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La confusione attorno a Auchan – Conad. Facciamo il punto ad oggi

In una nota dei lavoratori di Auchan e SMA, da noi pubblicata lunedì, in contrasto con le dichiarazioni di Conad, veniva lamentata poca chiarezza da parte dell’acquirente circa lo stato dell’essere dell’azienda, delle sue perdite e delle clausole esistenti nel contratto di compravendita. Premesso che le clausole di un contratto non devono essere cosa pubblica e che le dichiarazioni riportate dai lavoratori sono loro affermazioni la situazione non è comunque chiara.

Dall’altro lato Conad (Fonte Corriere della Sera) ha dichiarato, dopo l’ultima riunione al MISE, che il Gruppo francese ha perso oltre 800 milioni nell’ultimo triennio e nel 2019 la situazione è peggiorata ulteriormente al punto che le perdite sarebbero di 1,1 milioni al giorno.

Cosa è successo quindi al MISE?

Nel sito del Ministero dello Sviluppo Economico è pubblicato il verbale della riunione Conad con data 31 Ottobre. Il tavolo è stato presieduto dal Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial e dal Sottosegretario di Stato Alessandra Todde; erano presenti Chiara Cherubini della Struttura per la Crisi d’Impresa, Carlo Bianchessi per la Regione Lombardia, Sergio Imolesi e Paolo Condini, rispettivamente Segretario Generale e Responsabile HR dell’Associazione Nazionale Cooperative Dettaglianti Conad e l’avvocato Baroni di PWC. Hanno inoltre partecipato le OO.SS. di Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil, Ugl Terziario, unitamente alla RSU. L’avv. Baroni ha presentato le linee guida e il cronoprogramma del piano industriale, che prevederebbe la nomina di un nuovo CDA e di nuovi organismi di controllo, oltre alla revisione delle deleghe operative e soprattutto, una accelerazione dei tempi delle tappe del processo di transizione, rispetto a quanto annunciato nel corso del precedente incontro del tavolo ministeriale, che si concluderà entro il 31 dicembre 2020. Ha inoltre annunciato il cambio di denominazione sociale da Auchan S.p.A. in Margherita Distribuzione S.p.A. per gestire la fase di transizione come adempimento contrattuale nei confronti di Auchan Holding. Ha ricordato che per la cessione dei primi 109 punti vendita è stato raggiunto un Accordo in sede di procedura ex art 47 L. 428/90 con una sola organizzazione sindacale. I punti vendita che entrano in Conad saranno 154, il 56% della rete totale. Sono in corso trattative per alcuni dei punti vendita rimanenti, alcune in stato più avanzato di altre. Anche sulla tenuta occupazionale ci sono degli adattamenti da sostenere secondo Conad. Le Organizzazioni Sindacali hanno sottolineato la mancanza di condivisione riguardo ai passaggi del piano industriale ed hanno chiesto dettagli sulla mappatura territoriale dei punti vendita in cessione ad operatori terzi e sugli operatori in trattativa o che hanno manifestato l’interesse, nonché sulle ristrutturazioni dei punti vendita di grandi dimensioni, sulla sede, sulle attività di logistica e in generale su come verrà gestito il rapporto con operatori terzi che svolgono servizi per i punti vendita della rete e il relativo impatto occupazionale di tutti questi passaggi per tutti i punti vendita sul territorio, rispetto a tutte le operazioni del passaggio.

Il sottosegretario Todde ha precisato che il piano presentato ha bisogno di un lavoro di approfondimento prima di arrivare a fare dichiarazioni di esubero ed ha annunciato che a breve ci saranno interlocuzioni dirette del Governo con la proprietà.

L’ing. Sorial ha concluso l’incontro chiedendo all’azienda di fornire il perimetro territoriale dei punti vendita oggetto di cessione a Conad e ad operatori terzi, e anche dei punti vendita oggetto di ristrutturazione. Ha sottolineato che il MiSE non acquisisce i numeri riguardanti l’occupazione come una dichiarazione di esubero ma solo come segnalazione di un problema rispetto al quale bisognerà lavorare congiuntamente per trovare una soluzione condivisa.

