giovedì 15 Gennaio 2026

IRI: vincoli e potenzialità della Private Label (detta anche MDD)

Nel presente articolo scritto dalla Dott.ssa Scanferla sono pubblicati 23 grafici risultato degli studi della società IRI presentati dal direttore del settore Retail e Vice Presidente Italia, al convegno tenutosi alla Fiera Marca di Bologna la scorsa settimana. La lettura dell'intero testo e la visione dei relativi grafici è riservata agli abbonati a GDONews. L'abbonamento è molto semplice da attivare, basta cliccare qui e si avrà la possibilità di valutare la miglior offerta a te riservata.

«E’ il momento giusto per la Marca del Distributore di accelerare la crescita» a parlare è Gianmaria Marzoli, Vice Presidente di IRI, che con lo studio presentato a Fiera Marca, suggerisce le linee guida per il prossimo anno, in base all’analisi dell'andamento 2015 e alle prospettive del 2016.
A seguire, nel dettaglio, tutta la presentazione e il commento tecnico  sul tema vero della manifestazione: come far funzionare l’MDD.

Il 2015 è stato un anno positivo: il mercato che torna a crescere del 2,5% dopo un biennio di contrazione. 1,551 mld di euro di crescita delle vendite, grazie anche a una stagionalità particolarmente incisiva, che ha contribuito per 229 milioni di euro, +0,38%. Il trend dei volumi, +1,9% è positivo in tutti i canali escluso gli Ipermercati  (che ancora vivono una difficile situazione) e in quasi tutto il paese.

IRI_1 2016

La crescita dei volumi è diffusa e non legata a una insegna piuttosto che un’altra, né è collegata al carrello della spesa, lo scontrino medio cresce dello 0,9% a fronte di una crescita dei prezzi inferiore alle attese, inoltre, il tasso promozionale è diminuito di un punto percentuale.
Questi dati sono particolarmente interessanti per capire che l’andamento di sviluppo del 2016 non sarà guidato dai volumi, bensì dal valore del carrello grazie ai nuovi trend del Biologico e del Premium, mentre ci si attende un ulteriore calo della promozionalità. Una certa crescita del fatturato si è già registrata, anche se non al livello massimo raggiunto nel 2013

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Le venite della MDD hanno raggiunto i 9,6 miliardi di euro.

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Seppur il tasso di penetrazione della MDD sia diverso da categoria a categoria, Cura Persona e Freddo vivono trend positivi, Cura Casa e Petcare (nei canali Iper, Super, Libero Servizio Piccolo) subiscono la pesante concorrenza degli specializzati.

IRI_4 marca 2016

Nel comportamento d’acquisto stiamo assistendo a una certa polarizzazione , cioè vi è una certa “fedeltà” rispettivamente alla MDD o alla MI, coloro che passano indifferentemente dall’una all’altra sono solo il 41% dei consumatori, in calo rispetto agli anni precedenti. Si è ridotta la frequenza d’acquisto, ma è cresciuta la fedeltà al marchio.

IRI_5 marca 2016

Ogni catena ha attualmente uno sviluppo diverso della MDD in termini di copertura categorie e prodotti, in base alla loro storia e vissuto della marca, questo fa si che vi siano differenti risultati in termini di fatturato della MDD e rispettivo contributo delle insegne al suo sviluppo.

IRI_6 marca 2016

Molti gruppi stanno crescendo in termini di fatturato, ma solo 27 aziende sono in grado di crescere e migliorare l’MDD, mentre il tasso di sviluppo (linea rossa) è ancora lontano dai valori degli anni precedenti.

IRI_7 marca 2016

L’offerta a scaffale recupera, con un tasso di crescita del +1,2% ma all’interno degli assortimenti, si assiste a un depauperamento dell’offerta nella fascia Primo Prezzo. Tutte le insegne stanno depotenziando o addirittura eliminando la linea.

