giovedì 25 Giugno 2026

L’export traina il food italiano: +11,4% nel 2024, ma il 2025 si gioca sulle sfide globali

Anche in un anno segnato da inflazione e contrazione del potere d’acquisto, l’industria alimentare rappresentata da Unione Italiana Food conferma il proprio ruolo strategico per l’economia nazionale. Con un fatturato aggregato di 58 miliardi di euro (+2,6% sul 2023), 100.000 occupati e oltre 3 miliardi di euro investiti annualmente in innovazione e sostenibilità, il comparto mostra una capacità di tenuta e rilancio che fa del food uno dei pilastri del Made in Italy.

Alla VII Assemblea Generale tenutasi presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il presidente Paolo Barilla ha ribadito l’orgoglio di rappresentare un’industria che “non produce solo cibo, ma alimenta territori, relazioni ed emozioni”. Una missione che si traduce in prodotti di alta qualità, sicuri, sostenibili e accessibili, apprezzati in Italia e all’estero.

L’export si conferma driver di crescita, con 23 miliardi di euro (+11,4%) e una quota pari al 40% del totale dell’export agroalimentare italiano. Germania, Francia e Stati Uniti restano i principali mercati, ma crescono le opportunità in Asia, Nord Europa e Medio Oriente, trainate dai trend salutistici e plant-based. Restano tuttavia incerte le prospettive sul fronte USA, dove incombe il rischio dazi.

Tra i comparti più dinamici del 2024 si segnalano:

  • Pasta: oltre 4 milioni di tonnellate prodotte (+5%), con il 58% destinato all’export;
  • Dolciario: 19 miliardi di euro (+2,5%);
  • Surgelati: 5,7 miliardi (+1,8%);
  • Caffè: 4,7 miliardi (+8,5%);
  • Preparazioni alimentari: 5,3 miliardi (+5,1%);
  • Integratori: 4,9 miliardi (+5,9%).

Il paniere Unionfood è composto per il 50% da prodotti “tradizionali”, per il 30% da “tradizionale evoluto” e per il 20% da “innovativi”, in risposta alla domanda crescente di convenienza, benessere e funzionalità.

Secondo Carmine Garzia, responsabile scientifico dell’Osservatorio Food Industry Monitor, “il 2025 sarà ancora un anno positivo, ma con variabili critiche: dalla geopolitica alla pressione doganale, serviranno strategie di internazionalizzazione più strutturate e competenze manageriali solide.”

Con oltre 900 marchi rappresentati e 24 categorie merceologiche sotto la propria ala, Unione Italiana Food si conferma come la realtà associativa più ampia e rappresentativa del comparto, con un ruolo guida nella transizione verso un’industria sempre più sostenibile, innovativa e competitiva a livello globale.

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