Nel sito della Lega Coop si legge qualche ulteriore dettaglio: “Lo stato della rete Auchan è di “grave crisi” che si è manifestata in modo significativo negli ultimi 3 anni con perdite accumulate per oltre 800 milioni nel triennio (1,1 miliardi di gestione caratteristica) e dovute a: calo delle vendite, disaffezione crescente della clientela, mancanza di investimenti, presenza di punti vendita di grandi dimensioni con costi insostenibili, costo del lavoro e affitti degli immobili molto al di sopra delle medie “di sostenibilità” del settore, scelte manageriali inadatte alle caratteristiche del mercato italiano. Il deterioramento della rete e della relazione dell’insegna con i consumatori è così rapido che nel 2019 la situazione è peggiorata ulteriormente (-6,7% dei ricavi rispetto al progressivo di settembre 2018) e oggi la rete Auchan fa registrare perdite di esercizio per 1,1 milioni al giorno. Per questa ragione Conad ha accelerato quanto più possibile la messa a punto della chiusura dell’acquisizione e la preparazione di un Piano Industriale per il “salvataggio” dell’impresa e la salvaguardia e la tutela del lavoro nella rete Auchan. Il Piano, elaborato in brevissimo tempo e che ancora deve accogliere le possibili determinazioni della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, offre all’azienda la reale possibilità di “invertire la rotta” e tornare a crescere, rilanciando le proprie attività ed offrendo alla grande maggioranza dei suoi dipendenti continuità di lavoro, inseriti in un modello operativo, quello Conad, che, negli ultimi anni, ha fatto registrare una crescita costante.”

Lunedì GDONews pubblicherà, in due puntate, l’analisi dei Bilanci delle società SMA Spa e Auchan Spa negli anni 2017 e 2018, per comprendere in maniera chiara la dinamica delle perdite accumulate dal gruppo Francese e le sue principali cause. Non è certo possibile entrare nel merito delle clausole di un contratto che non può e non deve essere reso pubblico (quello di compravendita) così come oggi non si possono confutare i numeri delle perdite dichiarati da Conad nel 2019. Ma se analizzano con attenzione i Bilanci delle società sino alla fine del 2018 un bel pezzo di verità inopinabile verrà a galla.

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3 COMMENTI
  1. Paola

    Dispiace molto per una parte del personale , perché perdere il posto di lavoro e’ motivo di grande dolore e sofferenza.
    Ma tutti quelli che commentano sono ciechi o fanno finta…..Auchan era un carrozzone dove c’erano dei dirigenti incompetenti mai rimossi ( spesso Francesi ma molti Italiani) e alla base una buona parte dei buyer che erano arroganti , prepotenti e corrotti.
    Hanno vessato l’industria in ogni maniera e ne hanno fatte di tutti i colori . Tutti dico tutti lo sapevano e allora adesso ci si dispera.
    Ma chi oltre a Conad poteva salvarne un gran numero di dipendenti ?? solo un pazzo , perché tutti sapevano come funzionava Auchan.
    4 bellimbusti di buyer che a novembre chiamavano l’industria e dicevano : mi dai i soldi per chiudere l’anno o ti butto fuori assortimento.
    Se vanno a casa un po’ di queste persone interne di sede , hanno quello che si meritano , molti all’interno di Auchan sapevano e hanno sempre taciuto e allora adesso si lecchino le ferite

    1. Luca Tancredi

      Gentile signora Paola i “4 bellimbusti di buyer che a novembre chiamavano l’industria e dicevano : mi dai i soldi per chiudere l’anno o ti butto fuori assortimento” secondo lei lo facevano perché si divertivano o perché veniva chiesto loro? Ecco, giusto per dovere di cronaca non appena i francesi sono scappati ai “quattro bellimbusti” è stato chiesto di chiedere ai fornitori il 20% di sconto sullo “scaduto” di agosto, così …. giusto per rimarcare il cambio di corso….Se invece vuole alludere al fatto che alcuni buyer chiedessero “regalini” ai fornitori perché questi non hanno denunciato? Forse perché anche a loro faceva comodo che il “carrozzone” andasse avanti (con le regine, i suoi fanti, i sui re….)? Mi permetto solo che il suo godimento al pensiero che circa 6000 famiglie si possano trovare senza stipendio grazie all’accordo irresponsabile tra Auchan e Conad è quanto meno discutibile….. però se lei si diverte così è una persona fortunata… perché in questo momento occasioni di svago non le dovrebbero mancare…. cordialmente. Luca

