Non è un segreto che per molto tempo si è fatto riferimento alle birre in lattina come prodotti dalla qualità discutibile. Oggi questo pregiudizio è stato sconfitto ed è evidente sia ai professionisti del settore che ai consumatori che la lattina sia il contenitore più adatto a preservare al meglio le caratteristiche organolettiche della birra artigianale di qualità.
Per comprendere meglio i perché di questo cambiamento così importante è necessario fare un passo indietro. La rivoluzione della Birra Artigianale partita alla fine degli anni ’80 negli USA e giunta in Europa una decina di anni dopo, ha iniziato a spostare l’attenzione dei bevitori più attenti dal contenitore al contenuto. La birra artigianale è un prodotto vivo, un prodotto delicato che per esprimersi al meglio del suo potenziale ha bisogno di alcune attenzioni. I tre fattori che influiscono maggiormente sulla sua qualità sono ossigeno, luce e sbalzi di temperatura.
Negli ultimi 30 anni, l’avanzamento tecnologico ha ovviamente riguardato anche l’evoluzione della lattina come contenitore. I materiali utilizzati si fanno sempre più adatti a contenere un prodotto come la birra. Il risultato è un contenitore che protegge in modo eccellente da luce ed ossigeno, mantenendo inalterate le caratteristiche del prodotto.
La lattina si rivela eccellente anche dal punto di vista della logistica, essendo leggera, poco ingombrante e meno soggetta a rottura rispetto alla bottiglia in vetro. Inoltre, dal punto di vista della sostenibilità ambientale, l’alluminio è riciclabile al 100% ed il processo produttivo di una lattina riciclata necessità meno del 10% di energia rispetto a quella necessaria a crearne una nuova. Si tratta di una caratteristica fondamentale perché oggi il consumatore attento è alla ricerca di un prodotto buono, che al contempo abbia un impatto positivo sul pianeta. (Iconico a questo proposito il lavoro di BrewDog con la campagna BrewDog Tomorrow).
Ultimo, ma non per importanza, le lattine sono belle. Una base incredibile per creare etichette uniche che siano di supporto alla costruzione del brand a scaffale prima, nelle case degli appassionati poi. Colori e grafiche in grado di superare anche la barriera di un prodotto non visibile dall’esterno.

ALES&CO
Ales&Co importa e distribuisce in Italia birre artigianali dal mondo. Con lo sguardo puntato sul panorama internazionale, già il 2010 ha sancito l’ingresso in Italia della prima birra artigianale in lattina: Punk IPA. Con la diffusione sempre più ampia e capillare di questo formato tra i birrifici della new wave quanto tra le realtà di stampo più tradizionale, oggi il portafoglio di Ales&Co comprende più di 200 referenze diverse in lattina.
Nel 2018, nel settore ho.re.ca., per Ales&Co le lattine vendute erano già il 36%* del formato a perdere (bottiglia + lattina), percentuale arrivata al 48%* nel 2021. Situazione diametralmente opposta nella grande distribuzione organizzata dove, al 2018, le referenze in lattina rappresentavano solo il 5%* delle referenze listate. Il 2021 ha segnato un balzo in avanti del formato, che oggi rappresenta il 38%* delle referenze Ales&Co listate.
Dati influenzati sicuramente dall’evento pandemia che ha causato un cambiamento nelle abitudini e nei luoghi di consumo, e in cui è cresciuta ancora di più l’attenzione per la qualità del prodotto e per il suo impatto sull’ambiente.
CONCLUSIONE
Nel corso degli ultimi 10 anni, la birra in lattina è riuscita a cambiare il proprio status. Una crescita tecnologica, supportata da una presa di coscienza da parte di consumatori ed operatori del settore che si è tradotta in una maggiore cura nei confronti della birra artigianale ed in un’opportunità di mercato da non sottovalutare.
Contatti
Natascia Tion – Sales&Marketing Manager: natascia@alesandco.it
Francesco Licchelli – Off Trade Manager: francesco@alesandco.it
Sito web: www.alesandco.it
*Fonte: dati interni Ales&Co













