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Contro l’art. 62: un flop annunciato

La nostra redazione si è trovata in questi giorni, valutando i primi effetti dell’articolo 62, a giudicare in modo anche fortemente discordante l’intero impianto della nuova norma. Abbiamo quindi deciso di mettere le nostre posizioni a confronto tramite due articoli che sintetizzano le diverse posizioni, e questo è uno dei due. Attendiamo i vostri contributi come sempre molto interessanti. Buona lettura.

Ad una settimana dall’entrata in vigore dell’articolo 62 i dubbi le contraddizioni sono ancora tante. L’obiettivo del provvedimento era infatti quello di limitare il potere contrattuale da parte delle imprese acquirenti (in generale identificate con la grande distribuzione), proteggendo la filiera alimentare italiana indebolita dalla crisi. E’ ora di chiedersi se questo obiettivo è stato raggiunto: noi pensiamo di no.

E’ evidente come, nonostante la pubblicazione dei decreti attuativi, regni ancora molta confusione ed incertezza. Per fare un esempio dei recenti dubbi su cosa rientri nella categoria “deperibile”, è nato un dibattito sui mangimi e le sementi, che non è stato ancora del tutto chiarito.
In questo contesto molti produttori si sono visti richiedere a vario titolo certificazioni sulla deperibilità dei propri prodotti, aggiungendo scartoffie varie e spesso diverse da cliente a cliente.
Poi esistono dubbi interpretativi su quali entità economiche siano sottoposte alle nuove regole. Confcommercio ha diramato un comunicato agli associati dove si sottolinea come “la norma attuativa dell’Art. 62 viene […] indirizzata alle casistiche di rapporti commerciali con particolare riferimento alle relazioni economiche tra gli operatori della filiera connotate da un significativo squilibrio nelle rispettive posizioni di forza commerciale […] se ne può dedurre che la norma risulta riferibile e applicabile alle sole relazioni economiche nelle quali sia chiaramente rilevabile lo “squilibrio di potere commerciale”, cosa difficilmente rintracciabile nelle caratteristiche economiche dei piccoli e medi operatori commerciali dell’alimentazione o della filiera horeca. Stante dunque alla formulazione ultima […] non vi sarebbe obbligo di applicazione dell’Art. 62, e del conseguente apparato neo-contrattuale, nei rapporti e nelle relazioni riconducibili alle fattispecie sopra elencate, caratterizzate dall’assenza del significativo squilibrio nelle rispettive posizioni di forza commerciali”.
Come sempre accade la legge va interpretata e le interpretazioni sono differentemente interpretabili. Non ci resta che aspettare tra qualche anno le prime sentenze della Cassazione sperando che non siano a loro volta contraddittorie.

La gdo dal canto suo è corsa ai ripari alla prospettiva di doversi accollare nel migliore dei casi maggiori oneri finanziari. E qui, a nostro avviso, si evidenzia come la norma fallisca completamente il proprio obiettivo di livellare i rapporti di forza.
Molti fornitori sono stati chiamati a rapporto e gli è stato imposto uno sconto aggiuntivo (ben mascherato in modo da non risultare illegale) proporzionato all’anticipo dei pagamenti ottenuto con l’art. 62. Si parla di uno sconto compreso tra lo 0,5% e lo 0,7% per ogni mese guadagnato rispetto alle vecchie condizioni. Cioè, in parole povere, “ti pago a 30gg invece che a 90gg e tu mi fai uno sconto dell’1%”. In molti casi quindi (non tutti per fortuna) l’onere finanziario è stato semplicemente ribaltato sui fornitori, con buona pace dei tanto odiati squilibri dei rapporti di forza. In casi peggiori i fornitori hanno ricevuto da alcuni gruppi gdo la richiesta di fatturare il 1 di ogni mese in modo da ritardare 30gg nei pagamenti (per i termini di 30-60gg fine mese fa testo la data della fattura).
La grande industria, quella con un potere contrattuale più forte rispetto alle pmi, dal canto suo sta cercando a sua volta di ribaltare i maggiori oneri sui listini. Come ha denunciato la settimana scorsa a Ballarò Francesco Pugliese, Direttore Generale di Conad, alla situazione già tragica di suo (“la situazione dei consumi drammatica e gravissima”, “settembre è stato il peggior mese per la distribuzione negli ultimi 6 anni”) si sta aggiungendo un grosso rischio inflattivo dovuto alle richieste di aumenti sui listini dei prodotti alimentari da parte della grande industria che ha l’esigenza di aumentare i prezzi nell’ordine ponderato di 5 punti percentuali.
Quindi, un altro effetto della norma cosi come è stata congegnata, sarà quello di peggiorare la spirale inflattiva già forte nel 2012, a danno dei consumatori.