  2. Alex

    Buongiorno,
    Da osservatore interessato, seppur indirettamente alla vicenda Conad-Auchan, ho letto con attenzione il vostro articolo odierno, come pure tutti quelli precedenti in oltre a diversi approfondimenti e comunicazioni ufficiali sulla vicenda.
    Fatti concatenati e incastrati ad un ritmo assai serrato, che secondo la mia opinione hanno praticamente smantellato in 6 mesi o poco più una country intera (bene/male… vedremo).

    Che la ristrutturazione Auchan fosse necessaria era evidente ormai sin da inizio decennio: risanamento conti economici, politiche commerciali non vincenti (0 local/ compagnia telefonica/ private label volte solo al ribasso / mancanza di aree ristoro e mancato inseguimenti nuovi trend commerciali / crm obsoleto) abbattimento costi sede, ridimensionamento maxi superfici non più produttive, revisione degli organigrammi in store ed in sede*.

    *Paola, l’atteggiamento che lei ha lamentato nei Buyer col suo commento ne è insieme causa e sintomo, tuttavia dopo qualche anno di retail non mi stupisce ne sorprende affatto.

    —- Ad un recente convegno (retail forum 2019 organizzato Proprio da GDO Week al IlSole24Ore) il sig. Pugliesi si era espresso proprio citando la creazione di un nuovo format “Spazio Conad”, forse questo sarà il futuro degli Ipermercati non ancora convertiti?

    Se così non fosse e se l’operazione si arrestasse al punto odierno (15 novembre) con una potenziale perdita di 3000/6000 posti di lavori, allora si: molti dubbi e critiche potrebbero emergere. Di fatto si tratterebbe non di salvataggio, non di acquisizione, ma di un affare simile allo sciacallaggio nella quale gli Italiani portano a compimento un’operazione di cui la proprietà francese non ha voluto farsi carico.

    Se così si concludesse la faccenda, aggiungeremmo un’altra pagina oscura nella solita storia Italiana: gli occhi del MISE avremmo assistito alla cessione indiretta dell’azienda (senza approvazione preventiva Antitrust/ se sono ben informato), cessione degli store fruttiferi ai soci locali interessati (senza aver Definito nel dettaglio modalità e per ora non proferendo parola su quanto incassato/ se sono ben informato), abbandono di sede, cedi e store infruttiferi nel nuovo Contenitore (società creata ad hoc).

    E ora Cosa avverrà a chi resta nel contenitore ? Incentivo all’esodo per molti , solidarietà … e poi?

    Quanti soldi ci sono nel contenitore? Il miliardino di euro preso da Auchan (se vero), quanto perso negli esercizi Auchan (credo meno di un milione al giorno, su!), quanto preso dai soci Conad locali durante cessione supermercati.

    Operazione molto veloce, senza che MISE abbia (se son ben informato) designato un commissario adhoc per vigilare sull’intera vicenda e senza tutta la chiarezza del caso.

    Confidiamo in un bel finale degno del Business Model Conad, tuttavia non so se poter altrettanto confidare nel business model del finanziere coinvolto:

    1- desidera un cappello colmo delle cifre pocanzi citate senza i “debiti” riguardanti quelle 3000/6000 risorse, chiudendo operazione a breve termine (entro il 2020?) e aprendo la crisi chi è rimasto sulla barca. Ma
    2 – proseguire fino in fondo nel risanamento aziendale anche degli ultimi store improduttivi con una strategia a medio termine?

    Io non so.

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