Crescita dei discount, aumenti dei prezzi e interrogativi sull’andamento del mercato da qui a Natale. Sono alcuni dei temi sui quali si sono confrontati nel momento di approfondimento Cibus Lab – Speciale IRI “I formati distributivi tra vecchie e nuove sfide” Marco Limonta, Business insight director di IRI e Gianluca Basilari, Category manager del Gruppo Il Gigante. Interventi che si sono tenuti all’interno della ventesima edizione di Cibus alla fiera di Parma, primo appuntamento internazionale in presenza che si è aperto il 31 agosto.
“Tornare a quello che da sempre è il nostro lavoro è quasi una sensazione di festa– ha detto Basilari – è fatto si di numeri e scrivania ma anche di relazioni che davanti al pc sono difficilissime. Lo abbiamo fatto per un anno e mezzo ma ora finalmente possiamo tornare a captare sguardi e sensazioni dal vivo”. “C’era grande voglia di tornare a stare insieme, al contatto fisico con le persone con le quali abbiamo interloquito solo virtualmente – gli ha fatto eco Limonta – quella di Cibus è stata una scelta coraggiosa ma i risultati sono confortanti”.
“Il tema più caldo di questi giorni è sicuramente quello dei prezzi – ha proseguito Limonta di IRI – da una parte c’è la difficoltà nel sostenere i nuovi costi di materie prime, logistica e imballi, dall’altra l’esigenza di interloquire con la distribuzione per risolvere questi problemi e la riduzione dell’attività promozionale”. “C’è il timore per un’inflazione che potrebbe essere di difficile gestione da entrambe le parti – ha osservato Basilari – il mercato è in difficoltà e anche la Gdo non ha il tabù dell’inflazione. Non sappiamo cosa aspettarci da ottobre in poi quando verranno meno anche alcune dinamiche di sovvenzioni. La contrazione di consumi e spinte promozionali e l’inflazione sono onde molto alte che fanno paura, per tutti c’è il rischio di farsi del male. Ci aspettiamo un ottobre difficile con momenti di trattativa lunghi e difficili anche perché la gestione del mondo del trasporto è complicata”.
Come evidenziato da Limonta infatti il vero punto interrogativo riguarderà il prossimo mese che nel 2020 aveva visto crescite a doppia cifra. I dati raccolti da IRI evidenziano come a luglio la Gdo abbia generato ancora una crescita del +3,5% a valore e +4,7% a volume. Numeri non scontati e positivi se confrontati con un 2020 che era stato buono. Cifre positive riscontrate anche fra maggio e luglio mentre i mesi fra marzo e maggio erano stati di relativa difficoltà.
“Non ci aspettavamo questa onda lunga – ha affermato Basilari – che vede il cliente non ancora pronto ad uscire a consumare fuori almeno per il pranzo. Molte aziende infatti sono ancora in smart working e il consumatore è ancora legato al supermercato. L’estate è stata strana perché sono andate molto bene le regioni del Centro-Sud vissute dai vacanzieri mentre in generale gli andamenti sono stati diversi ed eterogenei con alcune categorie impazzite”.
Un contesto di crescita che da un lato vede situazioni di particolare positività e dall’altro formati distributivi nuovamente in difficoltà. “L’ipermercato continua ad essere in sofferenza – ha spiegato Limonta – mentre c’è un ritorno alla normalità delle piccole superfici che hanno vinto la prima fase del lockdown. Controcifra negativa che troviamo anche nel libero servizio tornato ai numeri pre pandemia. Si conferma invece in fortissima crescita il canale dei discount che prosegue i passi avanti confermati nella seconda metà del 2020 e iniziati ancor prima con uno sviluppo strutturale. Per dirla con i numeri nei primi sette mesi dell’anno tutta la grande distribuzione ha registrato un +0,8% mentre i discount sono cresciuti a doppia cifra. Non possiamo ovviamente dimenticare il canale online, cresciuto a tripla cifra nel 2020 e ancora in aumento. I dati ci dicono che già nel 2019 il Sud stava dando segnali di ripresa mentre negli ultimi due anni la crescita è stata molto interessante, figlia anche della presenza dei discount e della Gdo tradizionale aumentata in modo interessante. A Nord Ovest invece assistiamo ad una prima controcifra negativa, una cosa a suo modo eccezionale”.
Secondo l’esponente del gruppo Il Gigante invece “i discount di oggi, tranne qualche purista, non sono più quelli degli anni Novanta. Hanno formule competitive e bellezza dei negozi che li avvicina molto ai supermercati. In certe aree il consumatore abbandona l’ipermercato andando verso strutture più piccole, la convenienza non si trova più solo negli ipermercati ma anche in questi nuovi canali. È sempre più difficile capire cosa sia un discount e cosa un supermercato”. Parere condiviso anche da Limonta secondo cui “alcuni discount hanno un’offerta particolarmente interessante che il consumatore apprezza. Il canale è cambiato e si è ampliato in termini di assortimento medio e di offerta ma rimane comunque inferiore rispetto ad alcune superfici che hanno almeno tre o quattro volte di più delle tremila referenze di un discount, garantendosi con l’assortimento una possibilità strategica competitiva che consente di interloquire meglio con il consumatore”. Quanto alle previsioni per l’autunno ha anticipato: “Nel 2020 la pressione promozionale è stata particolarmente ridotta e quest’anno sta tornando ai livelli del 2019. Un elemento che è visto come causa della deflazione e del ritorno all’attività promozionale. Il tema è: continuerà anche nei prossimi mesi? E in che modalità?”. Interrogativi posti anche da Basilari: “E’ difficile fare previsioni perché stiamo tornando ai numeri di due anni fa e non possiamo sapere quello che accadrà da qui a dicembre. Dobbiamo capire quando verranno scaricate le turbative sui prezzi e quanto il consumatore avrà in tasca da spendere e se accetterà certi movimenti di prezzi. Temo – ha concluso – che l’inasprimento orizzontale vada tutto su prezzo, maggior attività promozionale e deflazione da scaricare. Ci aspettano mesi difficili fino a Natale, ma la speranza che è si possano avere consumi importanti per chiudere l’anno positivamente”.










