Per Esselunga il 2020 è stato un anno molto travagliato e non solo per la pandemia ed il lockdown; in quel periodo si sono poste le basi per realizzare quei risultati che l’hanno proiettata verso una nuova crescita nel 2021 appena terminato, e con solidi presupposti per una serie di aperture di punti vendita importanti nei prossimi anni, come non avveniva da tempo.
Andiamo per ordine: il bilancio della società Esselunga Spa nel 2020 ha portato a bilancio 8,310 miliardi di euro di ricavi. Un risultato positivo se si considera la criticità dei formati di grandi dimensioni durante un anno che ha privilegiato fortemente le piccole metrature e l’immediata prossimità, e con una crescita di circa il 3% sul 2019. Ma ciò che più importa è l’incremento dei profitti, che sono stati circa 40 milioni di euro in più rispetto a quelli ottenuti nel 2019, insomma a conti fatti un anno da incorniciare.
Questo risultato è stato ottenuto attraverso una rete di vendita composta, al 31 dicembre 2020, da 165 negozi e, in aggiunta, da 5 punti vendita di prossimità ad insegna “laEsse” localizzati nelle regioni Lombardia, Liguria, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.
Ai fini di una più ampia comprensione è bene spiegare che Esselunga, attraverso le proprie partecipate, gestisce anche 99 bar ad insegna Atlantic, 40 negozi di profumeria selettiva ad insegna EsseBella e, infine, è attiva nel settore immobiliare mediante la ricerca, progettazione e realizzazione di nuove iniziative, in quanto strumentali all’attività commerciale.
Le principali società partecipate sono le seguenti:
- Atlantic S.r.l.
- EsserBella S.p.A.
- Fìdaty S.pA.
- La Villata S.p.A. Immobiliare di Investimento e Sviluppo
- Orofin S.p.A.
Nel corso del 2020, la Società ha aperto i negozi di Milano in viale Tibaldi, Barzanò (Lecco), Milano in via Melchiorre Gioia (laEsse), Parma in via Verdi, Milano in corso Genova (laEsse), Milano in viale Monte Nero (laEsse), Milano in via Mercato (laEsse), Genova in via Piave, Montecatini Terme (Pistoia) e Pistoia in viale Matteotti.
Il 2020 è stato, intanto, l’anno in cui si è definitivamente risolta la diatriba all’interno della famiglia Caprotti per la liquidazione dei figli (Giuseppe e Violetta) della prima moglie di Patron Bernardo e del definitivo possesso totale della seconda moglie Giuliana Albera e della figlia Marina Sylvia.
In virtù di ciò, si era stabilito che in quel preciso momento il valore complesso di Supermarkets Italiani, la capogruppo oggi definitivamente confluita in Esselunga Spa, era di 6,1 miliardi di euro. Da lì iniziava l’era della terza figlia che, con la separazione dal CEO Sami Kahale un anno dopo, nel giugno 2021, la portava al controllo totale dell’azienda, anche in termini operativi.
Nel mese di marzo 2020, probabilmente per liquidare i soci a seguito della decisione del collegio arbitrale, Esselunga – sino a quel momento proprietaria al 100% della società la Villata Spa, l’immobiliare del gruppo – decide di cedere il 32,5% della immobiliare di famiglia a Unicredit che, per contro, la finanzia.
Non a caso gli utili del bilancio 2020 de La Villata Spa, cospicui se si pensa che al fatturato di oltre 100 milioni di euro ha realizzato utili per circa 39, ne ha destinati 16 al “titolare delle azioni privilegiate”, ovvero Unicredit, riportando a nuovo il rimanente che va ad incrementare il patrimonio netto della società, che supera il miliardo di euro.
La Villata Spa non è l’unica società di Esselunga, infatti nelle strategie del gruppo la metodologia è sempre la stessa: acquisti di terreni in disuso e, sempre più spesso, in degrado; ingenti investimenti e riqualificazione del territorio con una galleria commerciale con all’interno il supermercato e presenza del sia bar Atlantic sia della profumeria Esserbella.
Le società Atlantic Srl ed EsserBella Spa sono altre due società di cui Esselunga detiene il 100% delle azioni e che nel 2020 hanno sofferto non poco a causa delle restrizioni determinate da Covid-19.
La prima è la controllata che 99 bar a marchio Atlantic opera sul mercato presso i centri commerciali Esselunga ed ha realizzato ricavi che dai 77,4 milioni di euro nel 2019 sono scesi a 41,6 nel 2020, con un negativo a bilancio che ha portato il suo patrimonio a scendere da 79 a 73 milioni di euro.
