La settimana scorsa abbiamo analizzato le vicissitudini del gruppo Crai, concentrandoci su un aspetto cruciale: la difficoltà oggettiva che sta vivendo oggi l’offerta di ultra-prossimità. Parliamo di quei negozi di immediato vicinato, da sempre fulcro commerciale e sociale non solo nei quartieri delle grandi città, ma anche nei piccoli centri abitati.
Negli ultimi anni, tuttavia, questo formato ha incontrato ostacoli significativi: da un lato, l’evoluzione di formati più grandi, con più assortimento e più attrattivi anche in termini di prezzi, caratterizzati appunto da una forte aggressività commerciale, al punto da portare molti consumatori concepire sotto casa anche il negozio che dista a cinque minuti di auto, sottraendo clienti ai negozi effettivamente sotto casa ma più piccoli.
Dall’altro i forti cambiamenti demografici, lo spopolamento di alcuni territori del Paese, in particolare nel Sud Italia e nelle aree appenniniche, hanno reso ancora più complessa la sopravvivenza di questo modello di vendita. Terzo ma non meno importante, è la difficoltà di fare emergere un modello nuovo ed effettivamente attrattivo di format di prossimità.
Un ruolo che, paradossalmente, considerando la prossimità solo come vicinanza, hanno in qualche modo assunto i discount. Il risultato è una difficoltà diffusa e strutturale a livello nazionale.
Ebbene, la scorsa settimana abbiamo esaminato questo fenomeno con riferimento alle prestazioni dei soci della Centrale Crai; oggi, analizzando il gruppo D.it – che comprende le insegne Sigma e Sisa – ci troviamo nuovamente di fronte a una realtà simile. D.it rappresenta infatti un esempio di retailer storico che ha accompagnato generazioni di italiani e che oggi, come spesso accade con i modelli tradizionali, soffre la pressione della modernità e dell’evoluzione dei formati distributivi.
Tuttavia, è fondamentale capire qual è lo stato attuale di questa realtà: D.it è un’azienda che supera complessivamente i 2 miliardi di euro di fatturato ed è radicata principalmente nel Sud Italia, pur contando su alcune storiche imprese del Nord, come Realco e Consorzio Europa.
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