Un aspetto che il legislatore sembra non aver approfondito è l’effetto sulle varie filiere in base ai differenti ruoli di produzione e di trasformazione. Infatti l’industria di trasformazione avrà benefici molto limitati in quanto a sua volta dovrà anticipare i pagamenti delle materie prime, e nel caso delle pmi si troverà schiacciata tra fornitori e clienti entrambi con poteri contrattuali molto maggiori dei suoi.
Nemmeno i produttori, in genere piccole imprese, avranno benefici cosi evidenti: per esempio ogni agricoltore sarà costretto a sottoscrivere un contratto con i propri clienti per la cessione dei propri prodotti e potrà beneficiare dei tempi prefissati di pagamento della merce. Contestualmente, però, ogni agricoltore sarà costretto a sottoscrivere un contratto con i propri fornitori di prodotti agricoli (es. mangimi, sementi, piantine, ecc.) e dovrà rispettare i tempi prefissati di pagamento della merce. L’agricoltore non potrà quindi approvvigionarsi di alcuni mezzi tecnici ed effettuare il pagamento a fine campagna, come succede oggi in molte situazioni.
Quindi i tempi di pagamento più brevi porteranno una maggiore liquidità in molte imprese agricole, come ad esempio in quelle ortofrutticole che vendono alla gdo. In altri casi, come nel caso delle imprese zootecniche da latte, l’articolo 62 potrà generare anche un peggioramento della liquidità; infatti il latte viene incassato a 30-60 giorni, mentre spesso gli allevatori ritardano il pagamento dei mangimi.

Questa norma sta avendo ripercussioni anche sulle imprese che producono e commercializzano beni e servizi non freschi e non deperibili. Tutti questi comparti e le aziende fornitrici che li compongono stanno diventando in molti casi (non sempre per fortuna) la “cassa di compensazione” per l’anticipo dei pagamenti sui freschi: spesso infatti si assiste ad un allungamento dei pagamenti di questi fornitori. Parliamo di aziende la cui filiera è finanziariamente molto pesante, per esempio chi importa e paga la merce in anticipo o l’industria chimica che paga le materie prime a breve e con prezzi estremamente volatili. Per tutti questi comparti economici la situazione può nel migliore dei casi rimanere quella di prima. E tutta questa fetta dell’economia italiana si chiede perché è stata discriminata rispetto alla filiera dell’agroalimentare.

In un contesto economico cosi difficile con consumi in forte calo, una ripresa inflattiva, un aumento della disoccupazione da un lato e la crisi di liquidità sia delle aziende che del sistema bancario dall’altro, a nostro modesto avviso la norma doveva essere pensata in modo diverso per essere veramente efficace. Doveva riguardare tutte le categorie economiche indistintamente (compresa la pubblica amministrazione); doveva avere una prospettiva temporale molto più lunga (2/3 anni per raggiungere i 30-60gg) per diluire nel tempo gli effetti finanziari negativi; non doveva iper-regolamentare la contrattualistica ma lasciare spazio alla libera contrattazione tra le parti.
Così com’è l’articolo 62 porta pochissimi e circoscritti benefici ad una piccola parte dell’economia italiana.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

