Effetto COVID-19: in Inghilterra Tesco e Sainsbury crescono più di Aldi

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Per la prima volta in un decennio le due più importanti catene GDO del Regno Unito hanno incrementato le vendite ad un ritmo più rapido rispetto al discounter Aldi, grazie allo stimolo della pandemia di coronavirus.

Secondo Nielsen nelle 12 settimane terminanti il 16 maggio le vendite di Tesco sono aumentate dell’11,7% e quelle di Sainsbury sono cresciute dell’11% su base annua. Le vendite ad Aldi, il più grande dei due discount tedeschi che operano nel Regno Unito, sono aumentate del 10,1%. Lidl, però, si conferma leader degli incrementi delle vendite con un 13,8%.

Nielsen ha spiegato che un UK, come in Italia e come in tutto il mondo, è diminuita la numerica degli scontrini del 24% con un incremento del valore della spesa pari al 45%.

A parte i valori degli scontrini più elevati, è probabile che il principale motore di crescita di Aldi e Lidl siano stati i nuovi negozi. Aldi ha aperto più di 40 punti vendita nell’ultimo anno, portando la sua rete totale a 875.

Nessuna delle due società offre la spesa online, sebbene Aldi abbia recentemente avviato una sperimentazione in un piccolo numero di negozi in cui il suo personale preleva gli ordini online e Deliveroo li consegna ai clienti.

Tesco e Sainsbury’s hanno raccolto il successo delle vendite soprattutto grazie al potenziamento delle loro attività di consegna a domicilio e del Click&Collect. Entrambi hanno effettivamente raddoppiato il numero di ordini che possono spedire in una settimana assumendo migliaia di pickers e camionisti extra – sebbene entrambi riconoscano che nonostante ciò non sono riusciti a soddisfare l’altissima domanda.

Curioso un aspetto del mercato inglese: Asda e Wm Morrison hanno aumentato, anch’esse, i ricavi derivanti dalle consegne online, ma con minor incremento perché prive dell’offerta di minimarket, il formato che ha prosperato anche durante la pandemia.

Nel complesso, la spesa online rappresenta circa il 13% delle vendite totali, secondo Nielsen, rispetto al 7% circa prima che Covid-19 colpisse. La maggior parte degli analisti pensa che una volta che la pandemia si risolverà, la percentuale diminuirà leggermente, ma rimarrà più alta dei livelli precedenti.

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