Il packaging non è solo un involucro per proteggere e conservare correttamente gli alimenti, ma rappresenta un vero e proprio espediente narrativo per raccontare il prodotto, i suoi valori e le sue caratteristiche. La “confezione” della pasta di semola può così assumere il ruolo di case history generale.
Tradizione ed innovazione si intersecano in un binomio indissolubile: nell’immaginario collettivo, anche internazionale, la pasta è il prodotto alimentare sovrano della dieta mediterranea e della cucina italiana. La pasta significa gusto, ma anche convivialità e famiglia. La pasta racconta la nostra identità di popolo, richiama i ricordi dell’infanzia. Prodotto “emozionale” e simbolico come pochi altri. E la pasta durante tutta l’emergenza dettata dalla pandemia ha rappresentato un “bene rifugio”, con un settore che ha visto crescere la produzione del 25%.
E’ tutto un mondo che deve essere compreso nel packaging di un prodotto vincente, a prescindere dalla fascia di mercato che intende penetrare e rappresentare, più o meno mass market. Non dimentichiamo che un’altra fondamentale funzione del packaging è quella di orientare le scelte del consumatore. In questo quadro complessivo rientra il concetto di sostenibilità, che ormai investe ogni prodotto della filiera alimentare e da cui nessun player di mercato può più prescindere. La sostenibilità nel packaging si declina essenzialmente in due macro categorie: rappresentazione di ingredienti di eccellenza e tracciabili; confezione riciclabile o con materiali di minor impatto ambientale rispetto alla plastica. Peraltro, il cliente deve potersi fidare del prodotto, “toccarlo con mano” e quindi vederlo: il pacco di pasta diventa più leggero, con una minore incidenza dell’involucro rispetto al prodotto stesso.
Nella confezione gli ingredienti e la loro provenienza devono essere chiaramente indicati, così come i tempi di cottura. Quest’ultimo elemento è così sensibile agli occhi del consumatore che un brand come Garofalo ha fatto del minutaggio di cottura il segno grafico distintivo di una sua recente campagna di
marketing, i Fusilloni 13 minuti Limited Edition, con il numero 13 gigante impresso sopra la confezione. L’azienda ha comunicato che l’operazione è stata ispirata dalle richieste degli stessi consumatori, i quali lamentavano una scarsa leggibilità del tempo di cottura sulla confezione precedente (un esempio di come un corretto customer care possa contribuire all’innovazione di prodotto ed alle strategie di marketing). Anche il valore di prodotto italiano, di “grano italiano”, che investe non solo la qualità costitutiva della pasta, ma anche la filiera e quindi le aziende fornitrici, i “produttori italiani”, è alla base di ogni strategia di marketing e ben visibile nel design delle confezioni.
Addirittura Barilla ha lanciato la campagna “Insieme sotto il cielo d’Italia” in cui gli utenti fotografano il pacco di pasta contro lo sfondo azzurro del cielo in tutte le regioni italiane: il cielo è azzurro come è azzurra la tinta della nuove confezioni che prima erano colorate di un tono blu scuro.
Altro tratto distintivo, richiamato nel packaging attraverso slogan e pay off, è quello della modalità di produzione, della lavorazione. Vero punto di forza di brand come Rummo e De Cecco. Sulla confezione di pasta Rummo la scritta “lenta lavorazione”, vergata con un font in corsivo dal gusto retrò (per evocare l’artigianalità del prodotto) campeggia in bella vista.
Analogo discorso per De Cecco, ma con il claim “lenta essicazione”. Sul fronte dei materiali, mentre alcuni brand storici e maggioritari sul mercato come De Cecco, Barilla, Voiello, sembra non puntino più di tanto all’innovazione per il packaging della pasta di semola (mentre qualcuno di loro lo fa per le tipologie considerate più green come le gluten free o cereali ), i produttori più di “nicchia” scelgono una revisione significativa della confezione.
E’ il caso del nuovo packaging Felicetti, in carta naturale di pura cellulosa, con trattamento termosaldante a base sintetica ad acqua, certificata FSC e PEFC, proveniente da foreste gestite responsabilmente, riciclabile al 100%.
Certo è che la continua evoluzione dei gusti dei consumatori, la loro influenza sul prodotto, e quindi del mercato, comporta e comporterà per le aziende un processo di “restyling continuo” del packaging ed un legame sempre più stretto dello stesso con le strategie di marketing e le campagne di advertising.









