016-2020 il fatturato di Apulia è stato sempre in crescita passando da 461 milioni di euro a 682 milioni di euro (+58,5%) con un trend Ebitda seppur inferiore (+38%).

Evoluzione del fatturato dal 2016 al 2020 del Gruppo Apulia Distribuzione. Fonte: Web App Benchmark On Line di GDONews

Secondo la piattaforma GeoRetail, il fatturato alle casse del gruppo pugliese ha già superato il miliardo di euro, si tratta dunque di una medio-grande realtà della distribuzione alimentare nazionale.

Oggi Apulia Distribuzione si rivolge anche alla multicanalità aprendo le sue porte a Deliveroo e Everli.

Il problema dell’aumento dei prezzi della pasta ha coinvolto tutta la GDO italiana da nord a sud. In Puglia sugli scaffali il leader di mercato è Divella e non Barilla, ed in generale il consumatore locale è molto affezionato alle marche autoctone, non scordiamoci che stiamo parlando di una regione grande produttrice di grano e, peraltro, dove è presente uno dei molini più grandi d’Italia, Casillo.

In merito alle tensioni tra GDO ed industria legate agli incrementi dei listini, la Category Manager del gruppo Alessia Bellino, ha spiegato che per ciò che riguarda Apulia “Non vi sono problemi legati al rinnovo contrattuale legati alle problematiche di prezzo.”.

D: Quali sono le ragioni che portano i fornitori ad incrementare i listini?

R: I problemi sono quelli tristemente noti, la difficoltà nel reperimento delle materie prime è addotto come motivazione principale all’incremento dei listini.

D: Le richieste di incremento sono frequenti?

R: Purtroppo, si

D: Indicativamente, qual è la richiesta media di incremento rispetto allo scorso anno?

R: In queste circostanze, non è possibile quantificare una media aritmetica, i fattori distintivi delle aziende e le loro fonti di approvvigionamento sono differenti. I siti energeticamente più virtuosi sono agevolati in maniera significativa.

Apulia è conscia che il prezzo della pasta è cruciale nella percezione della convenienza dell’insegna, pertanto non è facile scaricare a valle gli incrementi dettati dal mercato, La Bellino ha infatti spiegato che “Lo scaffale di una categoria di traffico come la pasta è da sempre caratterizzato da una forte aggressività, il mercato crea il posizionamento al pubblico, non le marginalità calcolate sui tavoli commerciali.”

Quindi è la ricerca dell’affidabilità del fornitore sotto il profilo della sua sostenibilità finanziaria uno dei segreti per non avere così tanti problemi in una categoria davvero martoriata.