L’attenzione alla sostenibilità aziendale è inevitabile per una realtà come Pasta Valentini, situata a breve distanza dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi in provincia di Arezzo, nei pressi della riserva naturale di Sasso Fratino inserita dal 2017 dall’Unesco nel “Patrimonio mondiale dell’umanità”.

“La nostra sfida attuale – spiega a GDONews Pierluigi Valentini, Responsabile Marketing dell’azienda  – è quella di tutelare l’ambiente, non solo quello che ci circonda. Da sempre selezioniamo per la maggior parte fornitori a chilometro zero per ridurre i trasporti, l’inquinamento e minimizzare l’impatto ambientale. Siamo inoltre grandi sostenitori dell’economia circolare e in quest’ottica abbiamo lavorato per azzerare gli scarti industriali, recuperandoli e inviandoli a impianti autorizzati per la produzione di biomasse ed energie rinnovabili. Ogni anno destiniamo a questo progetto trenta tonnellate di materiali”.

Altro bene da preservare per l’azienda specializzata nella pasta fresca è quello dell’acqua: “Nei nostri impianti – sottolinea Valentini – tutta quella che viene usata per il raffreddamento è poi recuperata in apposite cisterne, raffreddata e inviata nuovamente in produzione. Questo fra 2020 e 2021 ci ha fatto risparmiare 1,2 milioni di litri di acqua. In un’ottica aziendale sempre più green stiamo cercando di adoperare sempre meno plastiche e siamo già riusciti a tagliarne l’uso del 65%, negli uffici come in produzione”. Per quanto riguarda il packaging infine l’azienda ha da tempo scelto un PET completamente riciclabile: “Una plastica nobile e rispettosa dell’ambiente – afferma Valentini – che può essere facilmente riciclata e utilizzata per la realizzazione di altri prodotti. Come prossimo obiettivo abbiamo anche quello di valorizzare l’uso delle rinnovabili arrivando entro il 2026 a soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno energetico della produzione aziendale”.

Un’idea di sostenibilità e trasparenza che avete deciso di trasmettere anche ad ogni singola confezione grazie alla tecnologia “Blockchain”. Come avete sviluppato questo progetto?

Siamo stati i primi nel mondo della pasta fresca ad adottare questa soluzione. Lo abbiamo fatto per garantire al consumatore, con il massimo della sicurezza, la qualità e l’origine delle materie prime che offre Valentini. Siamo da sempre un’azienda trasparente con la qualità come tratto distintivo e grazie alla Blockchain è stato possibile certificare pubblicamente i valori che ci hanno sempre contraddistinto. Con la semplice scannerizzazione di un Qrcode, presente nell’etichetta di ogni nostra confezione, sarà infatti possibile tracciare l’intero ciclo produttivo e la provenienza di ogni ingrediente utilizzato. Ogni passaggio, dalla materia prima allo scaffale, diventa così tracciabile garantendo al cliente un acquisto sicuro e consapevole. Questo ci permette anche di certificare la collaborazione con i consorzi di tutela DOP, IGP e l’utilizzo di materie prime esclusivamente Italiane, Toscane e a chilometro zero.

Sul fronte dei rapporti con la GDO, come procedono le negoziazioni in questo inizio di 2022 così complicato?

Non stanno sicuramente andando avanti in modo agevole visto che ci stiamo facendo carico di tutti gli aumenti trovando, quando possibile, accordi con chi nella GDO ci riconosce piccoli aumenti per non gravare ulteriormente sulle spalle dei consumatori. Questo anno doveva essere quello della definitiva ripresa ma, a differenza di quanto ci aspettavamo, è iniziato molto in salita per i motivi noti a tutti. C’è stato un incremento importante su tutte le materie prime, soprattutto su farina di grano tenero e uova, ingredienti fondamentali per la produzione della nostra pasta fresca. Gli incrementi però non hanno risparmiato le altre materie prime utilizzate come gli imballaggi primari e secondari, l’energia ed i trasporti.

 

Tutto questo dopo un 2021 notevolmente segnato dalla pandemia, come lo avete affrontato?

Senza dubbio è stato un anno molto complicato per tutti, con chiusure, ripartenze e rincari dei prezzi. Nonostante tutto però per noi è stato positivo, perché in questi dodici mesi non siamo riusciti solo a centrare gli obiettivi che ci eravamo prefissati, ma abbiamo anche visto crescere sia il fatturato italiano che quello relativo all’export che vale circa il 35% del totale e non ha risentito troppo delle conseguenze della pandemia. La strategia che abbiamo utilizzato per affrontare un anno difficile come quello del Covid è la stessa che stiamo adottando anche in questo momento particolare: lavoro duro, investimenti e innovazione. Per quanto possibile cerchiamo di andare incontro alle esigenze del cliente e del consumatore puntando molto sulla differenziazione dell’assortimento e su progetti taylor made creati appositamente. Il tutto mantenendo il nostro prodotto e i servizi che offriamo sempre al massimo della qualità. Siamo convinti che quando le cose torneranno alla normalità tutto questo impegno ci verrà riconosciuto.

Impegno che passa quindi per l’innovazione: “Da pochi giorni abbiamo avviato la nostra seconda linea produttiva per sostenere al meglio i carichi di lavoro. È stato inoltre rafforzato il reparto “Valentini Research” e stiamo sviluppando una nuova linea di prodotti con pasta fresca proteica. Durante l’anno ne lanceremo altri nuovi, sempre freschi  – conclude Valentini –  creati con diverse tipologie di farine; senza carboidrati, senza uovo e ricchi di proteine. Per gli amanti del mangiar sano, del fitness e del cibo salutare, in linea con le aspettative della ‘Generazione Z’ e delle nuove tendenze del mercato”.