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Le francesi in Italia non brillano, Carrefour e Auchan entrambe con EBITDA bassi in alcuni casi negativi, ed una soffre di più. Ecco i confronti

Nel presente articolo si approfondisce la parte dei Bilanci relativa all'EBITDAR di Carrefour, Auchan e Coop Alleanza 3.0. Dopo aver studiato con attenzione le voci di Bilancio che producono i ricavi necessari per coprire i costi, ed in particolare quello del personale, oggi ci concentreremo sui margini al netto nei degli ammortamenti e degli affitti. L’analisi presenterà il benchmark con il format Discount.  Lo studio è realizzato dal Dott. Giuseppe Di Napoli senior partner della società Obiettivo Valore Srl, in collaborazione con il dott. Andrea Meneghini.   La lettura è riservata ai soli abbonati che sottoscrivendo l'abbonamento avranno la possibilità di leggere e studiare tutte le analisi precedenti, inclusa quella in quattro puntate dei Discount, pubblicata nel mese di Novembre.

 

La scorsa settimana abbiamo approfondito l’esame dei costi dei servizi e quello, importantissimo, del lavoro dei Gruppi Carrefour, Auchan e Coop Alleanza 3.0, verificando come la redditività per dipendente sia uno dei maggiori punti deboli del loro tipo di business. Per dare una dimensione di differenziazione rispetto al business posto in essere dai principali attori del format Discount, accenneremo anche alle differenze che corrono nell’incidenza dei costi tra loro. E’ palese che le aziende che competono in maniera profonda nel business degli Ipermercati debbano affrontare costi decisamente maggiori rispetto a chi si rivolge all’offerta di convenienza, ma nella comparazione che si andrà svolgendo si deve sempre tenere presente che il vero punto debole dei grandi formati è il fatturato, che crescendo e raggiungendo la dimensione ottimale potrebbe migliorare la redditività per dipendente e condurre ad una minor incidenza del costo del personale e in generale dei rilevanti costi di struttura sul fatturato.

Andando a sottrarre dal Margine Commerciale i costi dei servizi e quelli del lavoro si arriva a quello che, in gergo amministrativo finanziario, viene chiamato EBITDAR (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, Amortization and Rent), ovvero quel margine che misura la qualità del business al netto dell’importante investimento della rete dei negozi e che è diverso dall’EBITDA per la semplice ragione che in esso mancano ancora le spese per affitti e noleggi (Rent), molto rilevanti per questo tipo di business.

In pratica vogliamo dare comprensione al lettore circa il valore delle risorse che rimangono nelle disponibilità delle aziende prima di affrontare gli ingenti costi strutturali degli affitti e noleggi e degli ammortamenti immobiliari e, di conseguenza, anche quelli della gestione finanziaria.

Ancora una volta, per dare una chiara dimensione dei diversi modelli di business, ricordiamo quale era la disponibilità dei maggiori player del discount prima di affrontare i costi che portano all'Ebitda.

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Dott. Giuseppe Di Napoli

Consulente di direzione con 20 anni di esperienza nell’area Finance di industrie e aziende della GDO italiana. E’ stato uno dei più giovani membri del board nazionale dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (aiaf, 45 anni di attività, 1.000 associati), per la quale ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area Valutazione d’Azienda e di Business. E’ Autore di numerosi saggi in tema di Valutazione d’Azienda e Rischio Finanziario. E’ docente in materia di analisi finanziaria. Supporta la direzione finanziaria e la direzione crediti delle aziende clienti, curando fra l’altro lo sviluppo di modelli di calcolo del rischio finanziario di clienti e fornitori strategici.

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