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I Wafer nella GDO. Il Biscotto mezzo italiano famoso nel mondo

wafer manner

Termine di origine inglese che indica un biscotto leggero, generalmente di forma quadrata o rettangolare, composto da due cialde soffici e friabili, imbottite di crema di vari tipi. La sua origine risale all’antichissima arte dei cialdonai, i quali fin dal ‘400 confezionavano in tutte le contrade europee dei sottili cialdoni, particolarmente fragili e croccanti, fatti cuocere al diretto calore del fuoco, con l’aiuto di caratteristici stampi a tenaglia. I cialdoni, recanti stampati sulla superficie dei piccoli disegni a reticolato o a losanghe, furono immediatamente chiamati “wafer”(soprattutto in Inghilerrra), per la loro approssimativa struttura a nido d’ape che assomigliava al tipico disegno del “favo di miele” (waba nella lingua del tempo).

Risale al 1898 l’invenzione del “Manner Original Neapolitan Wafer n. 239” da parte di Josef Manner, un imprenditore viennese del cioccolato che mise insieme zucchero, olio di cocco, cacao in polvere e nocciole provenienti dalle zone del napoletano per creare quattro strati di ripieno tra cinque strati di cialda.

Josef Manner

Josef Manner

Quella ricetta non è mai cambiata e resta ancora oggi il fondamento produttivo dei wafer alla nocciola che sono universalmente catalogati come “Neapolitaner”.

Non tutti infatti sanno che la Campania è da secoli leader nella produzione delle nocciole e, nonostante la varietà italiana maggiormente reclamizzata sia quella piemontese, dal territorio campano provengono altri tipi di nocciole certamente non meno qualitative.

In quegli anni Napoli e Vienna erano, insieme a Parigi e Londra, tra le città più dinamiche d’Europa e in più di un’occasione le rispettive culture si incrociarono sulla scia dell’unione in matrimonio dei reali napoletani con quelli asburgici.

Sempre in Austria, nel 1948 e subito dopo la seconda guerra mondiale, Frank Andres fondò con dei soci un’azienda specializzata nella produzione di wafer e biscotti denominandola “Napoli Ragendorfer & Co Company”. Oggi la “Napoli” è di proprietà della “Manner” che rappresenta per fatturato il maggior produttore austriaco di wafer e biscotti.

Un’altra grande azienda altoatesina, la Loacker, ancora oggi indica nelle “nocciole napoletane accuratamente selezionate” il segreto della golosità dei suoi “Neapolitaner”.

L’Italia produce circa 110.000 tonnellate di nocciole ed è al secondo posto nel mercato mondiale, dopo la Turchia. Le regioni di provenienza sono, in ordine di importanza, la Campania, il Lazio, il Piemonte e Sicilia che coprono il 98% dell’intero volume.

Tra i prodotti a Indicazione Geografica Protetta (IGP) della Campania figura oggi la “Nocciola di Giffoni” che per pregio non ha nulla da invidiare alle più pubblicizzate nocciole del Piemonte.

Nelle prossime settimane andremo in analisi delle vendite di questo incredibile prodotto, famoso in Italia e nel mondo e verificheremo su quali territori sono maggiormente distribuite le vendite, quali sono le aziende che dominano il mercato, come si comporta la Private Label relativamente al segmento e che tipo di pressione promozionale viene applicata in GDO.

 

Nelle seguenti due puntate del Focus, a disposizione degli abbonati a GDONews, si svolgeranno degli studi sugli esiti di fatturato della categoria in oggetto. Sono molte le aziende che producono il wafer ma pochissime sono presenti negli scaffali della Grande Distribuzione. Questa analisi vuole approfondire come si comportano l’industria ed il retailer per portare a disposizione del consumatore questo prodotto appetitoso e famoso in tutto il mondo.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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