
Eurospin, il leader di mercato, superati i costi dei servizi e quello del lavoro si trova con una disponibilità in valore assoluto pari a 456.705 milioni di euro, Lidl con 388.075 milioni di euro, MD Spa con 188.953 milioni di euro e Penny Market con 96.006 milioni di euro.
In termini dimensionali esistono sicuramente differenze tra le varie aziende (ovvero sia quelle che si cimentano nel format Iper qui analizzate che quelle che si cimentano nel format Discount) però tutte, esclusa Penny Market, stanno tra i 2 ed i 5 miliardi di euro (Eurospin) di ricavi. La media è nettamente intorno ai 3-3,5 miliardi di euro.

Le aziende che si cimentano nel canale Iper e supermercati come Auchan, Carrefour e Coop Alleanza 3.0 presentano EBITDAR nettamente inferiori alle precedenti, e nello specifico si passa dai 162,44 milioni di euro di GS ai 43,18 milioni di euro di Auchan, come da tabella 1.

In valore percentuale si passa da una media del 9,1% dei ricavi delle aziende protagoniste del format Discount ad una del 4,1% riferita alle aziende Carrefour, Auchan e a Coop Alleanza 3.0, esclusi gli aggregati. In particolare è preoccupante la disponibilità del Gruppo Auchan, che appare particolarmente esigua a questo livello del Bilancio (2,2% di Auchan Spa e 2,5% di Sma Spa).

Qui si comprende la differenza delle forze in campo: il mass market retail vive di competitività che si concretizza sicuramente in qualità dell’offerta (prodotti, prezzi, promozioni, etc) e qualità dei servizi (qualità del personale, dei servizi, etc) ma la forza economica che una organizzazione può portare sul mercato per acquistare le migliori posizioni, in un mercato maturo come il nostro, è un valore aggiunto eccezionale.
Spese per affitti e noleggi
Le spese per affitti e noleggi comprendono sicuramente gli affitti o i canoni di leasing dei locali che rappresentano la maggior parte dei costi oltre ad altre voci significativamente inferiori. Il modello di business degli Ipermercati e grandi supermercati comporta, per definizione, investimenti molto rilevanti in termini strutturali e le conseguenze sono evidenti.

se le spese per affitti e noleggi del modello discount sono in media di 65-70 milioni di euro (da 46 milioni di euro di Eurospin agli 82 milioni di Penny Market) quanto emerge dalla presente analisi è nettamente differente: la GS Spa, focalizzata prevalentemente nel business dei supermercati e superstore, ha presentato a Bilancio spese per affitti e noleggi pari a 105 milioni di euro (tabella 1).

SSC Srl ha presentato a Bilancio costi per 96 milioni di euro e Dì per Dì pari a 32 milioni di euro. Le spese per affitti e noleggi di Coop Alleanza 3.0 sono le più rilevanti di tutti, dato che raggiungono i 127 milioni di euro come da Bilancio del 2017. Auchan Spa ha invece avuto spese per affitti e noleggi pari a 34 milioni, mentre Sma Spa per 64 milioni.

EBITDA
L’EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization ovvero “utili prima degli interessi, delle imposte, delle svalutazioni e degli ammortamenti”) è la principale misura reddituale delle aziende, che esprime la capacità di generare reddito dall’attività operativa, senza tenere conto degli effetti della politica degli Investimenti (tramite gli ammortamenti), di quella dei Finanziamenti (tramite gli oneri finanziari) e di quella Fiscale (tramite le imposte). In quanto neutrale rispetto a tali politiche, risulta l’indicatore più adatto per comparare i risultati di aziende che operano in uno stesso settore e addirittura per stabilire quanto valgono queste aziende, attraverso i cosiddetti multipli dell’EBITDA.
Quindi siamo arrivati al punto del Bilancio dove possiamo già essere in grado di riconoscere quali sono le aziende che generano reddito e quali no, e più nello specifico chi tra esse è capace di generare più reddito.
All'interno del gruppo Carrefour la Dì per Dì Srl è sicuramente un'azienda in grado di generare reddito: il valore del 5,6% di EBITDA la porta ad essere riconosciuta come una società in grado si saper fare business nel mondo del mass market retail.

GS Spa, attraverso la complicata gestione delle attività intra gruppo data la centralità che assume davanti all’industria e non solo, genera un reddito non sufficiente ad affrontare gli ulteriori costi della gestione: un EBITDA pari al 1,5% è da considerare molto basso se esiste, alla fine dei conteggi, una politica finanziaria e di ammortamenti di una minima rilevanza, come nel caso dell’azienda in questione.
SSC Srl presenta un EBITDA già negativo (-1,9%) a riprova che il business degli ipermercati è oggettivamente in crisi, in una architettura imprenditoriale dove il fatturato prodotto non è sufficiente a coprire i costi necessari alla gestione. Anche l’EBITDA di Coop Alleanza 3.0 è negativo (-1%) e, se vogliamo, questo indice rappresenta un campanello di allarme ancor più forte rispetto a quello di SSC srl, e non solo per le dimensioni diverse delle due aziende, ma soprattutto perché nel modello di Business di Coop Alleanza è sicuramente una parte dedicata agli Ipermercati però è preponderante quella dei supermercati che, in teoria, dovrebbero produrre fatturati sufficienti a coprire i costi, se fossero in linea con il mercato.
L'EBITDA di Sma Spa è stato negativo nel 2017 (-0,6%), quello di Auchan Spa molto basso, pari ad appena lo 0,4% del fatturato, assolutamente insufficiente a dare copertura ai costi di ammortamento e quelli finanziari e fiscali.
Questo passaggio è cruciale per comprendere che tra Auchan e Carrefour esistono delle differenze: il primo presenta difficoltà superiori alla seconda azienda sebbene SSC srl abbia una situazione generale peggiore di Auchan Spa in grado di far cadere molto in basso il valore aggregato degli EBITDA del Gruppo Carrefour mentre, come si è visto, le aziende GS Spa (al limite del tollerabile) e soprattutto Dì per Dì Srl sono aziende che producono un EBITDA positivo. Sma e Auchan non hanno lo stesso risultato, entrambe vivono difficoltà evidenti, non esistono ambiti di business positivi ed altri negativi, le difficoltà nel canae Iper esistono, ma esistono anche nel canale supermercati, e questo elemento differenziale è da tenere in considerazione.