35 COMMENTI
  1. Pasquale

    Faccio veramente fatica a seguire il filo logico del vostro articolo. Capisco che qualcuno, tanti o pochi che siano, si troveranno ad anticipare denaro per far fronte ai pagamenti imposti dall’articolo 62 ma perchè mai non dovrebbe essere così?
    Il solo fatto che fino a ieri si vendeva un prodotto con condizioni di pagamento a 60gg e poi di fatto veniva pagato a 100 non è un buon motivo oggi per ritenere che il pagamento venga anticipato. Semplicemente si pagava male prima ed ora si deve pagare con regolarità.
    Vi invito a fare un semplice ragionamento se una azienda vuole crescere , di fatto deve aumentare il proprio fatturato, se viene pagato a 30/60 gg fine mese e a sua volta paga i propri fornitori allo stesso modo non ha la necessita di finanziare la sua crescita coprendo con proprie risorse lo scoperto derivante dalle vendite cosa che invece sarebbe obbligato a fare se incassasse a 100 giorni e pagasse i fornitori a 60. Davvero non capisco dove sia la complicanza ed il problema. Se tutti pagano regolarmente si può crescere e l’economia si rilancia con il contrario o si resta bloccati o si regredisce.

    1. Dott. Alessandro Foroni

      Pasquale nessuno dice che non sia giusto che i pagamenti siano regolati meglio nel nostro Paese. Anzi è assolutamente necessario. L’articolo mira ad evidenziare come la legge che è stata pensata per risolvere questo problema sia iniqua, parziale, superficiale e sostanzialmente inefficace. Mette un cerottino su uno squarcio ma contribuisce a far peggiorare l’infezione.

  2. Giangiorgiovanni

    Buongiorno a tutti. Verissimo il fatto che le catene GD/DO abbiano monetizzato l’anticipo, perseverando di fatto nell’illegalità dei vecchi tempi di pagamento, anche se camuffandolo con le varie voci “sconti commerciali”, “esposizione preferenziale”, “collaborazione commerciale”, etc etc… Verissimo che si sono riscontrati tassi più o meno corretti, io ho concluso da 0,3 mese a 0,6 mese.
    Resta il fatto che su base annua i casi limite (0,6/0,7) sono al limite dell strozzinaggio, perché parliamo di un interesse di circa 7,5/8%. Ditemi qual è quella banca che riconosce questo tasso, così cambio anch’io….. IL REALE PROBLEMA PERO’, in base alla mia esperienza è solo ed esclusivamente quello di una legge che ha lasciato ampio spazio alle libere interpretazioni: 60 giorni data consegna? 60 giorni data fattura fine mese? 60 giorni data ricevimento fattura fine mese? la necessità dell’emissione entro il 30 del mese e ricevimento entro la stessa data da parte dell’insegna onde non perdere ulteriori 30 giorni? sanzioni si sanzioni no? PERCHE’ NONOSTANTE FIOR DI LEGALI, CENTROMARCA, ASSOIMPRESE, non c’è un’interpretazione univoca e chiara? Il senso della nuova normativa è chiaro. Però come si suol dire, ancora una volta FATTA LA LEGGE TROVATO L’INGANNO?

  3. tenedevioccupare

    Per avere una fotografia precisa del sistema Italia è sufficiente fare una raccolta delle comunicazioni ufficiali e delle richieste non-ufficiali inviate da gran parte della GDO Italiana ai propri fornitori. In via ufficiale si comunica di voler dar corso a quanto previsto dalla legge, e poi sotto banco si impongono sconti “commerciali” , invii posticipati di fatture riepilogative , etc etc.
    Si arriva all’assurdo di una importante catena che avanza pretese di ricevere le fatture via raccomandata e non via PEC proprio per posticipare il giorno da cui conteggiare le scadenze per i pagamenti( putroppo per loro non è stato accettato l’invio tramite piccione viaggiatore).
    Non si capisce bene quali siano i benefici di questa normativa, che tra l’altro ha obbligato molte aziende a dover modificare il proprio sistema gestionale e informatico per poter operare nel modo corretto. E’ poi da verificare quanto l’autorita preposta al controllo e alla emissione di eventuali sanzioni sia effettivamente attrezzatata per farlo in modo estensivo dato la mole di fornitori/ clienti coinvolti.
    Egregio Dott Foroni, concordo sul fatto che , fatto salvo i buoni propositi di migliorare la situazione , questa legge possa contribuire ,cosi’ come e’ stata emanata , a peggiorare ancora la situazione.

