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Vi ricordate la guerra tra Coop ed Esselunga nel Modenese? Ora è finita. O forse no

Coop Alleanza ha esercitato concorrenza sleale contro Esselunga, facendo ostruzione per impedire alla catena di supermercati della famiglia Caprotti di aprire due nuovi punti vendita nel modenese. Lo ha confermato la Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Bologna, condannando il colosso cooperativo a pagare 100mila euro per spese legali. Quasi nulla rispetto ai 57 milioni richiesti da Esselunga, ma per gli eredi di Bernardo è comunque una mezza vittoria: dopo vent’anni di scambi d’accuse, carte bollate, provvedimenti dell’AGCOM e sentenze della giustizia amministrativa, ora anche il Tribunale ordinario ha giudicato illecito il comportamento di Coop.

Il braccio di ferro, infatti, va avanti dal 2010 (ne parlammo qui).  Ossia da quando Esselunga, intenzionata ad aprire un nuovo supermercato di medie dimensioni all’interno del comparto dell’ex Consorzio Agrario, nei pressi della Stazione Centrale di Modena, si vide mettere i bastoni tra le ruote proprio da Coop, proprietaria di un punto di distribuzione nelle vicinanze, che riuscì infatti a mettere le mani su 6mila metri quadri di terreni, divenendo comproprietaria del Comparto e bloccando di fatto i piani di costruzione per diversi anni.

E qualcosa di simile si ripeté poco dopo anche a Vignola. Nella città delle ciliegie, infatti, Esselunga intendeva avviare una struttura di 2.500 metri quadrati in diretta concorrenza con un punto vendita Coop situato nelle immediate vicinanze, ma anche in quel caso la catena di distribuzione si intromise per bloccare l’ingresso dei concorrenti.

Comportamenti che nel giugno 2012 portarono l’Antintrust a comminare una sanzione all’allora Coop Estense per “abuso di posizione dominante a fine escludente” ai danni di Esselunga (qui il nostro articolo). L’anno successivo il Tar del Lazio, su ricorso di Coop, annullò la sanzione attribuendo la mancata apertura dei supermercati della famiglia Caprotti a meri impedimenti amministrativi, ma nel 2014 il Consiglio di Stato ribaltò nuovamente la sentenza, affermando la validità della sanzione di 4,6 milioni di euro ai danni di Coop.

Forte di quest’ultimo pronunciamento, Esselunga tre anni fa ha fatto causa a Coop Alleanza 3.0 chiedendo un risarcimento di 57 milioni e 507mila euro per i danni subiti. Danni ipotizzati attraverso parametri tecnici e finanziari e in base a “mancati margini economici netti” che però non sono sostenuti da prove adeguate. O almeno così la pensa il Tribunale di Bologna, che da una parte ha condannato Coop per concorrenza sleale, ma dall’altra ha rifiutato la domanda di risarcimento di Esselunga.

Per i giudici, infatti, “Agcom e il giudice amministrativo hanno puntualmente riscontrato una condotta restrittiva della concorrenza da parte di Coop Estense consistita in un’unica grave ed articolata strategia escludente posta in essere ai danni di Esselunga, continuata nel tempo e volta proprio ad ostacolare l’avvio dei nuovi punti vendita dell’attrice nella provincia di Modena. Le decisioni in esame hanno altresì accertato che la strategia di Coop Estense era idonea a provocare un danno ai consumatori in termini di minore pressione concorrenziale ed a limitare il dispiegarsi di una concorrenza effettiva. Si è inoltre chiarito che il comportamento di Coop Estense ha avuto un’efficienza causale inequivoca nell’interruzione del procedimento amministrativo volto a consentire l’apertura di nuovi supermercati per Esselunga, ostacolando l’insediamento della concorrente”.

Ma il danno lamentato è risultato privo di “adeguato supporto probatorio”, e quindi “la domanda non può essere accolta”. Di conseguenza, Coop è stata condannata a pagare solo il 50% delle spese di lite, ammontanti a poco più di 100mila euro.

Esselunga farà appello?

 

[fonte Repubblica BO]

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