
Leader nazionale nei prodotti da forno, Grissinbon è un’azienda reggiana che da tre generazioni dà vita a prodotti friabili, gustosi e genuini, grazie ad un accurato procedimento di lievitazione e lavorazione. Dai grissini, in cui spiccano i mitici “Fagolosi” e i “Gongoli”, alle fette biscottate fino al pane grattugiato o al Pancarrè, per citare i prodotti a marchio, affiancati da una serie di produzioni destinate alla private label. Ecco perché, da sempre, l’azienda è tra gli espositori di Marca di Bologna. Rossella Lombardo, Business Controller di Grissinbon, commenta la manifestazione rilevando la grande voglia di normalità, che emerge in maniera manifesta, nonostante il periodo sicuramente non semplice. “Siamo qui – ci dice – prima di tutto per esserci, come abbiamo sempre fatto, e dunque per mantenere alto il nostro marchio e presentare la nostra ampia gamma di prodotto alla distribuzione, che può contare su di noi per la propria MDD”. E in effetti questo segmento per l’azienda, ci spiega, incide ormai circa un 50%, grazie anche a dei prodotti a marchio che performano molto bene e hanno raggiunto quantitativi piuttosto importanti. “Vogliamo continuare a puntare molto sul nostro brand, che ci permette di arrivare direttamente dal consumatore – aggiunge – ma la MDD è un servizio molto importante che offriamo alla GDO e che crea anche interessanti economie di scala”.
I clienti sono sia del canale super che del discount ma Lombardo non fa distinzioni in termini di collaborazione. “Non è discriminante il canale – spiega – quanto i soggetti con cui di volta in volta ci si interfaccia, e le loro politiche interne”.
Come stanno andando le vendite sell out?
Bene. Noi andiamo avanti e non abbiamo rallentamenti, anzi. Il vero problema, semmai, è legato ai prezzi.
A tale proposito, avete trovato gli accordi con la distribuzione?
Siamo ancora “in mezzo al guado” e ci sono ancora tensioni in atto. Del resto gli aumenti non sono immediati ma sono legati a determinate tempistiche, per cui in questo periodo i costi sono totalmente assorbiti dall’azienda.
Come ha impattato su di voi l’attuale situazione in Ucraina?
Per noi l’Ucraina era molto importante per l’olio di girasole, più che per il grano, anche se ovviamente anche questo in parte proveniva da lì. Il problema è che comunque la situazione nel Paese ha creato reazioni anche altrove, probabilmente in qualche caso anche di tipo speculativo, ma gli aumenti sono reali e non c’è previsione di rientro.
Sul fronte energetico, per noi la spesa è raddoppiata dallo scorso anno e incide in modo piuttosto importante sul nostro bilancio. Abbiamo linee di produzione molto energivore, legate all’Industria 4.0. E purtroppo l’autoproduzione non rappresenta attualmente una soluzione: se dovessimo installare pannelli non riusciremmo a produrre un quantitativo sufficiente per soddisfare tutta la nostra esigenza anche se sicuramente aiuterebbero ad ammortizzare il costo. Tra l’altro, si tratta di un tipo di installazione che prevede tanti vincoli normativi, anche a livello di spazi necessari.
Cosa augura all’azienda?
Che si stabilizzi la situazione perché al momento non abbiamo ancora capito dove stiamo andando. L’augurio, in particolare è che si riesca sempre a lavorare e a garantire a tutti i dipendenti stipendio e serenità nell’attività lavorativa perché è ovvio che ogni tensione si ribalta sull’azienda e, di conseguenza, sulle persone.









