Fattorie Garofalo, gruppo di Capua (CE) attivo dal 1962 nel settore lattiero-caseario bufalino, si rivolge al mercato come “il vero specialista della Bufala”. Di fatto, l’azienda garantisce una filiera completa di prodotto: dall’allevamento di 15 mila capi bufalini nelle aziende agricole, in cui vengono lavorati 38 milioni di litri di latte l’anno, alla trasformazione delle materie prime in Mozzarella di bufala campana DOP e altre specialità di latte e carne bufalina, fino alla gestione di punti vendita e attività di ristorazione.

Un approccio premiante, come ci spiega l’avvocato Raffaele Garofalo, Presidente dell’azienda: “Il 2021, pur contrassegnato dal Covid, non ha fermato l’andamento crescente del fatturato di gruppo (+9% sul 2020), attestatosi a circa 120 milioni di euro. Abbiamo messo all’incasso le scelte fatte sulla valorizzazione del marchio Fattorie Garofalo, sulla diversificazione di prodotto, andando incontro alle nuove sensibilità del mercato con scelte innovative anche nel prodotto principe, la Mozzarella di bufala Campana Dop, con una linea dedicata alla lavorazione del latte fresco entro le 24 ore dalla mungitura, puntando anche su specialità nate altrove, come la burrata, ma che stanno riscuotendo successo proprio perché ottenute con l’unico latte che trasformiamo: quello di bufala”.

La costruzione di una filiera integrata verticale molto forte, inoltre, si è rivelata altamente strategica anche per attutire gli effetti della crisi generati quest’anno dall’esplosione dei costi, soprattutto energetici ma anche di molte delle materie prime agricole, come i fertilizzanti, aumentati del 150%. “L’autoproduzione di energia elettrica e le politiche di risparmio energetico aziendali, come pure la disponibilità interna di parte dei fertilizzanti, consente di gestire questa fase – precisa il manager – ma alcuni aumenti, come quelli relativi  ai costi di trasporto e di imballaggio, non sono certo facilmente ammortizzabili in questo contesto, poiché dati dal mercato. È augurabile – aggiunge – che le autorità politiche proseguano nell’attività di incentivo al settore al fine di superare questa situazione. È ovvio che in questo contesto le negoziazioni con la Gdo conoscono una minore fluidità rispetto al passato. In prospettiva futura, la nuova sfida da cogliere è riuscire ad offrire un prodotto di qualità contenendo i costi con l’innovazione di processo lì dove possibile”.

A proposito di efficienza energetica, il tema della sostenibilità è quanto mai attuale e necessario per rimanere competitivi sul mercato: cosa sta facendo Fattorie Garofalo in tal senso? Quali sono i propositi già realizzati e quali quelli in via di realizzazione?

Il gruppo Fattorie Garofalo vive il tema della sostenibilità ambientale in maniera trasversale lungo tutta la filiera proprio come reale fattore di competitività e sostenibilità economica. Non a caso in due delle nostre sette aziende agricole abbiamo già installato due impianti a biogas per una potenza totale di 699 chilowatt e una produzione media annua di 5.350 megawattora. Inoltre, sui tetti di due dei nostri tre impianti di trasformazione e su quelli di cinque aziende agricole disponiamo di ben sette impianti fotovoltaici per la generazione di elettricità della potenza di 3.336,1 chilowatt e con una produzione media annua di 2.219,8 Megawattora. Produrre energia – e risparmiarla nei nostri cicli di lavorazione industriale grazie al lavoro anche di ricerca applicata del nostro staff tecnico – ci rende più sostenibili sul piano ambientale e rende il gruppo produttore netto di energia elettrica green per il mercato. Ma da questo punto di vista stiamo sviluppando anche altre iniziative, come il rinnovo degli impianti fotovoltaici di Fattoria Apulia: il nostro obiettivo è quello di rendere ogni azienda pienamente sostenibile.

Quali sono le novità che state sviluppando e che presenterete al mercato nell’anno in corso?

In fase di lancio c’è la Ricotta di bufala Campana Dop per il libero servizio in confezione in carta da 250 grammi, a marchio Fattorie Garofalo, che si aggiunge a quella da 1,5 kg destinata al banco taglio. È una scommessa sul consumatore finale, che ormai sta imparando a  riconoscere il brand e sceglie da solo i nostri prodotti.

Quanto incide l’export sul vostro fatturato? La pandemia ha limitato la crescita di Fattorie Garofalo sui mercati esteri, oppure no?

Come è noto la pandemia in una fase iniziale aveva rischiato di fermare l’export con danni che avrebbero potuto essere irreversibili per una linea di produzione interamente dedicata a prodotti freschi. Ma, grazie a politiche oculate sull’apertura dei mercati, ciò è stato evitato. Oggi possiamo continuare ad affermare che il gruppo Fattorie Garofalo ha avuto come elemento trainante dell’espansione del 2021 le esportazioni di Mozzarella di bufala Campana Dop, cresciute in volumi dell’8%, che hanno raggiunto oltre 40 Paesi in un contesto nel quale l’export complessivo vale circa il 60% del valore della produzione industriale. Motivo per il quale possiamo continuare ad affermare con orgoglio di essere gli ambasciatori della Mozzarella di bufala Campana Dop nel Mondo.

Siete un gruppo di filiera e tale aspetto caratteristico si sta dimostrando un vantaggio in una situazione di mercato non facile: si potrebbe fare meglio?

Si può sempre fare di meglio. Fattorie Garofalo è una comunità di lavoro che si sta aprendo molto sul sociale e sulle iniziative in favore della salvaguardia ambientale e della valorizzazione dei beni artistici e monumentali del nostro territorio: la provincia di Caserta. Il territorio è parte integrante della filiera e deve godere di una buona reputazione perché ne siamo parte. Siamo portatori di valori identitari forti che si materializzano in due prodotti Dop che trovano mercato nel mondo perché sono delle eccellenze dell’agroalimentare italiano. Oggi investiamo anche in questa direzione e con convinzione, esattamente come continuiamo ad investire in sostenibilità e innovazione nella tradizione.