Per molte insegne della distribuzione organizzata la crescita passa attraverso l’aumento del numero di punti vendita e la progressiva estensione della copertura territoriale. Esistono però operatori che seguono una logica differente: invece di moltiplicare i negozi, concentrano gli investimenti su superfici più grandi, assortimenti più profondi e una maggiore capacità di generare volumi per singolo store. In questi casi, la forza della rete non deriva tanto dalla capillarità quanto dalla massa critica di ogni punto vendita.
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Rossetto rappresenta uno degli esempi più evidenti di questo modello. La rete non punta sulla diffusione di piccoli supermercati di prossimità, ma su strutture commerciali di grandi dimensioni capaci di attrarre flussi importanti di consumatori e sviluppare volumi di vendita particolarmente elevati. È una strategia che nel panorama attuale della GDO appare sempre più distintiva e che rende interessante osservare come si distribuiscono le performance all’interno della rete.
Per comprendere davvero il funzionamento del modello Rossetto non basta osservare il fatturato complessivo dell’azienda. La vera chiave interpretativa emerge infatti entrando nel dettaglio dei singoli punti vendita e analizzando tre elementi fondamentali: fatturato medio per store, redditività al metro quadrato e dimensione delle superfici.
L’analisi realizzata attraverso l’applicazione Top Sales del portale GDO Data prende in considerazione i 29 punti vendita della rete e concentra l’attenzione esclusivamente su questi tre indicatori.
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