IRI_8 marca 2016

Più dell’80% del fatturato è frutto del mainstream. Il Premium viene ulteriormente rafforzato, così pure per il Biologico, il tutto a sostegno della marginalità.

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Gli assortimenti sono in piena modifica, con l’aumentare del Premium sia nelle diverse categorie, sia come numero di referenze all’interno di una medesima +5,4% e tutti i gruppi distributivi vi stanno lavorando.
Aumenta anche la profondità assortimentale del Mainstream +3,4%, mentre il Primo Prezzo si contrae del  -7,6%.

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La tendenza è omogenea nei vari gruppi, ma disomogeneo il valore dei segmenti nell’insegna. Nel primo gruppo (T6) il premium contribuisce per il 20% del fatturato, mentre nell’ultimo in pratica non esiste.

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La Marca del Distributore Insegna è posizionata come “media” e il compito di garantire il miglior rapporto qualità/prezzo è ora affidato alla marca Premium. In generale il posizionamento è allineato ai follower del leader.

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La convenienza è ancora fattore principale di scelta, si evince così la grande possibilità di sviluppo del segmento Premium, che è ancora poco presente negli assortimenti (in generale, poi ogni catena ha un vissuto differente), e un tasso di crescita di 4/5 volte superiore rispetto le altre linee.

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Le promozioni calano nella MDD -2 punti, mentre nelle MI il calo è meno significativo -0,8, rendendo il gap di posizionamento favorevole alla MD.

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La marca d’insegna registra la maggior convenienza e consente risparmi medi del 13%, la marca industriale perde il proprio posizionamento, con una riallocazione verso il basso.

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L’MDD mantiene quindi un buon rapporto qualità/convenienza ma il dato sul percepito del consumatore segna un calo da 23 a 19. Il cliente, in buona sostanza, percepisce il costo a volte più alto e la diminuzione della promozionalità, rivedendo al ribasso la sua fiducia sulla convenienza della marca del distributore.

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L’alta promozionalità del leader di categoria comprime il risparmio ipotetico dato dalla MDD e diviene più conveniente per i consumatori. Lo scaffale combatte quindi con il volantino del leader che,  malgrado il calo della pressione promo, è ancora ad uno sconto medio tale da risultare conveniente.

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Le politiche di prezzo delle insegne sono così governate più da promozionalità che da vero e proprio posizionamento. L’MDD Insegna ha avuto nel 2015, una pressione promo del 21,7% (-2,9 punti), con una riduzione della sua efficacia, – 10 punti, e uno sconto medio del 22%.

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Molte insegne hanno lavorato sulla logica della convenienza della propria marca, ma non tutte hanno ragionato nella logica della diminuzione delle promozioni. Dall’altra parte alcune insegne stanno, invece, cambiando radicalmente politica con un’importante riduzione della promozionalità e un passaggio da “high-low” a “everyday low price”.

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Nella gestione dell’assortimento si è creato maggior valore grazie alle nuove referenze, + 300 milioni di euro (+4,8% nuovi codici ean), che compensano ampiamente le perdite dall’uscita dei prodotti Primo Prezzo.

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La gestione degli assortimenti, con un governo del mix di referenze proposte e di una efficiente scala prezzi (compreso il governo delle promo), è elemento di sostegno allo sviluppo della MDD. Area di criticità su cui lavorare per migliorare le performance della marca del distributore.

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Un discorso a parte, ma di sostanziale importanza, sono le mancate vendite causate da rotture di stock, la stima è di una perdita del 5% circa.

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Infine, uno sguardo a vincoli e potenzialità al fine di capire su quali aspetti lavorare affinchè la MDD possa ritornare ad essere fattore di crescita:
- gestione delle scale prezzo per categoria
- migliorare  il posizionamento di prezzo e la percezione di convenienza/qualità (fattori ancora molto importanti per i consumatori)
- gestione dell'assortimento e dello scaffale tramite filiera logistica (al fine di evitare qualsiasi mancata vendita)

IRI_23 marca 2016

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Diana Scanferla
Diana Scanferla
E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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