  4. Salvatore lotta

    Allora bisogna strutturare la legge dove qualcuno rimetta in circolo questa liquidità che va a mancare ! Io azienda agricola mi vengono diminuiti i pagamenti di circa 45 giorni di media ! Ma mi si chiede di pagare le piantina a 30 gg ! Come posso io per una coltura di pomodoro che ha un ciclo medio di 150 fino a 250 gg poter anticipare le piantine? Che è uno dei costi che riuscivo a spostarci nel tempo ? Dove trovo la liquidità? Visto che le banche oggi comprano solo titoli di stato ? È neanche italiani !!

  5. aldo

    Posso fare una domanda provocatoria,per anni le associazioni industriali, ci hanno venduto l’idea che sul modello francese ci volesse una legge per i pagamenti.
    Ora la legge c’è ma è figlia di NN, come mai?

    Commento mio, meno lo stato si interessa di queste questioni meglio è, visto che crea solo guai.

    Sarebbe stato molto più semplice, rendere le fatture non pagate, non deducibili come costo.

    Anche magari da un punto di vista fiscale.

  6. Lucia

    In mezzo a tutto questo “marasma” non mi è chiaro:
    se a un cliente faccio 3 forniture mensili di bottiglie di vino (ovviamente in date diverse) posso comunque emettere un’unica RI.BA. con scadenza 60 gg. fine mese o devo emetterne una per ogni fornitura?? Se l’emissione deve essere singola povera noi…
    Grazie per la risposta che vorrete darmi
    Lucia

  7. Edo

    E’ tutto vero quello che scrivete; certo è che la situazione era insostenibile.
    Strutture della GD che pagavano a 150 gg fornitori considerati “non vitali” (i marchi, quelli “leader” hanno continuato e continueranno a farsi pagare con RID e se ne fregano dell’art. 62…), lo stesso HORECA, e parlo di attività commerciali come ristoranti, pizzerie etc, che pagava a inizio stagione quanto consumato nella precedente….solo perchè “la cassa dell’esercizio è considerato il portafoglio di famiglia”, per cui, se servono 100 euro per un paio di scarpe, si prendono dall’incasso, senza sapere che a quell’incasso vanno tolti i costi di gestione.
    E’ vero, la legge è “sbilanciata” e peggiora addirittura certe situazioni. Ma una riga andava tirata!! NEi freschi, già 10 anni fa si parlava di 60 gg massimo di dilazione…..e si è visto come è stata rispettata.
    Almeno l’art 62 ha rimesso sul tavolo un problema.
    Voglio ridere quando un giudice zelante darà ragione a qualche piccolo fornitore di qualche catena, penalizzato in qualche modo, che denuncerà il fatto della “fattura riepilogativa a fine mese con “richiesta” di invio a mezzo AR della fattura” che è evidentemente CONTRO LO SPIRITO DELLA LEGGE CHE DEVE TUTELARE (E RIDURRE) I TEMPI DI INCASSO”……

