La competizione della GDO campana non si gioca soltanto nei negozi. Dietro nuove aperture, ampliamenti delle reti e investimenti logistici c'è una seconda competizione, meno visibile al consumatore: quella per le risorse necessarie a finanziare lo sviluppo. E i bilanci delle principali imprese presenti nella regione raccontano situazioni molto differenti.
Piccolo e Megamark sono i due casi più evidenti, nel periodo analizzato i ricavi di Piccolo sono cresciuti dell'88,7% e quelli di Megamark del 64%. Ma a questa accelerazione corrisponde oggi un patrimonio netto pari rispettivamente al 32,8% e al 22,9% dell'attivo. Dall'altra parte troviamo società come Eurospin Lazio, Spesa Intelligente e Lidl, con livelli di patrimonializzazione decisamente superiori ed in linea con il carattere essenziale della loro struttura.
I patrimoni sono la conseguenza delle fotografie relative alle diverse redditività di questi gruppi della GDO: Eurospin Lazio, infatti, chiude l'ultima rilevazione con un utile pari al 5,3% dei ricavi, Spesa Intelligente con il 3,6% e Lidl con il 3,3%. Megamark si ferma all'1,5%, Multicedi all'1,4%, Piccolo all'1,1%. Eppure, quasi tutte le imprese analizzate hanno attraversato cinque esercizi senza registrare perdite.
Crescita, redditività e solidità patrimoniale non stanno quindi necessariamente dalla stessa parte della classifica. Ed è proprio questa distanza che diventa importante quando il mercato entra in una nuova fase di investimenti: alcune imprese arrivano con molto capitale e poca esposizione finanziaria, altre hanno corso molto più velocemente ma presentano una struttura patrimoniale più sottile.
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