sabato 25 Maggio 2024

Coop Estense sfida Esselunga e critica Altroconsumo

Coop Estense ha preparato un piano “convenienza” locale, per il territorio modenese, che prevede investimenti per 90 milioni di euro in iniziative di abbassamento dei prezzi per alleviare gli effetti della crisi economica sui propri clienti e soci. Il presidente Mario Zucchelli ha le idee molto chiare: “imporremo al mercato di abbassare i prezzi spingendo la distribuzione locale a produrre ulteriori livelli di competitività di cui beneficeranno le famiglie modenesi”. Ed ancora: ” Coop Estense si impegna ad avere il prezzo più basso rispetto al maggior concorrente di ogni singolo bacino (Famila, Esselunga e Conad) su tutti i prodotti di quelle categorie che per noi rivestono una precisa valenza scoiale come latte, farina, uova, caffè, alimenti per l’infanzia fino ai prodotti per l’igiene della persona o per la pulizia della casa”. Insomma un’iniziativa dal forte connotato sociale, ma anche indirizzata a mandare un messaggio ai propri consumatori: Zucchelli, infatti, critica i criteri dell’indagine di Altroconsumo che aveva classificato, a settembre, la convenienza dei punti vendita modenesi monitorati come segue:

Esselunga 110
Ipercoop 114
Panorama 115
Leclerc Conad 117
Coop 118
Unes 123

Cosa emergeva da questi dati? Che i supermercati Esselunga sono più convenienti, non solo dei supermercati Coop, ma anche degli Ipercoop. Ovviamente questo dato non avrà fatto saltare di gioia la dirigenza di Coop Estense, che sicuramente vive intensamente la concorrenza con Esselunga, visto anche il ritratto che ne ha fatto Caprotti in “Falce e carrello”, e che ora si prepara al contrattacco.
Dicevamo che Zucchelli critica la metodologia dell’indagine di Altroconsumo, che si basa sulla rilevazione del prezzo di 203 prodotti confezionati di marca, 30 prodotti freschi, dei prodotti di primo prezzo e della private lable. Un metodo certamente empirico, ma che da risultati probabilmente attendibili.
Zucchelli afferma con forza che Coop non è più cara di Esselunga basandosi sul fatto che secondo IRI su 240 mila prodotti solo 196 sono confrontabili, e che quindi una comparazione scientificamente e tecnicamente corretta è impossibile.
Allora ci chiediamo: se una comparazione scientifica è impossibile, quale altro metodo di confronto si può adottare se non quello di rilevare i prezzi, un giorno qualsiasi, degli stessi prodotti nei diversi punti vendita?
Il fatto che i prezzi di Esselunga siano risultati più bassi proprio nel “regno” di Coop (oltre che sul resto del territorio nazionale) è sicuramente un motivo di preoccupazione per la dirigenza ed un piano di abbassamento dei prezzi è un ottima risposta. Curiosamente, e non è la prima volta, l’iniziativa è presa da una cooperativa individualmente, apparentemente senza coinvolgimento del Distretto di competenza, che dovrebbe essere il centro decisionale non solo delle attività di buyering ma anche delle strategie di vendita. Una iniziativa individuale così forte non gioverà certo all’integrità del Distretto Adriatico che, come abbiamo scritto lo scorso marzo, vive un momento di rigidità nei rapporti con Coop Estense. E questa novità parrebbe confermarlo.

Dott. Alessandro Foroni
Dott. Alessandro Foronihttps://www.gdonews.it
Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

5 Commenti

  1. Sono convinto ancora una volta che chi ne avra’ la peggio saranno proprio i loro fornitori costretti a lavorare in un mercato oramai ubriaco.

  2. perche le cassifiche di convenienza le fa altro cxonsumo che non e una associazione di consumatori ma il suo scopo e dipromuovere abbonamenti ad altro consumo in esselunga ci sono depliant pubblicitari per fare l abbonamento ad altro consumo le varie gdo si fanno iprezzi addosso su la rilevazione quidicinnale di una societa francese che esamina 2200 prodotti facendo la media su tutto l anno delle rilevazioni vedremmo quale gdo e piu conveniente andate a vedere sul sito di beppe scienza l estratto della sentenza giudiziaria che dichiara che altro consumo non e una associazione di consumatori mauna societa il cui scopo e di promuoveri abbonamenti per altro consumo

  3. Comunque tutte le catene fanno buon viso a cattivo gioco.. il prezzo si abbassa e il cliente è contento.. tanto a ripagare i margini sono comunque i fornitori ricattati..

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