    1. claudio

      Caro Edo,
      Per un milione di motivi che credo siano di facile intuizione questa legge per come è stata emanata darà ancora più potere alle grosse catene GDO (molte delle quali non italiane e che si approviggionano di finanziamenti non dalle nostre disastrate banche) concentrando ancor di più il potere nelle loro mani.
      Si è voluto normare un settore complesso e con mille sfaccettature attraverso una legge di qualche riga e un decreto attuativo di tre pagine, roba da pazzi e incompetenti!!
      Ora molti che appartengono anche al settore della produzione agricola si stanno rendendo conto che la legge da loro tanto voluta gli si sta ritorcendo contro (voglio vedere come faranno gli agricoltori a pagare le piantine a 60 gg quando c’è un ciclo produttivo che va ben oltre, o gli allevatori a pagare con gli stessi tempi il mangime).
      Sono d’accordo che era una legge che andava fatta ma con una impostazione totalmente differente, con molta più attenzione, con tempi di applicazione graduali, indirizzata ad alcuni comparti considerando le peculiarità di altri e soprattutto recependo la normativa europea così com’era e non applicarla in modo molto ma molto più duro così da minare ancor di più la competitività del nostro paese.
      Per concludere è stata fatta una cosa all’italiana, senza pensarci e male, fortuna che abbiamo i professori al governo anche se più passa il tempo e più mi rendo conto, guardando l’operato di Monti & Co., che è proprio vero il detto “Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna”.

  8. Eleonora

    … perchè tutto questo terrorismo psicologico??
    … perchè tutta questa difficoltà a capire la scadenza dei pagamenti, peraltro chiaramente ed esplicitamente indicata dall’art.62? Sono titolare di una piccola impresa alimentare che serve supermercati, e sono direttamente coinvolta dall’applicazione dell’art.62 così come i miei fornitori di prodotti alimentari, noi siamo ben felici di pagare in anticipo e di INCASSARE in anticipo, come mai tutte queste difficoltà riscontrate da chi scrive in un sito dedicato alla GDO??

    1. claudio

      Cara Sig.ra Eleonora non sia miope, Lei fa parte di un sistema che con questa legge ha il 90% delle aziende in sofferenza.
      Crede davvero che Lei ne sarà immune? Crede che la sua attività è indipendente dall’andamento del settore cui fa riferimeno?
      Se un supermercato suo cliente a causa della congiuntura economica e di questa legge chiuderà i battenti lasciandole un credito inesigibile la sua azienda, secondo Lei, sarà avvantaggiata?
      Da imprenditrice dovrebbe guardare un pò più in la delle quattro mura della sua impresa, mi dia retta.

      1. Eleonora

        Caro Sig. Claudio,
        credo di far parte di un sistema che ha il 90% delle aziene in sofferenza già da prima di questa legge, non credo di essere immune e non credo di essere indipendente dal settore in cui lavoro ma se un supermercato mio cliente fallisse lasciandomi un credito inesigibile non ne sarei felice, ma non sarebbe sicuramente dovuto all’articolo 62. I termini di pagamento oltre 90 giorni li ho sempre visti applicati solo nei confronti di piccoli fornitori, con i piccoli si possono permettere termini di pagamento assurdi che non vengono neanche rispettati, ti fanno pagare per “esposizioni preferenziali” che non fanno, ti obbligano a pagare i costi della logistica che al fornitore non da alcun beneficio e quando presenti un nuovo listino aumentato del 5% a fronte di un aumento medio delle materie prime del 25/30 per cento ti dicono semplicemente “non possiamo accettarlo” e, fatti i debiti conti, il guadagno che ha il supermercato sui prodotti che gli fornisco è esattamente il triplo del mio. Se dopo tutto ciò falliscono … forse devono prendersela con qualche alto papavero dell’amministrazione e non con l’articolo 62.
        Forse avrò una visione limitata, ma ho sempre comperato il pane con i frutti di quanto avviene entro le quattro mura della mia azienda e non con quelli dei miei fornitori. Ha mai sentito parlare di piccole aziende fallite perchè non più in grado di “finanziare” i supermercati con pagamenti a 150 giorni mai rispettati?? Questi “piccoli” eventi non sconvolgono più di tanto la GDO vero? Se improvvisamente viene a mancare la marmellata xxyy a chi importa?