EsserBella Spa è invece la controllata al 100% di Esselunga che opera nel mercato della distribuzione di prodotti di cura persona e bellezza; anch’essa ha sofferto le dinamiche commerciali per le restrizioni dovute a Covid-19.
Insomma, se da un lato la Vallata Spa si incarica di acquistare terreni e riqualificarli per poi affittarli alle consociate, dall’altro lato è proprio questa società quella su cui ricadono le maggiori problematiche legate agli investimenti. Un esempio su tutti: alla fine dell’anno 2020 si è aperto finalmente il punto di vendita Esselunga di Genova, dopo 34 anni di polemiche, portate al grande pubblico anche grazie al libro che pubblicò oltre 10 anni or sono Patron Bernardo “Falce e Carrello”. Ebbene l’area su cui è stato aperto il supermercato di Via Piave a Genova era della Fiat sino agli anni ’80. Nel 1984 fu acquistato dalla immobiliare del gruppo ma, per mancanza dei necessari permessi, non si riuscì mai a realizzare il supermercato.
Il punto vendita misura circa 1.500 mq, che sono pochi se si considerano gli attuali formati del Gruppo ad insegna Esselunga, ma molti se si pensa a com’erano i supermercati degli anni ’80. Ebbene, questi sono i rischi che corre la società immobiliare del gruppo.
E che dire di ciò che sta accadendo adesso: a Ospitaletto La Villata Spa ha acquistato nel 2016 un vasto terreno per costruire un grande polo logistico in grado di supportare l’espansione di Esselunga verso il nord est. La struttura sorgerà dove un tempo era attiva l’acciaieria Stefana. L’acquisto presso il liquidatore giudiziale è costato 51 milioni di euro, la società della famiglia Caprotti ha previsto un investimento di ulteriori 30 milioni per la bonifica e per le opere compensative e infrastrutture a favore del comune di Ospitaletto e limitrofi.
Il problema è che l’Arpa, nella sua valutazione d’impatto ambientale, ha stabilito che il progetto presentato non è stato ritenuto sufficiente. “Ha delle lacune” è stato spiegato nero su bianco, in riferimento ai tempi e alle modalità di intervento. Infatti, nel sottosuolo, stando alle verifiche effettuate dall’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente, sono stati riscontrati livelli molto alti di Cromo esavalente, cromo, ferro manganese e anche nitrati.
Il sostituto procuratore Antonio Bassolino, titolare dell’inchiesta, aspetta ora di capire se e come Esselunga recepirà le indicazioni di Arpa, ritenute fondamentali per proseguire i lavori ed evitare di incappare in contestazioni di natura penale. Non è mancata, però, una precisazione da parte di Arpa: “Abbiamo trasmesso una relazione tecnica di aggiornamento alla Procura, inerente all’inquinamento della falda e non il procedimento di bonifica. Quindi si tratta di fatti riconducibili all’attività industriale pregressa”.
Insomma, Esselunga non c’entra nulla ma deve rivedere il progetto. Nel giugno del 2020, dopo non poche frizioni tra Comune ed Esselunga, venne firmata la convenzione tra l’Amministrazione comunale e l’azienda, con Esselunga che ottiene il suo polo distributivo nevralgico e il Comune di Ospitaletto oltre 28 milioni tra opere e oneri. Alla fine di questo lungo Iter Esselunga, o meglio la Villalta Spa, possiederà un’edificazione di circa 300mila mq funzionali all’attività logistico-produttiva, parcheggi, la creazione di un ecodotto per l’accesso al sito (e ridurre al minimo le interferenze con il traffico) e la realizzazione di un parco agro-ambientale di circa 220 mila mq con percorsi ciclo-pedonali.
Questi sono i problemi veri che Esselunga sta affrontando per crescere con il suo modello di business che prevede le attività dei supermercati, ma non solo.
I sei punti di vendita acquistati da Auchan sono stati un “toccasana” per lo sviluppo, ma non bastano. A Genova l’espansione vuole proseguire, si parla di altri due punti vendita, si parla dell’area ex Mira Lanza ma, come appena visto, i problemi sono sempre molti.
Esselunga continua ad essere “la gallina dalle uova d’oro”, il suo patrimonio netto è passato da 8,1 miliardi del 2019 ad 8,4 miliardi nel 2020, il trend del fatturato è cresciuto del 3,03% ma, negli ultimi tre anni l’incremento è stato pari al 8,45%, che diventa del 12,31% negli ultimi cinque anni.
Nelle prossime due settimane gli abbonati a GDONews potranno leggere due pubblicazioni molto interessanti, dove si evidenzieranno le prestazioni della gestione caratteristica nell’anno del lockdown, con dati, tabelle e statistiche per conoscere in profondità il gruppo di Limito di Pioltello.











