giovedì 22 Gennaio 2026

Ipermercati e Innovazione: i Numeri di Rossetto nella sua nuova vita

Nel 2023, Rossetto Trade ha registrato una forte crescita grazie all'espansione nei formati ipermercato e all'ottimizzazione dei costi. L'azienda ha migliorato i margini, rafforzato il patrimonio e ottenuto un ROI eccellente

Rossetto Trade Spa è controllata al 100% dal Gruppo Rossetto Spa, i cui soci appartengono alla famiglia Rossetto. Storicamente parte del gruppo dei cosiddetti “Category Killers”, negli ultimi anni l’azienda ha intrapreso una trasformazione, aggiornando il format, l’offerta assortimentale e cambiando la centrale acquisti.

Oggi l’azienda è presente sul mercato con formati di vendita medio-grandi, e le nuove aperture, lo scorso anno, hanno riguardato due ipermercati, formati che comportano costi di gestione rilevanti, con un’offerta in cui i prodotti freschi e freschissimi sono predominanti.

Come di consueto, non analizzeremo l’offerta, ma ci concentreremo sui risultati che questa ha prodotto.

Il contesto economico in cui l’azienda ha operato, e in generale la GDO, è stato particolarmente favorevole negli ultimi due anni, crisi energetica a parte. Le difficoltà affrontate dall’industria di produzione non sono paragonabili a quelle che hanno caratterizzato il mass market retail.

In questo contesto, Rossetto ha ottenuto risultati migliori rispetto a molti altri, come dimostrano i dati riportati in questo articolo, realizzato con il supporto del software “Benchmark On Line” il quale permette di analizzare fino a 10 gruppi della GDO mettendoli tutti a confronto sulle loro prestazioni economiche dal 2019 al 2023 con semplicissimi grafici e tabelle.

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Il software contiene tutti i risultati di tutti i gruppi della GDO e tutti gli affiliati, che possono essere raggruppati per Cedi di appartenenza ed essere messi a confronto tra loro.

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La crescita dei ricavi di Rossetto dal 2019 al 2023 è stata

significativa (+42,4%), ma ancora più rilevante è stata la crescita della gestione caratteristica (Ebitda +95,5%).

Il 2023 è stato l’anno migliore del quinquennio in termini di rapporto tra crescita dei ricavi e dei margini.

Tuttavia, Rossetto non è un caso isolato. I risultati di profitto degli ultimi cinque anni del gruppo, tuttavia, presentano trend diversi rispetto a molti concorrenti: eccellenti nel 2019, seguiti da un calo nei due anni successivi, per poi tornare a crescere nel 2022 e soprattutto nel 2023.

Il modello di business di Rossetto si basa su un margine industriale non particolarmente alto, considerati i negozi di proprietà, caratteristica tipica di chi adotta una politica aggressiva sui prezzi.

Si registra un significativo recupero delle spese per i servizi, accompagnato da una diminuzione del primo margine, anche se i due fenomeni non sono correlati. Il costo del lavoro risulta leggermente elevato rispetto ad altri player, ma, come detto, Rossetto oggi si concentra sugli ipermercati e superstore.

Da notare anche una forte propensione per affitti e noleggi, che pesano significativamente in termini di incidenza, rispetto alla gestione degli ammortamenti.
Non conosciamo le ragioni di questa scelta, ma nel mass market retail le operazioni immobiliari intra-gruppo sono piuttosto comuni, e ciò potrebbe fornire una spiegazione.

Gli indicatori di utile registrano risultati positivi ogni anno, con un 2023 da incorniciare.
Ottimo anche il ROI (Rendimento del capitale investito), segno di una gestione eccellente, confermata dagli indicatori patrimoniali.

Il debito è inesistente e il rapporto attivo/ricavi molto elevato: il patrimonio netto della società ha raggiunto i 137,3 milioni di euro nel 2023.

In cinque anni, Rossetto ha generato 77,5 milioni di euro di utili, con quasi 23 milioni solo nell’ultimo anno. Durante lo stesso periodo, il patrimonio è passato da 91,8 milioni a 137,3 milioni, con il 58% degli utili del quinquennio destinati al rafforzamento del patrimonio aziendale.

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