        1. Claudio

          Cara Sig.ra Eleonora,
          Quello che sostengo da sempre è molto semplice:l’art
          62 darà il colpo di grazia più ai piccoli che ai colossi, basta leggere il mio post sopra.
          Se questo articolo non verrà modificato la storia finirà così: i colossi troveranno il modo di continuare a pagare come vogliono o troveranno il modo di trovare le risorse sottraendole ai piccoli (sconti) escludendo echi non si adegua, i piccoli invece non avendo potere commerciale dovranno attenersi alle norme.
          Come ho detto il settore è troppo vasto per essere normato in questo modo

          1. Carlo Montanari

            L’introduzione di questa norma avrà un costo “sociale” esattamente uguale a quello delle crisi industriali con conseguenti casse integrazioni varie. Ma vivaddio! si farà un punto zero e “…i colossi (che) troveranno il modo di scaricare sui piccoli…” ad un certo punto non avranno più nessun piccolo su cui scaricare alcun chè perchè il piccolo avrà chiuso e/o – forse – avrà deciso di non vendere più i suoi prodotti alla GDO la quale, come le banche, le assicurazioni ecc.ecc.ecc. dovrà seriamente pensare di cominciare a licenziare qualche Quadro Dirigenziale e chiudere qualche – inutile – struttura di vendita. E smettiamola con questa moda tutta italiana di chiedere i 2/3 anni per la “graduale introduzione” di una norma di buon senso che prevede che se tu incassi oggi cash è sacrosanto che mi debba pagare in 30 o al max 60 giorni. Basta!!!

  9. Fabio

    Ma per la gestione dei FM 30/60GG ho sentito in giro che che il primo giorno da conteggiare è il fine mese e non l’inizio del mese successivo. Avete sentito la stessa notizia? Avete info in merito?

  10. brazov

    Condivido abbastanza l’intervento di Claudio, una legge che favorisce le banche e i Golia (della distribuzione e dell’industria) contro i Davide della situazione.
    Del resto non mi sorprendo visto l’operato di questo governo di Robin Hood al contrario, mi rimane solo il dubbio: incompetenza o colpevole consapevolezza ?

  11. Lucia

    Dott. Foroni, chiedo scusa se Le rifaccio la domanda, ma purtroppo mi trovo “spiazzata”. Avendo diverse Trattorie che mi richiedono piccole quantità di bottiglie di vino quasi ogni settimana non capisco se posso emettere una sola RIBA a 60 giorno riepilogando tutte le fatture emesse del mese o se ricorre l’obbligo di emettere RIBA per ogni singola fattura! (in questo caso saranno molto felici le banche…..)
    Ringrazio per le risposta
    Lucia

    1. claudio

      Lucia Le rispondo io se può andar bene.
      In questo caso se la fornitura è continuativa nel mese Le conviene ad ogni consegna fare un DDT con le indicazioni previste dall’articolo 62 ed a fine mese fare una fattura cumulativa (la normativa fiscale lo consente) ed emettere la Riba relativa

      1. lucia

        Grazie Claudio,
        essendo però abituata ad accompagnare le consegne direttamente con fattura, questa,fungendo quindi anche da documento di trasporto, può rientrare nel discorso fine mese?

        1. Claudio

          La Ri.ba. è un sistema di pagamento quindi può essere tranquillamente riferita a più fatture

        2. stefania

          Gentile Lucia, dall’interpretazione che mi è stata fornita dal mio commercialista il fine mese non è più previsto!!! Se emetto fattura a novembre con scadenza riba 60 gg la corrispettiva RiBa avrà scadenza 28 gennaio e non 31 gennaio. si devono contare i giorni REALI

  12. stefania

    ma ci rendiamo conto che ci sono tante pmi che falliranno perche’ non hamno sufficiente liquidita’ per pagare i fornitori nelle tempistiche introdotte cosi’ drasticamente dall’art.62?

