lunedì 13 Aprile 2026

Dalla guerra in Iran allo scaffale: come possono cambiare i prezzi nei supermercati?

Le crisi geopolitiche raramente restano confinate nei teatri militari. Quando energia e logistica globale entrano in tensione, l’impatto si propaga rapidamente nell’economia reale, fino a raggiungere l’industria alimentare e i prezzi al consumo.

Nel giro di pochi giorni il mercato energetico globale è tornato al centro dell’attenzione. La guerra in Iran ha riportato immediatamente al rialzo della benzina, con rinnovata tensione sui mercati del petrolio e del gas. Purtroppo, come c’era da aspettarsi, le nuove incertezze geopolitiche stanno riportando in auge una domanda che sembrava archiviata dopo la crisi energetica del 2022: quanto è vulnerabile l’economia europea a un nuovo shock energetico?

Per chi osserva la filiera alimentare – dall’industria alla distribuzione – la risposta è semplice: molto più di quanto si pensi.

L’energia è infatti una componente strutturale della produzione alimentare. Forni industriali, evaporatori, sterilizzazione, refrigerazione, catena del freddo e logistica refrigerata rendono l’industria alimentare uno dei comparti industriali più energivori. In molti settori il costo dell’energia rappresenta tra l’8% e il 20% dei costi industriali; nei comparti più intensivi, come surgelati, lattiero-caseario o conserve, può arrivare anche oltre.

Questo significa che ogni variazione significativa dei prezzi energetici tende a propagarsi lungo tutta la filiera: dalla produzione all’industria, dalla logistica alla distribuzione, fino allo scaffale.

Con il blocco contingente (si spera) dello stretto di Hormuz il mercato energetico globale è entrato in una fase di equilibrio fragile; non siamo in una crisi energetica come quella del 2022, ma il sistema dipende da pochi nodi logistici e geopolitici estremamente sensibili, lo Stretto di Hormuz appunto,  ma anche il Mar Rosso, il Canale di Suez ed il Mar Nero: attraverso queste rotte transita una quota enorme dell’energia mondiale ed anche una tensione limitata in uno di questi punti può produrre effetti immediati sui mercati.

E’ quindi utile, per capire cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane – e in particolare nel periodo successivo alla Pasqua – immaginare tre scenari.

Il primo scenario è quello di una nuova tensione energetica significativa. Immaginiamo che lo stretto di Hormuz rimanga chiuso, che l’Iran lo metta sotto scacco colpendo qualche petroliera, al punto  di inibire gli armatori e le compagnie di assicurazione. In questo caso è facile che il gas europeo possa superare stabilmente i 40 euro per megawattora e il petrolio oltrepassare la soglia dei 100 dollari al barile. Uno scenario del genere significherebbe che il mercato ha solidamente incorporato un rischio geopolitico elevato o una riduzione delle forniture globali. La conseguenza sarebbe che i costi industriali tornerebbero rapidamente sotto pressione e l’industria alimentare vedrebbe aumentare i costi energetici e logistici che, nel giro di pochi mesi, si tradurrebbe inevitabilmente in una nuova spinta inflattiva sui prezzi alimentari. Non sarebbe una replica della crisi del 2022 sia chiaro, ma l’inflazione food potrebbe tornare nell’ordine del 4–6% nel giro di pochi mesi.

Il secondo scenario – oggi il più probabile – è quello di un mercato energetico stabile ma teso. Gas tra 30 e 40 euro e petrolio tra 80 e 100 dollari indicano un sistema energetico che funziona ma incorpora un premio di rischio geopolitico. In questo caso l’industria alimentare dovrebbe riuscire a gestire i costi attraverso efficienze produttive, ottimizzazione logistica e compressione dei margini. I prezzi al consumo tenderebbero sicuramente a crescere lentamente, ma dentro un’inflazione alimentare moderata, diciamo intorno al 2–3%. È lo scenario che consente al sistema di adattarsi senza shock, ma che mantiene alta l’attenzione dei retailer sulla gestione dei costi.

Il terzo scenario, meno probabile, è quello di un ritorno a condizioni energetiche favorevoli. Gas sotto i 30 euro e petrolio sotto gli 80 dollari, fattori che ridurrebbero sensibilmente i costi industriali e logistici, consentendo alle aziende di recuperare margini e alla distribuzione di tornare a politiche promozionali più aggressive. In questo contesto l’inflazione alimentare tenderebbe a stabilizzarsi. Sarebbe lo scenario più favorevole per il sistema dei consumi, ma richiede stabilità geopolitica e un equilibrio tra domanda e offerta energetica globale, cosa oggi piuttosto difficile da pensare.

Il punto fondamentale è che oggi la filiera alimentare europea è molto più sensibile all’energia di quanto non fosse in passato, perché la globalizzazione delle catene di approvvigionamento e la crescita della logistica refrigerata hanno aumentato l’intensità energetica del sistema.

Per questo motivo i grandi operatori della distribuzione moderna osservano con estrema attenzione l’evoluzione dei mercati energetici.

Ogni aumento significativo dei costi energetici produce quasi sempre tre effetti immediati: maggiore pressione negoziale sui fornitori, rafforzamento delle private label e maggiore attenzione del consumatore al prezzo. L’energia, in altre parole, non è solo un fattore industriale. È diventata una variabile strategica che influenza la struttura stessa del mercato alimentare.

E nei prossimi mesi, più che il livello assoluto dei prezzi, sarà proprio la stabilità del sistema energetico globale a determinare l’equilibrio tra industria, distribuzione e consumatori.

 

Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

Ultime Notizie