Formaggi da tavola: soffre Francia Latticini, vola Centrale Del Latte del Molise. Il confronto fra i big player italiani

0

Il mercato dei formaggi è vasto e molto segmentato, frutto di una moltitudine di culture gastronomiche locali che nel tempo hanno trovato grandi attori di mercato che si sono evoluti diventando grandi aziende e dirette concorrenti a livello nazionale ed internazionale. In questo articolo metteremo a confronto le performance degli ultimi 5 anni con un focus sui numeri 2020 di quattro rilevanti player attivi sul mercato nazionale: Gennaro Auricchio, Corte Parma Alimentare, Francia Latticini e Centrale del latte del Molise.

Specializzata nella produzione di provolone e formaggi a base di latte ovino, Gennaro Auricchio venne fondata nel 1877 a San Giuseppe Vesuviano ed ha attualmente sede a Cremona, dove venne trasferita negli anni Trenta del Novecento dal nipote del fondatore. Oggi è guidata dalla quarta generazione della famiglia. Nel 1997 acquisì da Nestlé la divisione prodotti ovini della Locatelli. Con una politica di acquisizioni che si è dipanata nel corso degli anni (Giovanni Colombo nel 2011; The Ambiola Company nel 2015; Cascine Emiliane nel 2017) è leader del proprio segmento.

Corte Parma Alimentare è stata fondata nel 2001 come attività artigianale di affettamento. Nel 2007 amplia la gamma di prodotti, cresce sui mercati internazionali e aumenta le produzioni Private Label. E’ nel 2017 che entra nel comparto lattiero caseario: costruisce il secondo e il terzo stabilimento, uno dei quali dedicato ai formaggi. Fa parte di Emilia Alimentari, consorzio tra imprese che producono specialità Emiliane e prodotti tipici e classici della gastronomia italiana. Le aziende sono insediate tra le province di Reggio Emilia, Modena e Parma.

Francia latticini è una storica azienda casearia dell’Agro Pontino, leader nella produzione di Mozzarella di Bufala Campana Dop.  Fondata nel 1935, oggi opera con due stabilimenti produttivi in provincia di Latina.

La Centrale del latte del Molise, sede in provincia di Campobasso, è ancora oggi in mano alla famiglia Sassano che la fondò nel 1963 come piccolo caseificio artigianale. Con ricavi costantemente in crescita nell’ultimo decennio, ha recentemente sostenuto un investimento da 12 milioni di euro per migliorare la sostenibilità ambientale dei suoi stabilimenti produttivi.

La nostra analisi, condotta attraverso la WEB APP di GDONews “Benchmark Online” prenderà, in esame l’andamento annuale e quinquennale delle quattro aziende sopra citate.

Prima di entrare nel dettaglio dei numeri, possiamo anticipare che tra le imprese esaminate l’unica a mostrare segni di sofferenza è Francia Latticini i cui indicatori sono tutti in negativo, sia prendendo in esame i risultati del 2020 che allargando lo sguardo all’andamento degli ultimi 5 anni, benché essa sia la più solida fra le quattro imprese con pochissimo debito. Viceversa, Corte Parma che fa molto bene in termini di redditività e volumi è la più debole sotto il profilo della solidità finanziaria. Tra quelle esaminate, la migliore è Centrale del latte del Molise: buoni ricavi e margini, ben capitalizzata con un debito assolutamente gestibile.  Va anche chiarito che per questo articolo prenderemo a parametro i dati di bilancio del 2020, quando lo scenario per le imprese lattiero – casearie ancora non risentiva delle tensioni internazionali e dell’onda lunga dello choc post pandemico su intere filiere produttive. Elementi che dall’inizio del 2021 hanno arrestato la corsa della ripresa – principalmente a causa dei rincari delle materie prime alimentari ed energetiche – con i quali tutte queste imprese saranno necessariamente chiamate a confrontarsi.

Esaminiamo adesso i numeri con l’aiuto dei grafici.


L’ARTICOLO COMPLETO, I RELATIVI GRAFICI, IMMAGINI ED ALTRI CONTENUTI SONO RISERVATI AGLI ABBONATI. VERIFICA QUALE ABBONAMENTO E’ IL MIGLIORE PER LE TUE ESIGENZE

SEI GIA’ ABBONATO? ACCEDI QUI
.