Dal 1972, Coopbox produce packaging per alimenti combinando sicurezza alimentare e rispetto dell’ambiente. Questo è possibile grazie all’applicazione dei principi dell’economia circolare, un modello che mira a superare i sistemi tradizionali di produzione e consumo attivando nuovi processi in cui le risorse vengono riutilizzate e mantenute, consentendo di generare più valore e per un periodo più lungo. In questo modo, ciò che è rifiuto si trasforma in materia prima seconda, alimentando un nuovo ciclo di produzione.

Spesso si è portati a pensare, erroneamente, che le soluzioni più sostenibili siano quelle che escludono la plastica dall’insieme di materiali che dovrebbero essere utilizzati per confezionare alimenti. Allo stesso tempo, però, ci si dimentica che gli stessi materiali plastici presentano nelle loro caratteristiche, la soluzione a questo problema: la riciclabilità. Dire che un materiale è riciclabile significa infatti ammettere che, una volta arrivato a fine vita e sottoposto ai trattamenti necessari, possa essere immesso nuovamente nella catena di produzione come materia prima seconda e possa così essere utilizzato per produrre sia lo stesso oggetto di partenza che prodotti adibiti ad altri scopi.

L’Italia, da questo punto di vista, è un’eccellenza Europea tanto che secondo la previsione del CONAI, la percentuale degli imballaggi avviati al riciclo per la fine dell’anno sarà del75%, ben 10 punti percentuali sopra la quantità che l’UE chiede agli Stati Membri entro il 2025.

Per come era stato pensato originariamente, il nuovo Regolamento europeo in materia di imballaggi sembrava non tenere in considerazione questo dato, tanto che l’obiettivo andava proprio nella direzione opposta: eliminazione di alcune tipologie di imballaggi e promuovere la pratica del riutilizzo, rendendo vano il lavoro di paesi come l’Italia che in tutti questi anni hanno investito in ricerca e in impianti per il recupero e il riciclo di imballaggi in plastica con l’obiettivo di implementare un’economia sempre più circolare e sostenibile.

Ad opporsi, così, non sono stati solo i diretti interessati, e quindi i produttori come Coopbox e molte altre imprese, che fin da subito ne hanno evidenziato i rischi per tutta la filiera, ma anche imprese, associazioni, consorzi che fanno parte di settori diversi e che riconoscono all’imballaggio quel valore non solo puramente economico, ma strettamente connesso alla sicurezza e alla riduzione dello spreco alimentare, ai posti di lavoro, all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità in termini di ambientali, economici e sociali.

La bozza di decreto votata lo scorso novembre dal Parlamento Europeo ha recepito gran parte delle osservazioni mosse dal mondo dell’agricoltura, dell’industria e della distribuzione. In particolare è stata riconosciuta la centralità del packaging come strumento a tutela dell’igiene e a salvaguardia degli sprechi alimentari, con un chiaro contributo netto in termini di riduzione di emissioni rispetto a un mondo privo di imballaggi oppure basato sul solo riuso degli stessi.

La bozza, che dovrà essere oggetto di un ulteriore passaggio, il così detto Trilogo, ha stabilito alcuni capisaldi per quando concerne gli imballaggi per alimenti in freschi:

  • riciclabilità, ovvero esistenza di una filiera industriale di riciclo (chimico o meccanico) entro il 2025;
  • dal 2030 dovrà essere del 30% per i contenitori sensibili al contatto in PET (50% dal 1° gennaio 2040) e del 7,5% (50% dal 2040) per gli imballaggi sensibili al contatto in materiali diversi dal PET, ad eccezione delle bottiglie, per le quali sono fissati target specifici, rispettivamente al 30% e 65%

Grazie agli investimenti in tecnologia e innovazione portati avanti da Coopbox, insieme alle altre società del Gruppo Happy, oggi i prodotti in XPS (polistirene espanso estruso) soddisfano già appieno i requisiti della futura direttiva imballaggi.

Coopbox infatti è stata tra le prime aziende in Europa ad avere avviato la produzione e la vendita di vassoi in XPS oltre 50 anni fa, ed oggi è in grado di produrre questi stessi vassoi a partire da materiale riciclato post consumo ottenendo così un nuovo imballaggio più sostenibile in termini di riduzione della CO2.

L’r-XPS, un imballaggio innovativo, che riduce drasticamente la materia prima vergine impiegata utilizzando fino al 50% di riciclato post consumo, mantenendo inalterata la capacità di conservazione dell’alimento, è quindi la versione green del classico XPS e ne rappresenta la naturale evoluzione in senso ambientale nel pieno rispetto delle future norme.

Si tratta infatti di un in imballaggio sicuro e funzionale per i nostri clienti che lo confezionano e per i consumatori che lo utilizzano, e che assicura nel contempo la massima sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

È pienamente riciclabile a livello industriale sia meccanicamente che chimicamente e sono sempre di più in Europa gli impianti destinati alla selezione e al riciclo dell’XPS: dallo stabilimento Indaver per riciclo chimico di prossima apertura in Belgio al nuovo sito di selezione XPS in Svezia.

Anche il Gruppo Happy, grazie alla partecipata Evolution, svolgerà un ruolo diretto da protagonista nella circolarità dell’XPS con un avveniristico sito dedicato al riciclo delle materie plastiche nel Sud Italia, incluse le frazioni PS e XPS che ritorneranno a nuova vita come materie prime seconde per la produzione delle vaschette r-XPS.

Fa parte della missione di Coopbox e dell’intero Gruppo Happy migliorare la sostenibilità, la funzionalità e la riciclabilità dei propri imballaggi, investendo continuamente nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative e circolari.

Oggi scegliere l’ r-XPS vuol dire fare una scelta ancorata alla tradizione, così importante in un paese con un grande cultura del buon cibo come l’Italia, ma anche proiettata al futuro, nel pieno rispetto già oggi dei requisiti ambientali e legali previsti per i packaging circolari di domani.