domenica 21 Aprile 2024

La GDO guadagna poco: ecco quali sono i modelli di business più profittevoli in Italia

La GDO italiana è un mondo variegato fatto di tante imprese con business differenti: da chi ha negozi di proprietà a chi vende a Cedi, ed ancora a chi ha Cash e vende anche a piccole superette ma, al tempo stesso, ha anche qualche supermercato di proprietà; per non parlare di chi è nel business dei drugstore i quali, in parte, presentano assortimenti uguali alla GDO. IN questo studio, appena pubblicato da Istituto Georetail Italia SRL, si mettono a fuoco i confronti tra 6 cluster di imprese all'interno del variegato mondo del Gruppo VèGè. Questo, assieme a quello già pubblicato su ESD; conferisce una chiara idea sui profitti, sui costi e sulle difficoltà dei diversi modelli che presenta la GDO italiana

La GDO italiana è un mondo variegato fatto di tante imprese con business differenti: da chi ha negozi di proprietà a chi vende a Cedi, ed ancora a chi ha Cash e vende anche a piccole superette ma, al tempo stesso, ha anche qualche supermercato di proprietà; per non parlare di chi è nel business dei drugstore i quali, in parte, presentano assortimenti uguali alla GDO, soprattutto nel cura casa e cura persona ma non solo. Insomma, sono tanti i modelli di business ma non tutti sono uguali, infatti in un articolo che si limitava ad analizzare quelli presenti dentro la centrale ESD, era evidente qual era il modello che in media guadagnava di più, insomma detto in gergo, faceva più profitto (per leggere l’articolo clicca qui).

In ogni caso, è risaputo che il mestiere del distributore è complicato, si produce un fatturato decisamente rilevante ma rimane un margine molto basso per la somma dei costi che si devono sostenere allo scopo di mantenere la sua efficienza. A tal proposito, è ancor più interessante lo studio appena realizzato da Istituto Georetail Italia Srl che mette in evidenza quali sono i modelli di business più profittevoli all’interno del mondo Vègè. Sommando, così, gli studi effettuati su ESD e quelli su VèGè, si ha un quadro particolarmente accurato sulle dinamiche economiche della GDO italiana.

Purtroppo, non è usuale trovare sul mercato studi di questo genere, come non è usuale che gli attori della GDO conoscano alla perfezione le differenze  nel dettaglio dei numeri economici. Il grosso volume d’affari ha portato la maggior parte delle imprese a gestirne i costi senza preoccuparsi troppo delle analisi economiche, ovvero del confronto di tutti gli indicatori che permettono di mettere a fuoco le differenze, in positivo ed in negativo. Gli studi di Mediobanca, a tal proposito, sono decisamente interessanti per questa ragione, e quelli dell’Istituto Georetail Italia, che si limitano alla GDO ma di questa ne scandagliano quelle peculiarità che la prima Istituzione menzionata non può arrivare e definire, ne definiscono i contorni in modo accurato seguendone il modello di studio.

Per tale ragione è di estremo interesse questo studio, così come quello realizzato per ESD che, lo ricordiamo, distingueva e metteva a confronto le profittabilità di oltre 40 aziende suddividendole in tre cluster: i retailer alimentari che operano sul mercato con negozi diretti, quelli che hanno come modello di business sia la vendita con negozi diretti (vendita al dettaglio) sia la vendita agli affiliati (vendita all’ingrosso) ed ancora quelli che operano sul mercato con il modello della vendita agli affiliati. A questi tre gruppi ne è stato aggiunto un quarto, quello dei drugstore.

Nel caso di Végé la situazione è ancora più eterogenea. I modelli di business (cluster) presenti sono sei: coloro che hanno negozi diretti e vendono al consumatore finale, quelli che vendono a soci e affiliati che a loro volta vendono al consumatore finale (come accaduto nelle analisi per ESD qui, al contrario del primo gruppo, ad esempio non troveremo alti costi del lavoro e di gestione); sono presenti aziende che come in ESD lavorano con un modello misto, ovvero che hanno una parte di negozi diretti e una parte di vendita ad affiliati. Invece, più marcatamente che in ESD, vi sono aziende che fanno solo cash&carry; (questo cluster si caratterizza per avere un numero elevatissimo di referenze; scontrini medi molto alti); sono anche presenti aziende che fanno cash&carry e gestiscono anche supermercati; ed ancora drugstore dedicati solo alla detergenza. Insomma, in questo quadro così eterogeneo vogliamo far capire ai nostri lettori qual è stato il modello più profittevole negli ultimi 5 anni (2017-2021) tra i tanti presenti. Infine, nell’ultima parte dell’articolo, commenteremo anche alcuni grafici dedicati a tutto il mondo Végé, per mettervi a conoscenza di quali aziende hanno accumulato i maggiori profitti negli ultimi 5 anni.

Iniziamo da primo questionario: quale, tra i gruppi sopra elencati, ha fatto mediamente maggiori profitti dal 2017 al 2021?

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Silvia Ognibene
Silvia Ognibene
Giornalista professionista, collabora stabilmente con agenzie di stampa e quotidiani nazionali e internazionali dedicando particolare attenzione ai temi di finanza, economia e lavoro.

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