  13. Angelo Menalli

    Egregi Signori,
    se in Italia la Giustizia Civile funzionasse forse non ci sarebbe bisogno di questa stupida legge!
    Il problema è che il credito non è tutelato e nessuna legge garantirà mai nessuno dal fatto che Clienti/Fornitori alla scadenza avranno i soldi per pagare le fatture. E poi, scusate, mi risulta di non essere in uno stato socialista; ma sarà mai possibile che io non possa più contrattare niente con un mio fornitore!E poi se un mio cliente che servo da anni non mi paga alla scadenza io lo devo denunciare all’Autorità Competente? E se non lo faccio vengo sanzionato? Ma stiamo scherzando?
    Penso poi che tutti i piccoli avranno gravi ripercussioni dall’introduzione di questa legge, perchè, scusate, io a parità di condizioni sceglierò sempre una Grande Marca, anzichè il piccolo produttore di vino di cui al mio cliente devo raccontare la rava e la fava per convincerlo.
    Per non dire poi di tutta la carta e le incombenze che questa legge si porta dietro…alla faccia della semplificazione per le PMI.
    Angelo

  14. Diego

    Ieri su una testata economica c’era una bella intervista al presidente di Conad che spiegava bene la situazione che si verrà a creare con l’art. 62.
    I retail liquidi non avranno problemi e potranno consolidare la propria posizione acquisendo a prezzi di “saldo” i retailer con problemi di liquidità o gestiti secondo logiche lontane dalla redditività.
    E’ il mercato bellezza direbbe qualcuno e basta dire e scrivere cavolate il processo di concentrazione della GDO e della DO è un bene ed è necesario. Ci sono troppi banditi in giro, è insopportabile per un’impresa essere pagata a 120-180 gg come accade ora con alcune insegne specie del centro-sud Italia.
    Per chi già paga regolarmente il problema non sussiste, la vera pecca della legge è l’aver fatto partire il conteggio dalla data consegna della merce dando adito a possibili contestazioni.
    Si dovevano concedere 60 gg data fattura e stop.

    1. Claudio

      Ridurre gli effetti di questa legge alla sola GDO è quantomeno sbagliato, ne risentirà tutta la filiera ed in modo pesante, non mi sento di dire a chi perderà il lavoro che “questo è il mercato bellezza”. Certo poi è davvero singolare che si faccia uso di questa frase, decisamente di stampo capitalistico, per appoggiare una delle leggi più socialiste di sempre che pone una limitazione inverosimile della libera contrattazione con un intervento statale senza precedenti nei rapporti privati

      1. Diego

        Claudio per le imprese produttrici ci saranno spese per adeguare il sistema informatico e sofferenza nel primo mese ma poi non vedo grossi cambiamenti. Una riorganizzazione della distribuzione è utile togliendo dal mercato it cattivi pagator. Aziende già in difficoltà it cui lavoratori attendono nuovi assetti proprietari per guardare al futuro con più serenità. Leggi analoghe esistono in Europa e non si assiste a fallimenti di massa.
        C’è un ulteriore vantaggio la Gdo sposterà it fuori fattura in fattura per ridurre l.esborso finanziario con una nettizzazione dei prezzi e la riduzione di quei contributi vessatori richiesti!!!!!
        È il mercato che se fatto funzionare è una bellezza!!!!

        1. claudio

          Diego
          ogni sistema per essere recepito e per adeguarsi allo stesso deve essere introdotto con gradualità e analizzando tutte le criticità che ne derivano soprattutto perchè l’impatto di questo articolo è veramente su vasta scala, è assurdo dire “facciamolo entrare in vigore, con una massa di sanzioni abnormi, e poi modifichiamolo”. Ho l’impressione che come al solito l’incapacità dei nostri politicanti e dei “professori al governo” abbia creato nuovamente un mostro; adesso si stanno rendendo conto che hanno fatto passare una mostruosità ed essendo la legge in vigore stanno correndo ai ripari nel solito modo italiota, alla rinfusa e sparando ad alzo zero.
          Il decreto europeo da cui nasce questa legge è davvero diverso rispetto a quanto abbiamo recepito noi, tale decreto prevede sia la libera contrattazione sia il pagamento a 60gg (e non a 30) in Francia addirittura questo articolo è stato recepito solo nel settore ortofrutticolo. Ovviamente noi eravamo la nazione messa peggio e abbiamo recepito la norma nella maniera più stringente di tutta Europa segando le gambe a molte aziende e minando la nostra competitività: roba da geni!!!!!!
          Per quel che riguarda la produzione purtroppo non è totalmente verso quello che Lei sostitene perchè non considera il ciclo produttivo della trasformazione dei prodotti, non tutte le aziende in questo settore hanno la fortuna di avere un ciclo produttivo di un giorno, alcune (anzi molte) hanno cicli produttivi che durano qualche mese ed ovviamente una legge del genere ha ricadute devastanti.

