venerdì 26 Giugno 2026

Lorenzo Guerra (CIA): “I costi della distribuzione non sono più sostenibili”

Commercianti Indipendenti Associati è la cooperativa di dettaglianti che unisce gli imprenditori Conad di un’ampia area che si estende fra Romagna, Repubblica di San Marino, Marche, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia.  I suoi attori sono commercianti indipendenti che gestiscono punti vendita a insegna Spazio Conad, Conad Superstore, Conad, Conad City, Conad Sapori&Dintorni e Conad Spesa Facile, e come si può vedere dalla Mappa della GDO, fruibile dagli abbonati Professional e Premium, il Gruppo vanta circa 270 punti vendita nelle zone già citate.

Mappatura dei punti vendita della Gruppo CIA. Fonte: Mappa della GDO di GDONews

Una realtà che con i suoi interpreti rappresenta uno spaccato importante di un settore alle prese con il complicatissimo scenario attuale, segnato dal conflitto in Ucraina, dalla crisi energetica e dalla difficoltà di reperimento delle materie prime. Tutti fattori che stanno causando non poche difficoltà all’industria e al retail, che devono fronteggiare gli incrementi di listino. Temi sui quali interviene Lorenzo Guerra, Category Manager di CIA.

Nella categoria succhi e nettari qual è la situazione attuale per i rinnovi dei contratti?

“La tensione sui prezzi si avverte in modo chiaro, ma sui rinnovi contrattuali si è cercato e, si sta cercando di trovare, non senza fatica, soluzioni condivise con tutti i fornitori in modo da soddisfare le esigenze di ogni parte in causa”.

Che motivazioni vi vengono date per giustificare gli incrementi dei listini?

“Le ragioni principali sono dovute agli aumenti delle materie prime, dei trasporti, degli imballaggi e dei pack oltre che dei costi di produzione”.

Si tratta di richieste molto frequenti?

“Abbastanza, sicuramente fuori dalla norma e dalle logiche alle quali eravamo abituati prima di questo momento storico”.

Qual è la richiesta media di incremento rispetto allo scorso anno?

“È molto variabile e dipende soprattutto dalla tipologia di prodotto e pack. Indicativamente varia da un 6% fino a superare la doppia cifra”.

L’incremento che peso ha, infine, sullo scaffale?

“Si arriverà a riversare al cliente finale quanto richiesto dai fornitori, anche perché i costi della distribuzione sono cresciuti in modo importante (ad esempio energia elettrica e trasporti) e non sono più sostenibili. Sarà compito della GDO decidere quali brand mettere sullo scaffale, sarà poi il cliente finale a decidere quali di questi acquistare”.

 

 

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