domenica 8 Febbraio 2026

Cialde battono capsule: crescita del 26% in GDO, scelta più sostenibile per i consumatori

La categoria del caffè macinato sta attraversando un periodo complesso anche nelle vendite della GDO a causa degli aumenti dei costi delle materie prime e di sostanziali cambi che si stanno proponendo sugli scaffali di vendita. L'inflazione che la GDO trasferisce sul prodotto è minima rispetto alla crescita dei costi alla fonte, sollevando interrogativi sui "blend" che i produttori potrebbero star utilizzando dietro le etichette e i codici EAN abituali.

Secondo i dati più recenti di Nielsen IQ, aggiornati a poche settimane fa, il caffè macinato ha visto nell'ultimo anno mobile un incremento di fatturato, superando 1,5 miliardi di euro (I+S+LS+D).

Tuttavia, i volumi di vendita (€/kg) sono diminuiti del 3%.

Questa flessione è attribuibile principalmente alla riduzione degli acquisti di prodotti con più prodotto (peso o capsule o cialde) a vantaggio di quelli con battute di cassa più basse: le vendite per confezione, infatti, sono rimaste quasi stabili (-0,8%).

 

Il prezzo medio del caffè macinato (€/kg) è aumentato del 9,8% in un anno (+7,6% per il prezzo medio a confezione). L'aumento più significativo riguarda il prezzo nei periodi promozionali, con un impatto rilevante sull'incremento del prezzo medio di vendita.

All'interno dei segmenti di assortimento, le capsule rappresentano oltre il 42% delle vendite, superando il caffè macinato normale al 30%. Tra le capsule, quelle compatibili con il sistema Nespresso sono le più vendute, con un fatturato superiore a 269 milioni di euro nella GDO. L'inflazione ha spinto verso l'alto il fatturato di questo segmento, ma anche le vendite in volume sono cresciute dell'8,2%, portando la loro quota di mercato al 17,5%.

Le capsule Dolce Gusto hanno registrato un fatturato di 185,2 milioni di euro (+7%), mentre quelle "A modo mio" Lavazza hanno raggiunto 165,5 milioni di euro (+9,6%). Il caffè macinato normale ha generato un fatturato di 475 milioni di euro, con una crescita dello 0,5% e una quota di mercato pari al 31%. Tuttavia, il vero exploit è stato realizzato dalle cialde, con un aumento di fatturato superiore al 26%, superando i 156 milioni di euro. In termini di quota di mercato, le cialde si equivalgono alle capsule "A modo mio" Lavazza ma mostrano un trend di crescita superiore.

Per quanto riguarda le vendite a volume (€/kg), il caffè macinato normale è in forte calo (-10,1%), con una quota di mercato che sfiora il 50% ma in discesa. Al contrario, i volumi di vendita premiano il caffè normale espresso e le cialde, queste ultime in crescita del 23,5%. Le capsule, pur mostrando volumi di vendita in crescita, non superano il 10%.

Analizzando le vendite a confezione, si osserva una crescita generale per le cialde (+12,3%) e le capsule Dolce Gusto (+0,3%), mentre le vendite delle capsule Nespresso sono in calo. Il caffè macinato normale ha registrato una diminuzione delle vendite del 6,4%. È interessante notare che, nonostante l'inflazione, il prezzo medio €/kg delle capsule compatibili Nespresso è diminuito dell'1,2%, e quello delle capsule Dolce Gusto del 2,1%.

Il prezzo medio del caffè macinato normale è aumentato dell'11,8%, ma il divario di prezzo €/kg rispetto alle capsule rimane significativo: 9,2€ al kg per il caffè macinato contro 43,8€ per le capsule Nespresso, 32,7€ per Dolce Gusto e "A modo mio", e 18,4€ al kg per le cialde. Senza promozioni, i prezzi medi delle capsule salgono ulteriormente, con 45€ per Nespresso, 33,2€ per Dolce Gusto e 34,5€ per "A modo mio".

Il consumatore tende ad acquistare confezioni più piccole ma con maggiore frequenza, una dinamica che interessa anche le cialde.

La pressione promozionale è più elevata per il caffè macinato normale (40,4%), nonostante un calo del 3,9%. Le capsule mostrano un utilizzo inferiore di questa leva strategica: Nespresso è al 24,3%, mentre "A modo mio" raggiunge il 28,9%, entrambe in aumento. Le cialde registrano una pressione promozionale del 32,6%, in lieve calo.

Dal punto di vista geografico, le vendite di caffè macinato in GDO sono cresciute del 6,5% a livello nazionale, con il Sud Italia che si distingue per un incremento del 10,2%. A volume (€/kg), le vendite calano ovunque, con le riduzioni più marcate nel Centro Italia e nel Nord-Est.

Le vendite a confezione, invece, crescono nel Sud, mentre calano dell'1-2% nelle altre aree. L'inflazione €/kg più alta si registra nel Sud Italia (+12,5%), seguita dal Centro (+10,7%), mentre il Nord rimane con crescite a una cifra.

I formati di vendita

I supermercati e i superstore rappresentano oltre il 60% delle vendite totali di caffè in valore, mentre i discount non superano il 15,2%, pur mostrando una crescita del 7,1%. Gli ipermercati non hanno registrato evoluzioni significative nelle vendite.

Il prezzo medio €/kg della categoria è pari a 16,8€ (+2,6%), con i superstore che risultano i più cari (17,1€), seguiti dai supermercati (16€). I discount offrono il prezzo più basso (13,5€), ma con il maggior incremento.

Infine, la Marca del Distributore ha fatturato 265 milioni di euro (+11,2%), il doppio della media della categoria, con un'incidenza media del 17,3%. Questo valore è particolarmente elevato per le capsule Dolce Gusto (26,3%) e Nespresso (24%).

 

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