Pasta fresca, con la pandemia volano i ricavi. Record per Il Pastaio Srl, traballa il gigante Rana

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Buone nuove per il mercato della pasta fresca in Italia che ha “approfittato” dei cambiamenti d’abitudine dovuti alla pandemia di Covid-19 per crescere in modo significativo: al terzo trimestre 2021 (dati Nielsen) il business del comparto in Italia ha sfiorato i 900 milioni di euro, segnando un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in termini di vendite fra grande distribuzione e discount.  Un mercato florido al cui interno agiscono player molto diversi tra loro, dai colossi del settore ai piccoli legati al territorio: l’analisi di quattro aziende particolarmente significative mostra che, al di là dei numeri da capogiro in termini di fatturato, i piccoli stanno molto meglio, hanno gestioni particolarmente efficienti e una buona solidità, mentre i leader – a partire dal mitico pastificio Rana – sembrano colossi dai piedi d’argilla, con volumi enormi e in crescita ma un peso del debito di dimensioni preoccupanti.

L’emergenza sanitaria, con le conseguenti chiusure dei ristoranti e la vita domestica “forzata”, ha spinto molti consumatori a compensare le uscite a cena con una maggiore gratificazione al tavolo di casa: questo insieme di fattori sociali e psicologici ha spinto ulteriormente le performance di un mercato che già godeva di buona salute. Se non si può andare a cena fuori con gli amici, si cerca di compensare la mancanza delle occasioni di socializzazione e di appagamento del palato preparando a casa un buon piatto di pasta fresca.

A dominare le vendite a livello nazionale sono i grandi marchi come Rana e Fini. Ma a livello locale i consumatori preferiscono le marche legate al territorio e con una forte tradizione.

La migliore performance all’interno di un segmento in salute, nel 2021 l’hanno fatta i tortellini (e altri prodotti affini) che hanno generato il 60% delle vendite di pasta fresca sul mercato italiano e un incremento del 6% in termini di generazione di valore.

E proprio sui tortellini ha scommesso il Raviolificio Scoiattolo, oggi leader nazionale nelle private label (dai tortellini ricava l’80% dei suoi oltre 38 milioni di fatturato) che in questo articolo mettiamo a confronto con altre tre aziende produttrici di pasta fresca: Rana, Fini e Il Pastaio di Brescia. Pastaio (quasi 37 milioni di euro di fatturato nel 2020) che ha investito 3 milioni di euro per una nuova linea di produzione destinata a sostenere ulteriori obiettivi di crescita nella Gdo sia in Italia che all’estero e domina lo scenario con ottimi indicatori in tutti gli ambiti.

Non hanno bisogno di grandi presentazioni i leader assoluti della produzione di pasta fresca, il Pastificio Rana e il Gruppo Fini. Rana ha chiuso il 2020 con quasi 500 milioni di fatturato, ma è quello maggiormente indebitato e a più alto rischio finanziario. Il Gruppo Fini ha segnato ricavi per più di 51 milioni, ha un debito pesante ma ancora sul limite della sostenibilità.  Entriamo adesso nel dettaglio dei numeri per analizzare la qualità della crescita delle quattro aziende selezionate per questo confronto.

La gestione caratteristica degli ultimi 5 anni

Con il supporto della web app BENCHMARK ON LINE di GDONews, utilizzabile completamente dagli abbonati PREMIUM entriamo adesso nel merito delle prestazioni che le aziende hanno inserito a Bilancio 2020 e verifichiamo le singole posizioni debitorie che, nella fattispecie, sono piuttosto interessanti. Alla fine dell’articolo gli ABBONATI avranno a disposizione un file PDF scaricabile con ulteriori dati ed approfondimenti di tipo finanziario sul benchmark in esame. Dal grafico si vede con evidenza la dimensione dei ricavi: è evidente che in termini meramente quantitativi i ricavi del Pastificio Rana (499.099 milioni di euro nel 2020) sono oltre dieci volte quelli generati dal Raviolificio Lo Scoiattolo (38.566 milioni di euro nel 2020).  Più interessante è guardare l’evoluzione registrata dalle quattro aziende negli ultimi cinque anni.

La Tabella 2 mette in luce l’andamento del fatturato in valore assoluto ed i relativi tassi di crescita di breve medio e lungo termine.

In termini di evoluzione del fatturato, la performance migliore è quella del Raviolificio Lo Scoiattolo (ha chiuso il 2020 con una crescita del 14%, nel quinquennio l’incremento complessivo è stato del 50,53% con un picco che ha sfiorato il 100% al terzo anno). Segue Il Pastaio (+ 16,31% nel 2020 ed evoluzione a cinque anni con +66,48%). Terzo in classifica è il Gruppo Fini (+14,52% nel 2020 e +24,28% a cinque anni). Ultimo è il Pastificio Rana che nonostante i valori assoluti maggiori ha registrato un incremento di “soli” 8,69 punti percentuali nel 2020 e del 47,7% nel quinquennio preso in esame. Questo andamento è rappresentato in modo immediato nel grafico seguente:

Ancora più significativo è l’andamento dell’Ebitda: l’indice che misura l’andamento del margine operativo lordo è particolarmente indicativo perché racconta quanto reddito un’azienda produce attraverso la sua gestione operativa. Negli ultimi cinque anni Il Pastaio ha registrato una performance


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