          1. Diego

            Tanto tuonò che piovve dice un proverbio, sono convinto che questa riforma epocale non abbia niente di epocale e che non cambierà nulla se non di levare dal mercato le mele marce sia nella produzione che nella distribuzione.
            Però siamo sicuri che davvero sarà applicata con fermezza la legge? Tanto per fare un esempio oggi un buyer di una primaria insegna della GDO mi ha proposto in barba alla legge di avere un termine di pagamento ufficiale ed uno ufficioso…cosa che sono sicuro sarà la norma…in piu’ tutti si dimenticano che per i freschi esiste già una legge che imporrebbe i pagamenti a 60 gg quindi caro Claudio (scusa se ti dò del tu) un conto sono le norme un altro la loro effettiva applicazione….

  15. MICHELE

    Buon giorno, volevo sottoporvi un quesito.

    Siamo un’azienda che produce sottoli e sottaceti e quindi per la tipologia di produzione è costretta ad effettuare magazzino e quindi ad acquistare in CAMPAGNA le materie prime necessarie all’intera lavorazione dell’anno nei mesi SETTEMBRE OTTOBRE E NOVEMBRE per poi metterle in salamoia e lavorarle nei mesi estivi per poi venderle ed incassarle a settembre , ottobre dell’anno successivo.
    Logicamente adesso saremo costretti ad effettuare i pagamenti a 30gg o al massimo con l’invio da parte del nostro fornitore della fattura il mese successivo a 60gg.
    NON E’ STATO PREVISTO PER NOI AZIENDE CHE EFFETTUANO CAMPAGNE DI ACQUISTO COSI ESORBITANTI DI POTER ANDARE IN DEROGA ALL’ART 62 ???

    In tutti i casi è una Legge fatta da qualcuno che non capisce nulla di aziende, processi, produzioni e rapporti commerciali è vero che si stava degenerando ma cosi CI COSTRINGONO AL FALLIMENTO !!! in questo modo aiutano l’occupazione e l’economia???? BHOOOOO……

    GRAZIE E SCUSATE PER LO SFOGO.

  16. brazov

    il conteggio dei 60 gg (fine mese) è già data fattura e non consegna

    1. stefania

      ma il fine mese non è più prevsito. il conteggio parte dall’ultimo giorno del mese in cui hai ricevuto la fattura

  17. GIOVANNI

    METTIAMO PER PURA IPOTESI CHE IL 30 DEL MESE SUCESSIVO IO RICEVA I PAGAMENTI DAI MIEI CLIENTI PORTERO’ I TITOLI IN BANCA MA RICEVERO’ LA VALUTA LIQUIDA DOPO 6 GIORNI COME FARO’ A PAGARE I MIEI FORNITORI?

  18. Matteo Cisa

    Buona sera,
    se a un cliente faccio 4 forniture in una settimana, in date diverse, lunedí, mart., giov. e ven., con 4 fatture separate, il cliente ha RIBA 6gg DF.

    1) posso emettere un’unica ri.ba per queste 4 fatture con scadenza 60 gg. ? E’ legale secondo la legge dell’art. 62?
    2) se sì, quale data di scadenza prendo per la ri.ba?

    Grazie per la risposta
    Cordiali saluti

  19. gerry

    L’art. 62 va benissimo e sta dando ottimi risultati. Ovviamente per chi non vuole pagare regolarmente o mai, come spesso accade, l’art. 62 diventa un ostacolo. Direi di più: questa legge dovrebbe essere ancora più severa obbligando i fornitori a comunicare all’agenzia delle entrate i clienti che non hanno ottemperato alla scadenza prevista.

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