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Spazio Conad il nuovo concetto di Ipermercato: sarà efficace?

Francesco Pugliese, Ad di Conad, al Consumer&Retail Summit tenutosi il 1 Ottobre ed organizzato dalla Business School del Sole 24 Ore, ha dichiarato che gli ex Ipermercati Auchan si chiameranno Spazio Conad e saranno saranno caratterizzati da una rilevante offerta di freschi, ma sarà soprattutto un contenitore di prodotti e servizi per i consumatori che avrà come start up il Gennaio 2020.

Ha poi fatto una dichiarazione che ci sembra interessante: il riferimento su cui poggia l’obiettivo è il modello Tesco che oggi ha in sé un’importante rete di servizi con cui produce una gran parte del fatturato aziendale. Sembra di capire che il progetto di Conad si basi sulla miglior coniugazione tra l’attuale progetto delle singole cooperative (che nel frattempo si stanno unificando) e quello che fu di Auchan fatto della tipica offerta del formato Ipermercati.

Alla base di tale struttura di gestione si posizionano i Cedi, in strategica ed opportuna diminuzione, che dovranno integrare una parte di assortimento per poter procedere alla gestione degli Ipermercati. La miglior configurazione, come prevedibile e da Conad praticato già da tempo non sospetti, è quella di fare a meno di una buona parte del assortimento no food, oramai desueto, per dare più spazio al territorio soprattutto in riferimento ai freschi.

L’area vendita utilizzata per la parte food, probabilmente, sarà di dimensioni contenute, a differenza di Tesco che, invece, propone eccezionali dimensioni sui formati Extra (Iper). I formati, è stato dichiarato, saranno di 6-8 mila metri quadrati secondo i bacini di utenza approcciati. Relativamente ai servizi Pugliese ha spiegato che “La nuova insegna che aggregherà prodotti e servizi rivolti principalmente alle famiglie, sarà una piattaforma che raggrupperà entro la fine del 2020 servizi bancari, assicurativi, energia e viaggi”.

Noi di GDONews rimaniamo decisamente incuriositi dalla strategia indicata sperando, per Conad e per il mercato in generale, che abbia il successo che merita. L’Ad della cooperativa bolognese è uomo esperto e capace, e ad oggi il suo più grande merito è senza dubbio quello di aver convinto tutte le anime della cooperativa della bontà del progetto investendo su di esso, ed allo stesso tempo di portare ad una netta concentrazione dei Cedi, assolutamente indispensabile per attuare una strategia così complessa ed importante. Il problema degli Ipermercati non era e non è Auchan, semmai si tratta di un oramai logoro rapporto tra tipo di offerta e consumatore.

Nel tipo di offerta, il famoso contenitore, giocano un ruolo importante la posizione delle strutture da un lato ed i costi di gestione per l’altro. Il mercato italiano, ma anche quello anglosassone, è sotto l’assedio dei discount che stanno trasformando, con un potente effetto domino, tutto il mercato nazionale. In Inghilterra proprio Tesco ha prima pensato di proporre in offerta, sulle testate di gondola, una numerica di referenze pari all’intero assortimento di un discount, e lo scorso anno ha addirittura creato una propria insegna di convenienza che oggi sta portando risultati decisamente inferiori alle attese, per non dire preoccupanti.

Il tema è che il modello Tesco (ma anche Sainsbury’s ed in Francia Carrefour) oggi, in questo momento storico e con i movimenti in corso, potrebbe essere meno efficace che in passato in Inghilterra o, peggio, non lo sia affatto in Italia. I servizi per i cittadini (bancari? assicurativi?) a completamento di un assortimento Conad potranno compensare i costi che le strutture si dovranno sobbarcare? Sarà una bellissima sfida che, se vinta, porterà allo sdoganamento di un nuovo modello di efficienza e, chissà, ad una trasformazione del mercato in senso contrario a quella che sta prendendo (praticamente in tutta Europa).

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

Q COMMENTO
  1. Lorenzo

    Ne è passata di acqua sotto ai ponti, dagli ipermercati Pianeta degli anni ’90 (senza mai spingere troppo su questo format), alla partnership con Leclerc per acquisire competenze anche nel no food, fino ai giorni nostri, con la dicitura anonima ma non per questo negativa “ipermercato” alla prossima denominata Spazio.
    Diciamo subito che non è una rondine (o per meglio dire una margherita) a far primavera, Conad già alcuni anni fa provò ad entrare nel mercato della telefonia mobile assieme ad Auchan e Carrefour. Gli esiti furono abbastanza deludenti, tanto da abbandonare subito il progetto. Il fulcro della questione è sempre lo stesso, ovvero o ci si crede veramente nei progetti in cui si lancia, dedicando una struttura competente che si possa dedicare allo sviluppo di queste idee, oppure è solamente acqua sul fuoco. Coop, da sempre in primafila in questi progetti, si sta defilando. L’auspicio, come sempre in questi casi, è che stavolta sia la volta buona e che il pacchetto di servizi e novità di Conad vada nella giusta direzione.

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