Gruppo VéGé ha archiviato il 2024 con l’undicesimo anno consecutivo di crescita. Quali sono, oggi, le leve strategiche che continuano a fare la differenza?
La nostra forza è un modello imprenditoriale unico nel panorama distributivo italiano, capace di unire il radicamento territoriale delle 32 imprese socie con una visione strategica centrale. Siamo riusciti più di chiunque altro a far sì che ogni realtà che entra in Végé ricavi vantaggi da diversi punti di vista: commerciale sui contratti e sui listini, vendita sul piano promozionale riuscendo al contempo a mantenere la completa autonomia come posizionamento d’offerta e leve proprie.
Essere riusciti a integrare il tutto in maniera perfetta ci ha permesso di ottenere questi risultati oggi. A questo si aggiunge un impegno costante sull’innovazione, che si traduce in investimenti, progetti digitali e relazioni solide con l’Industria di Marca. In uno scenario di mercato complesso, è proprio questa combinazione a generare continuità di crescita.
Uno degli ultimi importanti investimenti che avete fatto è la piattaforma VéGé Data Sharing, oggi arrivata alla versione 3.0. Qual è l’impatto concreto di questo strumento nella relazione con l’Industria?
È un salto culturale oltre che tecnologico. Con VéGé Data Sharing 3.0 offriamo ai fornitori un accesso immediato a dati granulari sulle vendite, l’assortimento e le promozioni di oltre 2.200 punti vendita. Parliamo di un sistema che copre oltre il 60% del mercato FMCG italiano e coinvolge 438 fornitori. È un’alleanza basata su trasparenza, efficienza e crescita condivisa. Noi crediamo che il futuro della Distribuzione Moderna passi da qui.
Nel 2025 prevedete investimenti per 265 milioni di euro e l’apertura di 98 nuovi punti vendita. Ci sono format o territori più strategici di altri?
Non c’è una risposta univoca a questa domanda. La nostra rete è articolata e si sviluppa su più formati: supermercati, iper, Cash & Carry e specializzati. Oggi i format a maggiore resa sono i supermercati di prossimità e i negozi specializzati, capaci di intercettare nuove abitudini di consumo. Quanto ai territori, vediamo dinamiche interessanti sia nelle aree ad alta densità sia nei contesti semiurbani, dove la presenza di insegne a forte identità locale è un vantaggio competitivo.
L’omnicanalità è un altro asse strategico. Come si integra oggi con il vostro modello che integra imprese socie radicate in territori così differenti?
Abbiamo potenziato sia il click & collect, con 319 punti attivi, sia la home delivery in 13 regioni grazie a partnership con Glovo, Just Eat, Everli, Alfonsino e presto anche Deliveroo. L’obiettivo non è “fare e-commerce”, ma essere vicini al cliente in ogni momento. Per farlo, l’omnicanalità deve dialogare con la rete fisica e con la conoscenza profonda del territorio che le nostre imprese socie si impegnano a garantire.
Avete distribuito 950 milioni di euro in risparmi ai consumatori attraverso le politiche promozionali. Come si fa a mantenere questa convenienza senza comprimere i margini delle imprese socie?
È possibile se si lavora con metodo, trasparenza e capacità negoziale. La solidità economica del Gruppo ci consente di affrontare le stagioni negoziali con equilibrio. Le promozioni non sono una rincorsa al prezzo più basso, ma strumenti per generare valore. Anche per questo l’Industria continua a riconoscere in VéGé un partner strategico, come dimostrano i risultati di quota e i dati Mediobanca.
Citi spesso il crescente impegno sociale delle vostre imprese. Da cosa nasce questa spinta e quanto incide il tuo impegno in prima linea?
Nasce da un’identità forte e coerente. I nostri imprenditori sono prima di tutto parte attiva della comunità in cui operano. Il supporto a scuole, associazioni sportive, realtà del terzo settore non è un’operazione di marketing, ma una responsabilità sentita. È questo che rende VéGé diverso: unire visione e prossimità, numeri e valori. Io ci metto sicuramente del mio, non lo nego, ma il risultato finale è ciò che conta.







