sabato 17 Gennaio 2026

Le Marche Industriali perdono oltre il 7% dei volumi di vendita in due anni. E’ allarme rosso

Se si dovesse far luce su quali sono i nuovi trend del mercato sulla base dei sell out (delle vendite) e non sulla base delle percezioni e dei sondaggi sul consumatore, non vi è dubbio che la risposta sarebbe solo una: il consumatore vuole il risparmio, ed applica questa determinazione spostando il focus sugli acquisti dalla Grande Marca Industriale alla MDD.

Se si fa mente locale tale trend è assolutamente logico: il consumatore non si vuole privare di nulla, vuole solo risparmiare e riconosce che la differenza qualitativa tra le due grandi "species" è colmata, e quindi si rivolge alle Private Labels.

I dati di Circana riferiti alle vendite del LCC nel mese di Gennaio 2024 non lasciano equivoci relativamente a questa riflessione.

La situazione attuale è, prima di tutto, preoccupante un pò per tutti perchè MDD e Marche Industriali risultano al momento in netto calo rispetto alla chiusura del 2023, seppur si denoti una decrescita più contenuta per la private label.

L'inizio di anno di restituisce una forbice tra le due piuttosto ristretta, e questa è una novità.

Entriamo nel dettaglio:

Nel Largo Consumo Confezionato la Mdd ha terminato il 2023 con un progresso di +0,5% rispetto all’anno precedente vedendo crescere così la propria quota di mercato arrivando alla fatidica soglia del 30,0%.

Prosegue così – come impresso nell’istantanea dell’Outlook Circana di fine anno – un costante percorso di crescita che ha portato un incremento di tre punti rispetto al 2020 quando si attestava a 27.0%.

Entrando nel merito delle aree merceologiche, notiamo che la quota di mercato nel comparto Alimentari e Bevande si assesta invece a 31,6%, con un incremento del +0,6%.

Nel settore Cura persona si nota un progresso del +0,1% che porta ad un'incidenza della MDD al 18,3%, e che cresce di ben tre punti rispetto al 2020 (15,1%).

Per quanto riguarda invece la Cura casa non si nota un progresso (resta sullo 0% rispetto all’anno precedente) ma con una stabile e significativa incidenza, pari al 26,4%.

Il confronto tra MDD e IDM

Il confronto tra gli andamenti fra Marca del Distributore e quella Industriale è di assoluto interesse, soprattutto nelle sue dinamiche.

Iniziamo dalle vendite a valore: il 30 ottobre del 2022, nel pieno della crisi inflattiva, la forbice tra le due era molto estesa: la MDD cresceva del 17,9%, mentre la marca industriale registrava il +6,4%. Si faccia attenzione: in questo particolare momento la MDD era costretta ad assorbire tutta l'inflazione (bassa marginalità diffusa) mentre le marche industriali si vedevano dilazionare gli incrementi spalmati su più mesi. A questo si doveva l'exploit della MDD.

A luglio del 2023, quando la MDD registrava crescite del 13,9% e la IDM del 7%, era il consumatore (ed il retailer) che sceglievano questa direzione strategica. Vale a dire, in un momento dove gli incrementi dei listini della IDM erano oramai diffusi e pieni, la GDO da un lato si rendeva conto che i volumi scendevano e sceglieva di ampliare la sua offerta (negli spazi ancor più che nella numerica delle referenze che è cosa più lenta e complessa) sulla MDD, ben accolta dai consumatori.

La forbice a valore l'estate scorsa era estesa, in pratica la crescita della MDD era doppia rispetto alla IDM.

A gennaio 2024 ci troviamo in una situazione differente: la forbice tra le due si è ridotta moltissimo, la MDD cresce a valore del 2% e la IDM è in leggero calo (-0,5%).

Vediamo adesso le dinamiche dei volumi di vendita.

IN questo caso, ovviamente, la forbice è sempre stata molto più compressa rispetto alle vendite a valore però, per certo, l'estate scorsa, nel momento di maggiore crisi della IDM, la distanza era di circa il 6%, una differenza rilevante. Ancor più preoccupante era rilevare che la MDD cresceva del +4% e la IDM calava del -2%.

A gennaio 2024 la forbice rimane estesa (circa 5%) ma quello che deve preoccupare è il calo costante dei volumi di vendita della IDM (-4,2% su gennaio 2023, che era già a -3,7% su 2022).

In pratica in due anni la IDM ha perso oltre il 7% dei volumi di vendita. E' allarme rosso.

L’andamento delle attività promozionali, infine, prosegue secondo una crescita piuttosto lineare dal 2022 anche se è possibile notare una leggera decrescita tra novembre 2023 (2,9%) e gennaio 2024 (2,1%) che passa attraverso la percentuale più bassa di dicembre (1,9%).

Evidente anche il calo del Largo Consumo Confezionato nelle promozioni che nell’ultimo mese dell’anno è calato al 23,5% nelle vendite a valore. L’andamento decresce anche rispetto al mese di novembre 2023, la cui percentuale si attestava attorno al 24,2% e che ha toccato il valore più alto a dicembre ’23 (25,2%).

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